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15 maggio 2026

Il presidente della FIA Ben Sulayem assicura: “La F1 del futuro con V8, 780 cavalli e un bel sound”. Ma se così non dovesse essere, che succede? 


  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

15 maggio 2026

Nel corso di un’intervista rilasciata a Forbes, il presidente della FIA ha parlato della prossima era della F1, che prenderà il via nel 2030. La chiave? Motori molto più semplici di quelli attuali, possibilmente V8. Ma Ben Sulayem, come spesso accade, si è spinto un po’ più in là, menzionando addirittura delle prime specifiche tecniche. Tutto bellissimo, ma se così non dovesse essere cosa si fa? Spoiler, sarebbe l‘ennesima figuraccia
Il presidente della FIA Ben Sulayem assicura: “La F1 del futuro con V8, 780 cavalli e un bel sound”. Ma se così non dovesse essere, che succede? 


Semplicità. È questo il concetto su cui il prossimo ciclo tecnico della F1, dal 2030 in poi, dovrà essere costruito. A riconfermarlo è il presidente della FIA che, per una volta, si trova allineato con la visione di Stefano Domenicali, presidente della F1: power unit meno complesse, costi più bassi, nuovi costruttori - anche indipendenti - attratti da un regolamento che non richieda duecento milioni di euro di ricerca e sviluppo per essere competitivi. Ben Sulayem, però, va oltre e, in una lunga video-intervista pubblicata da Forbes, entra già nelle specifiche tecniche di quello che vorrebbe vedere in pista.

“Abbiamo bisogno di semplicità, è la chiave per andare avanti. E per quanto riguarda il nuovo motore, abbiamo parlato del V8”, ha detto il presidente FIA. “Ci sto pensando, perché alla fine del 2030 la FIA riacquisterà il potere di decidere sul motore senza nemmeno dover passare attraverso una votazione delle squadre. Ma vorremmo farlo un anno prima per avere dei vantaggi finanziari riducendo i costi. Oggi la ricerca e lo sviluppo costano oltre 200 milioni di euro, per l’amor di Dio! E queste power unit non si vedono nelle auto normali”.

Kimi Antonelli Mercedes F1
Kimi Antonelli a Miami, 2026. Ansa

Il ragionamento sulla sostenibilità ambientale è quello che ha guidato le scelte degli ultimi anni, ma Ben Sulayem sembra voler cambiare prospettiva: “Con il carburante sostenibile, che è già disponibile, ora possiamo costruire nel modo giusto. Poi c’è anche un certo ripensamento, con il mondo intero che sta guardando ai veicoli elettrici in modo diverso. È l’unico modo per arrivare dove vogliamo, ovvero a un ambiente più pulito? No, non è l’unico modo, ce ne sono altri. C’è il carburante sostenibile, si può pensare di inserire un piccolo motore elettrico e renderlo ancora più pulito”.

Sul fronte costi, la visione è altrettanto netta: “Stiamo lavorando con i team per assicurarci che il nuovo motore sia conveniente, in modo che non si debba più pagare un milione e mezzo di euro per un motore. Chi può permettersi una trasmissione che ora costa 9 milioni? Dobbiamo avere una buona base, ma questi sono i costi attuali. È qui che entra in gioco il ruolo della FIA”.

Poi, per concludere, ecco le specifiche tecniche: “Sarà anche leggero, perché una delle cose peggiori per un pilota, e io sono stato un pilota, è il peso. Portiamole a circa 600-620kg. Con un motore da 780 cavalli, un bel suono, un prezzo accessibile… è così che possiamo sostenere al meglio la F1”.

Fin qui tutto condivisibile, almeno sulla carta. Il problema non è la direzione indicata, ma il modo. Perché una cosa è lavorare verso una F1 più semplice e accessibile, altra cosa è presentarsi davanti alle telecamere di Forbes con cilindrata, cavalli e peso già “definiti” prima di aver aperto una trattativa seria con i costruttori.

Ferrari, Mercedes, Honda, Red Bull e Audi hanno investito cifre enormi nelle tecnologie delle attuali power unit. E anche se da qui al 2030 il loro peso nelle decisioni sul futuro della F1 potrebbe ridursi drasticamente, non si può far finta che non esistano. 

Ben Sulayem, invece, ha già fatto un annuncio. Prima di promettere, però, bisognerebbe confrontarsi, altrimenti si rischia di prospettare a chi la F1 la segue un futuro che non avrà modo di esistere. In sintesi, una promessa non mantenuta. 

Se il V8 da 780 cavalli arriverà davvero, sarà una notizia meravigliosa. Ma se così non dovesse essere, la figura di me*da sarà proporzionale all’entusiasmo con cui è stata venduta l’idea. E il danno d’immagine, in un momento in cui la credibilità F1 è già sotto pressione, non sarebbe cosa di poco conto.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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