È l’epoca di platino (perché quella d’oro c’è già stata) del tennis italiano. Jannik Sinner è il giocatore più forte del mondo, lo ha dimostrato ancora una volta agli Internazionali di Roma contro Andrea Pellegrino. La solida realtà contro la favola: ha vinto la prima. Pellegrino affronterà di certo i prossimi tornei con fiducia. Paolo Bertolucci sulla Gazzetta, però, parla di un altro azzurro, Luciano Darderi, “nato in Argentina ma ormai italiano fino al midollo”, che ha battuto per la prima volta in carriera un giocatore nella top 10 del ranking. Agli ottavi del 1000 della Capitale ha battuto in tre set Alexander Zverev: 1-6,7-6,6-0. Ha annullato quattro match point e ha ribaltato la partita. Il numero 18 del mondo oggi 13 maggio affronterà Rafael Jódar, promessa (l’ennesima) del tennis spagnolo. E come sottolinea Bertolucci, Darderi ormai da tempo ha fatto vedere le qualità necessarie per stare nel giro dei migliori. Nessuna sorpresa, “La sua presenza in un quarto di un Masters 1000 e la conseguente classifica, che ormai lo posiziona saldamente tra i primi 20 giocatori del mondo, non costituiscono insomma un exploit estemporaneo”. Su cosa si fonda la forza di questo giocatore?Luciano infatti, seguito da sempre dal padre allenatore, è un giocatore solido, con un servizio ben strutturato che può ancora migliorare e due fondamentali da fondo incisivi e penetranti”. E poi c’è la consapevolezza conquistata con il tempo, “l’esperienza maturata nei circuiti minori a lungo frequentati”, il “sottoscala del tennis in attesa di arrivare all’attico”. Questo percorso gli ha valso “una straordinaria propensione alla battaglia, alla lotta punto a punto, al faccia a faccia senza paura anche nelle situazioni più delicate, come testimoniato dai quattro match point annullati al tedesco nel secondo set”. “
“In definitiva, Darderi è un giocatore ancora affamato, consapevole dei suoi limiti ma anche delle sue potenzialità ancora inesplorate”. Battaglie e sogni. Quello di Darderi, mai nascosto, resta quello di vincere a Roma. Quest’anno, aggiunge sempre Bertolucci, è “in una parte di tabellone che può consentirgli, perché no, di arrivare fino alla finale se continuerà ad esprimere questo livello tecnico e mentale”. Stare in alto poi ha dei lati positivi che a cascata ricadono su altri aspetti, ora che è stabile in top 20 Darderi “potrà anche programmarsi meglio ed evitare la bulimia di tornei che in un paio di occasioni lo ha messo di fronte, per stanchezza, a sconfitte evitabili”. Sconfitte sì evitabili, “Ma anche questo è un retaggio dei sacrifici fatti da giovane, da cui saprò sicuramente emendarsi”.