Dopo il mondo dell’automotive, la Cina avrebbe puntato a quello della F1. La notizia circola da giorni e ha già fatto il giro del paddock: BYD, il colosso cinese d’elettrico che ha sorpassato Tesla come primo produttore mondiale di auto elettriche, starebbe valutando seriamente un ingresso in F1. E al centro di questa storia c’è anche Christian Horner, che da ormai una decina di giorni, 12 con precisione, è libero di rientrare nel mondo della F1 in qualsiasi veste avendo concluso il periodo di gardening leave seguito al licenziamento dalla Red Bull nell’estate del 2025.
L’indizio principale, come riportato da PlanetF1, è abbastanza chiaro: in occasione del Festival di Cannes, Horner si è recato in Francia per incontrare Stella Li, vicepresidente di BYD. Sarebbero stati due giorni di riunioni, con Li descritta come “molto entusiasta” della possibilità di entrare in F1. D’altronde, la stessa vicepresidente aveva già dichiarato pubblicamente il proprio interesse: “Mi piace la F1 perché parla di passione e cultura, e le persone sognano di farne parte”, aggiungendo che BYD sta “discutendo” internamente la possibilità di entrare in griglia, il che darebbe l’opportunità di “mettere alla prova la nostra tecnologia”.
Il punto, però, è capire in che forma questo ingresso potrebbe avvenire. Non attraverso l’acquisizione della quota Alpine di Otro Capital, come si era ipotizzato, ma costruendo un team completamente nuovo, diventando il dodicesimo costruttore in griglia. Un progetto più ambizioso, più lungo ma anche più coerente con le dimensioni e le ambizioni di un’azienda che vale 125 miliardi di dollari ed è il terzo costruttore automobilistico al mondo per capitalizzazione.
BYD non è una piccola realtà che si avvicina alla F1 per fare numero. È un’azienda che produce 4,6 milioni di auto all’anno, che attraverso la sua sussidiaria FinDreams è il secondo produttore mondiale di batterie al litio per veicoli elettrici, e che con il suo brand di performance Yangwang ha già stabilito record assoluti nel mondo automotive. E in generale, nel motorsport, si è già visto cosa succede quando la Cina decide di fare sul serio: nel mondiale Supersport, il marchio cinese ZXMoto si è presentato all’esordio del campionato vincendo nel primo round stagionale con una moto costruita da zero, dimostrando che le risorse e la velocità di sviluppo possono cambiare gli equilibri in fretta.
In pratica, una sorta di dichiarazione di intenti. Quanto a BYD in F1, il ruolo di Horner sarebbe fondamentale. Ben Sulayem ha detto di essere in contatto regolare con lui, e che “Le persone verranno da lui” per opportunità di rientro, come riporta sempre PlanetF1. Il presidente del Circus invece, Stefano Domenicali, lo considera un profilo appetibile per chiunque voglia investire in F1. L’ex team principal Red Bull, però, non cerca solo un ruolo operativo: vuole una quota di proprietà, una sfida imprenditoriale che vada oltre quello che ha fatto negli anni a Milton Keynes.
In tal senso, le strade davanti a lui sono almeno tre contemporaneamente. C’è la quota Alpine, per cui è considerato uno dei due candidati preferiti da Renault, insieme alla Mercedes. C’è l’opzione Aston Martin, con Lawrence Stroll che avrebbe sondato la possibilità di formare una coppia con Adrian Newey. E ora c’è BYD, che rappresenta forse lo scenario più intrigante di tutti: costruire qualcosa da zero, con le risorse di uno dei gruppi industriali più grandi del mondo.
La F1 nel frattempo non ha fretta. Domenicali ha detto chiaramente che la FOM - organizzazione che detiene e gestisce i diritti commerciali del campionato - sarà “cauta” su eventuali nuovi team, che “logisticamente si è già arrivati al limite” e che un dodicesimo costruttore dovrà aggiungere valore reale al campionato, non essere semplicemente un nome in più sulla griglia. Ben Sulayem, dal canto suo, ha già fatto capire che un team cinese avrebbe l’approvazione della federazione, perché porterebbe un mercato enorme dentro la bolla della F1.
La finestra per le manifestazioni di interesse non è ancora aperta, ma quando lo sarà, BYD e Horner potrebbero presentarsi insieme. E in quel caso, nonostante si tratti di una proposta estremamente interessante, il risultato finale non è affatto scontato. Resterebbe poi da capire come e perché un colosso dell’automotive, principalmente elettrico, possa investire in un campionato che in futuro andrebbe in una direzione piuttosto differente.