Ducati s’è presa tutto il podio a Barcellona, ma la voglia di festeggiare per Gigi Dall’Igna è poca. Sì, Fabio Di Giannantonio è stato maestoso, come lo è stato Fermin Aldeguer e come, anche se con l’aiuto di un po’ di fortuna, lo è stato un Pecco Bagnaia che ha portato a casa un insperato terzo posto. Però negli occhi, inevitabilmente, c’è rimasto quello che è successo anche se si vive nelle corse praticamente da sempre e si è visto e attraversato di tutto. “È stata – ha scritto nel suo immancabile post race l’ingegnere della Ducati - una di quelle domeniche che scuotono tutte le tue certezze, ricordandoti quanto sia dannatamente pericoloso il nostro sport e cosa significhi per ogni pilota salire in sella e dare letteralmente tutto, con il coraggio di veri guerrieri”.
C’è mancato poco che non si raccontasse una tragedia e Dall’Igna, piuttosto che stare lì a analizzare quello che sarebbe potuto succedere, sposta lo sguardo su ciò che alla fine – seppur nella competizione – rende speciale la MotoGP. “Sono questo tipo di incidenti che uniscono tutte le squadre in una grande famiglia – scrive - riordinando i valori e rimettendo le cose nella giusta prospettiva. Sì, certo, dopo una giornata così lunga e estenuante tutto il resto passa in secondo piano”. E’ una considerazione, ma è un po’ anche un messaggio ai nuovi padroni delle corse, soprattutto in questo momento in cui, oltre a ridefinire i contratti, bisognerebbe ricordarsi che sulle moto i piloti ci mettono la loro pelle.
E’ qualcosa, insomma, da dire prima. Senza sottrarsi, comunque, alla solita analisi del fine settimana. "Alla fine, abbiamo portato a casa il podio completo di un GP folle, combattuto e imprevedibile, pieno di colpi di scena e sorprese fino all'ultimo istante - conclude l’ingegnere della Ducati – Fabio Di Giannantonio ha dimostrato ulteriore maturità, sfruttando al meglio le ripartenze dopo le bandiere rosse. È stata una gara complessa, gestita in modo superbo , che si aggiunge a un inizio di stagione veloce e solido con risultati costanti".
Solidità e costanza che Fabio Di Giannantonio ha trovato prima ancora della Ducati stessa, con Dall’Igna che, però, vede un futuro prossimo decisamente migliore rispetto a questo inizio di stagione in cui ci si è trovati pure con un Marc Marquez alle prese con più guai del previsto. “Fermin Aldeguer – prosegue Dall’Igna - ha fatto dimenticare a tutti il grave infortunio invernale, tornando sul podio con una gara affrontata da protagonista assoluto e con una prestazione coraggiosa. Pecco Bagnaia ha conquistato il terzo posto e è una vera iniezione di morale. Sì, fa sempre piacere, anche se si tratta di un podio inaspettato, ottenuto in modo audace dopo, vale la pena sottolineare le circostanze, una grande ripartenza in seguito all'incidente di Zarco. Un vero peccato per Alex Márquez, se consideriamo solo l'aspetto sportivo. Tutto era predisposto perché fosse la sua giornata e il suo weekend in generale, dopo la sua solida e importante vittoria nella gara Sprint. Aveva un ottimo passo e la giusta determinazione per battere avversari che, comunque, erano duri e veloci. Inutile dire che non vediamo l'ora di rivederlo in pista. Questo augurio va anche a Zarco: mando a questi due ragazzi la mia più sincera buona fortuna".