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14 maggio 2026

A Sinner (giustamente) non frega niente dei record: “Io faccio la mia storia”. Batte Rublev sul campo agli Internazionali di Roma e Djokovic nelle statistiche ma il bersaglio di Jannik è quello grosso

  • di Michele Larosa Michele Larosa

14 maggio 2026

Trentadue vittorie di fila nei Masters 1000, un record storico, e la corsa verso tutti e nove i titoli della categoria. Sinner è sempre più leggenda, anche se lui non lo ammetterebbe mai... Ma ora c'è un bersaglio molto più importante e Roma trattiene il fiato

Foto di: Ansa

A Sinner (giustamente) non frega niente dei record: “Io faccio la mia storia”. Batte Rublev sul campo agli Internazionali di Roma e Djokovic nelle statistiche ma il bersaglio di Jannik è quello grosso

Roma, la città eterna, la città dei grandi, la città della storia. Oggi, dal punto di vista tennistico, abbiamo appena assistito a questo: la storia. Jannik Sinner ha battuto Andrey Rublev in due set e in un'ora e trentadue. Trentadue non sono solo i minuti, trentadue sono le vittorie consecutive nei Masters 1000. Nessuno, mai, era arrivato fin qui. Il precedente primato apparteneva a Novak Djokovic, che nel 2011 si era fermato a quota trentuno. Più di un (già da tempo avvenuto) passaggio di consegne. È il crollo dei Big 4, di parte del loro mito, ormai relegato al passato, della loro storia come unità di misura di dominio tennistico.

Quando nel post partita gli hanno detto cosa significasse per lui quel record, però, Jannik non si è scomposto. "È difficile da dire. Non gioco per i record. Gioco solo per la mia storia personale". Si guarda già avanti, e soprattutto non si guarda ai record come trofei da esporre. I record sono passaggi obbligati, snodi nel percorso per la leggende.

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Jannik Sinner nel match contro Rublev

Sul campo, però, il corpo ha parlato per lui. Verso la fine del match si è visto stringere la gamba sinistra, cercare un momento di pausa, fare i conti con la fatica. Del resto, 32 vittorie hanno anche un rovescio della medaglia, il 2026 è stato bellissimo e allo stesso tempo massacrante per Sinner, mentalmente e fisicamente. E lo sarà ancora almeno fino alla fine del Roland Garros. Però, giocare a Roma non è solo tennis, è emozione continua, pressione costante, il peso dolcissimo di farlo davanti al proprio pubblico: "Emotivamente richiede molto giocare qui a casa", ha ammesso.

E ora Sinner ha messo la freccia verso un'altra impresa. Vincere tutti e nove i Masters 1000. Solo Djokovic (di nuovo) ci è riuscito, e per ben due volte. Roma è uno degli ultimi tasselli mancanti, ed è a sole due vittorie dal completare un cerchio che sarebbe straordinario.

Poi c'è lui: Luciano Darderi, italiano d'argentina, che sta vivendo un'altra favola. È qualificato nell'altra semifinale, dove affronterà Ruud: "Più italiani siamo, specie qui a Roma, meglio è. Siamo di nuovo in due in semifinale per il secondo anno consecutivo e cerchiamo di dare il nostro meglio". Il sogno, ovviamente, sarebbe quello di una finale tutta italiana al Foro Italico. E solo immaginarlo fa qualcosa dentro. Ora però c'è da affrontare le semifinali, trentadue vittorie non si portano leggere. Ma Sinner va avanti lo stesso, Roma è quasi finita. La storia è appena cominciata.

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Foto di:

Ansa

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