E’ contento di essere tornato e lo ripete ogni tre parole, ma la faccia è quella di un pilota che ha troppa esperienza per non rendersi conto che a Barcellona ci sarà da soffrire. Non tanto per la KTM che quest’anno ha potuto guidare praticamente mai, quanto per la sua condizione fisica, che è quella di chi deve fare tanta strada prima di poter dire di essere davvero nella migliore condizione fisica. Maverick Vinales, però, riparte da Barcellona, come da programmi. “C'è stato un miglioramento significativo nella mia mobilità – dice - Prima, quando mi piegavo nelle curve a sinistra, qualcosa mi frenava: era la vite. Non riuscivo a andare oltre e rimanevo bloccato, ma ora posso piegare in curva come voglio e è un grande cambiamento”. La mobilità piena è ritrovata, quello che rischia di mancare, invece, è la forza, perché non c’è niente che permetta di testarla come la MotoGP.
“Mi sono allenato con la supermotard – racconta ancora – e è andata bene. Sono rimasto piacevolmente sorpreso, ma ovviamente non è la MotoGP. La MotoGP richiede un tipo di forza diverso, quindi domani vedrò dove dovrò lavorare per recuperare il più velocemente possibile. Ovviamente, c'è ancora molta strada da fare per la guarigione, ma cosa importante è che posso tornare in sella e recuperare la massa muscolare necessaria per guidare la MotoGP. Il problema principale, e il motivo per cui mi sono operato, era che la vite irritava tutti i tendini e i nervi circostanti, creando molto tessuto cicatriziale. Quindi la mia spalla era come un blocco, non si muoveva. Abbiamo rimosso la vite, pulito tutto il tessuto cicatriziale e la mobilità è completamente diversa”.
La migliore condizione fisica, quindi, è lontana e anche per il Montmelò le aspettative non sono chiaramente alte: “È molto difficile avere ambizioni senza sapere con certezza come reagirà la spalla. Sono convinto che se risponderà bene, farò bene, ma le mie aspettative riguardano più che altro la reazione della spalla e il lavoro da fare di conseguenza. Ci vorrà del tempo per recuperare completamente: per sette mesi la mia spalla non si alzava più di centosessanta gradi”.
L’obiettivo, è chiaro, è quello di trovare la migliore condizione fisica per la seconda metà della stagione. Quando oltre ai podi ci sarà da giocarsi il futuro. Se fino a qualche mese fa tutti, infatti, davano per scontato che Maverick Vinales sarebbe stato “promosso” nel team ufficiale di KTM per rimpiazzare Pedro Acosta, adesso questa certezza non c’è più. “A dire il vero – taglia corto - non ci penso molto. Sono concentrato solo sul recupero completo e sullo sfruttare al meglio la moto, che sta andando piuttosto bene, per essere tra i primi. Per me, la seconda metà della stagione è molto importante, a prescindere dal 2027. Voglio fare delle buone gare. Queste ultime settimane sono state dedicate a lavorare senza sosta per recuperare il più velocemente possibile. Sono andato in Austria, al centro Red Bull, e, da lì, dopo l'intervento, ho svolto tutta la riabilitazione, dagli esercizi di mobilità alle innumerevoli terapie. Ma so che il lavoro non finisce qui: mi ci vorranno altri due o tre mesi per completarlo".