Bernie Ecclestone l’ha detto. “Antonelli o Verstappen saranno i campioni del mondo, la Red Bull ha evidentemente superato il periodo di crisi. Max ha ritrovato la forma migliore ed è pericoloso”. È così che l’ex presidente della F1 ha tuonato in un’intervista rilasciata al quotidiano svizzero Blick, senza giri di parole. Una dichiarazione dal significato pesante, sia che il riferimento sia ad Antonelli, sia che lo sguardo sia rivolto a Max.
Kimi, classe 2006, è al suo secondo anno nel circus, ha vinto tre gare su quattro in questo avvio di stagione e si è portato saldamente al comando della classifica piloti. Eppure, dall’altro lato del box c’è George Russell, veloce e che di esperienza ne ha ormai da vendere.
E se è vero che Antonelli fin qui ha fatto una magia, l’hype intorno a lui sembra aver fatto dimenticare che genere di pilota sa essere il suo compagno di squadra: George ha commesso parecchi errori e forse è stato sorpreso dal ritmo martellante dell’italiano, ma è comunque il pilota che ha battuto in più occasioni Lewis Hamilton da compagno di squadra, quello che per gran parte della passata stagione è stato l’unico a impensierire il duo McLaren e Max Verstappen.
Alla vigilia del 2026, considerato il potenziale della Mercedes, era dato come il super favorito per la conquista mondiale. Dopo Miami c’è chi insiste nel fare il suo nome e chi, invece, inizia a guardare con sempre maggiore insistenza a quel ragazzino che corre col numero 12 e che fin qui ha lasciato tutti a bocca aperta. E il fatto che Ecclestone ci punti senza pensarci troppo non è banale, segno di come Kimi sia riuscito a lasciare il segno in questo avvio.
Poi c’è Verstappen, la vera scommessa. Il 2026 dell’olandese è partito male, la Red Bull ha pagato una forma non smagliante e lui è finito a lottare a centro gruppo dopo anni passati a infrangere i record della F1. Non facile per uno come lui, ancor di più considerato l’odio verso questa nuova generazione di vetture.
Proprio a Miami, però, qualcosa potrebbe essere cambiato. Gli aggiornamenti sviluppati a Milton Keynes hanno funzionato, la RB22 è sembrata essere un’altra macchina rispetto a quella che aveva iniziato la stagione e Max non ha perso tempo. Non ha né vinto né è salito sul podio, in avvio di gara ha commesso un errore, eppure ha lasciato gli States con un mezzo sorriso complice una velocità ritrovata. Il Canada sarà un nuovo banco di prova, eppure Ecclestone - come per Antonelli - non ha avuto dubbi.
Come direbbero gli inglesi, quella dell’ex patron del circus è di sicuro una Bold Prediction. Qualora Max dovesse farlo, realizzerebbe l’ennesimo capolavoro in carriera. Intanto, però, la storia prova a riscriverla fuori dalla F1 perché, mentre tutti gli altri piloti si godono la pausa, lui è volato al Nurburgring per la leggendaria 24 Ore.
Quel weekend tanto ambito è arrivato e Max ha già parlato chiarissimo: “L’obiettivo è la vittoria ed è il motivo per cui siamo qui. So che non sarà facile, ma questo è il target per chiunque partecipi a questa gara”. Prima del mondiale di F1, confermando o smentendo le parole di Ecclestone, c’è la missione all’Inferno Verde, che in questo momento per l’olandese sembra valere più di tutto il resto. E chissà che non possa scrivere l’ennesima pagina di storia.