È stato un test piuttosto leggero quello del lunedì di Barcellona. Poche idee e poco tempo anche, perché un acquazzone a fine mattinata ha convinto tecnici, meccanici e piloti a richiudere le casse nel box e anticipare i voli di rientro. Oltre a questo si è trattato dell’ultimo appuntamento della storia con le MotoGP a cubatura piena, visto che dai prossimi test (a porte chiuse, previsti per il lunedì di Brno) i piloti scenderanno in pista con i prototipi da 850 gommati Pirelli. A questo proposito Gino Borsoi ci ha raccontato che solo i piloti con un contratto per la prossima stagione scenderanno in pista, quindi per il momento ci saranno Augusto Fernandez e Toprak Razgatlioglu.
Nonostante questo Yamaha è tra i costruttori che hanno portato più novità per i piloti a Barcellona, principalmente un’aerodinamica frontale rivista (che però non è piaciuto troppo) e un nuovo telaio piaciuto molto al turco, che probabilmente lo porterà già al mugello. Novità aerodinamiche anche in Honda, nulla però di troppo convincente per i piloti o che possa fare una grossa differenza per una moto che era addirittura finita sul podio domenica.
L’infortunio di Alex Marquez e le complicazioni fisiche per Fabio Di Giannantonio, feritosi al mignolo della mano sinistra nel primo incidente di ieri, hanno fatto sì che in Ducati abbiano schierato soltanto tre piloti (Bagnaia, Aldeguer e Morbidelli) che hanno lavorato sul settaggio della moto, senza grosse novità. La giornata sembra confermare come quella di Barcellona sia una pista particolarmente favorevole alla KTM: tre moto nei primi quattro e Pedro Acosta di nuovo davanti a tutti dopo la pole position di sabato mattina. Lui, comunque, ci ha detto molto chiaramente che con questo mezzo non è possibile lottare per il mondiale.
Giornata piuttosto difficile per Aprilia. La notizia del mattino infatti è stata la brutta caduta di Jorge Martín nel cambio di direzione tra curva 7 e 8. Lo spagnolo è stato portato al centro medico per una radiografia e, più tardi, all’ospedale di Barcellona per ulteriori esami specialmente a gomito sinistro e gamba destra. Considerando le sei cadute di Jorge nel weekend di gara è verosimile che la botta gli abbia riacceso i dolori. Dal canto suo Marco Bezzecchi ha riprovato il cupolino con appendici ‘a orecchie d’elefante’ già viste a Jerez e si è detto soddisfatto del lavoro sulla messa a punto.
Poche novità, poco tempo in pista. Fa una piccola eccezione Alex Rins, che nel primo run ha avuto un gran da fare con diversi tecnici della FIM al lavoro con lui per testare una nuova versione della radio, sempre più prossima a entrare in MotoGP. In generale i piloti sono stati anche piuttosto contenti che la giornata, dopo un weekend difficilissimo per tutti, fosse finita un po’ prima. La MotoGP da un litro inizia a salutarci così, senza grosso clamore. E la sensazione è che quando arriverà la 850 sarà difficile anche per il cronometro trovare una grossa differenza.