Pecco Bagnaia a Barcellona ci arriva carichissimo nonostante lo zero di Le Mans. Perché se è vero che la caduta in gara gli è costata il podio e, forse, anche la possibilità di lottare per la vittoria, è il buon feeling sulla Ducati a fargli accennare un mezzo sorriso. In Francia, dopo parecchie difficoltà, Pecco è riuscito ad accarezzare il limite, a sorpassare lì dove in passato aveva fatto fatica e, soprattutto, a giocarsela fino al sedicesimo giro, quando è scivolato mentre inseguiva l’Aprilia di Bezzecchi.
Qui in Spagna, nel corso del giovedì, ci conferma che ancora brucia, ma quando gli chiediamo cos’è che l’ha causata lui taglia corto: “Non è stato né un errore umano né un problema tecnico, va bene così. Non entriamo nei dettagli.
Al Montmelò, complice l’infortunio di Marquez, tutti gli occhi nel box Ducati - e non solo - saranno puntati su di lui. Una situazione che il numero #63 ha già vissuto, ma che, al contrario di quanto si possa pensare, non è poi un grande vantaggio: “L’anno scorso ho fatto le ultime cinque gare da solo, a parte le ultime due in cui c’era Bulega”, ci spiega. “Secondo me, quando c’è un pilota come Marc che può provare soluzioni diverse, si fa sicuramente prima a trovare la quadra. Vedremo se la strada intrapresa nell’ultima gara ci aiuterà ancora; spero di lavorare con il team come abbiamo fatto a Le Mans, perché è stato estremamente positivo”.
Il lavoro è stato positivo proprio perché gli ha permesso di sentirsi bene in moto. Lo testimonia la pole position conquistata al sabato, ma anche i sorpassi dovuti realizzare la domenica dopo una partenza complicata, uscito in quinta posizione dopo la prima esse: “Era da molto che non sorpassavo così”, continua a raccontarci con grande precisione. “È stato positivo perché già nelle prove mi sentivo veloce e competitivo; sentivo di poter spingere, tant'è che sono scivolato cercando il limite in un time attack, cosa che difficilmente mi capitava. I sorpassi sono stati belli, specialmente in punti dove solitamente fatico: il primo settore di Le Mans non è mai stato il mio forte, invece riuscivo a superare sia in curva 1 che in curva 3. Bisogna continuare così”.
Per tornare a lottare per le posizioni che contano serve attaccare, proprio come quando a Le Mans stava tirando per andare a prendere Bezzecchi, infilando un giro buono dopo l’altro. In generale, però, è questo il mood che il torinese vuole mantenere da qui in poi, come ci conferma quando gli chiediamo se andrà al “maximum attack” come il leggendario rallysta Markku Alen: “È una strategia di cui ho discusso a casa: si può fare e devo farlo. Voglio vincere così”.
Per stare davanti, però, conterà anche migliorare la partenza, che più volte quest’anno l’ha visto faticare. Pecco ne è consapevole, anche se a Barcellona la situazione potrebbe essere diversa rispetto alle scorse gare: “Non sto riuscendo a partire forte come ho sempre fatto, quindi dobbiamo trovare una soluzione. Questa è una pista dove solitamente la frizione funziona meglio, quindi spero di fare un passo in avanti anche lì”.
Le domande continuano e Bagnaia ci risponde sempre senza giri di parole, anche quando gli chiediamo se si sente ancora in lotta per il mondiale visti i buoni segnali arrivati dal test di Jerez in poi: “Abbiamo fatto cinque gare e onestamente siamo abbastanza indietro in questo momento in campionato. Però, se le cose andranno come spero e mi auguro, e ne sono sicuro, perché sono tre cose che vanno insieme, torneremo a essere davanti e a lottare di più”.
Sul finale, poi, c’è spazio anche per un commento relativo a quanto fatto da Marc Marquez a Le Mans. L’attenzione va a quel 1’29’’2 fatto segnare in qualifica, un tempo mostruoso arrivato in condizioni di sofferenza fisica, come poi si è scoperto dopo l’infortunio in gara. Pecco annuisce, poi afferma: “Non voglio parlare della parte fisica, perché può farlo solo chi si trova in quelle condizioni. Marc ha tirato fuori un giro stratosferico e non puoi che ammirare una prestazione del genere; è stato bello vederlo”.
È solo giovedì, ma il mood è chiaro.