Due bandiere rosse, tre spegnimenti del semaforo e due piloti ricoverati in ospedale. È stata una domenica lunga e complessa a Barcellona, per la MotoGP. Diversi piloti (tra cui Pedro Acosta e Pecco Bagnaia) hanno raccontato che la terza ripartenza sarebbe stata da evitare, un’idea particolarmente condivisa all’interno del paddock.
Nel lunedì dei test si parla soprattutto di questo, confrontando le fotografie di chi era in pista e le dinamiche dei due incidenti. Il primo, che ha coinvolto Pedro Acosta, Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio, è piuttosto chiaro. La moto di Acosta, che in quel momento è davanti a tutti, si spegne all’improvviso e Alex Marquez lo tampona violentemente, distruggendo buona parte della sua moto e della KTM che aveva davanti. Alex è bravissimo a controllare la sua moto che, però, si mette di taglio e parte in aria quando a bordo pista trova una striscia d’asfalto. La moto si trasforma in una bomba, in un flashback di Austria 2020 quando la moto di Franco Morbidelli passò per aria tra Maverick Vinales e Valentino Rossi. Marco Bezzecchi, che in quel momento girava attorno alla settima posizione, racconterà di essere stato investito da una pioggia di detriti, il che rende abbastanza bene l’idea della quantità di materiale volato in aria. A subire l’impatto più violento è Fabio Di Giannantonio, che si massacra il mignolo della mano sinistra. Ripartirà altre due volte, per poi vincere la seconda gara della sua carriera in MotoGP.
Il secondo incidente, subito dopo il via, vede coinvolti Johann Zarco, Pecco Bagnaia e Luca Marini. È addirittura più violento, anche se meno spaventoso. Rivedendo le immagini, pare il francese abbia avuto un problema tecnico ai freni e che ci fossero poche alternative per lui. Johann finisce con la gamba sinistra incastrata nella moto di Pecco Bagnaia, che lo sente urlare e capisce di non poter fare granché per lui.
Le condizioni di Alex Marquez si stabilizzano piuttosto in fretta. Lo spagnolo è stato operato immediatamente alla clavicola destra e ora dovrà recuperare dalla brutta frattura all’ultima vertebra cervicale, la C7. Difficile pensare che sarà in pista per il GP d'Italia al Migello.
La situazione di Johann Zarco appare, per quanto sotto controllo, più complessa rispetto a quella dello spagnolo: “Trasportato all'Hospital Universitari General de Catalunya, Johann ha riportato lesioni al legamento crociato anteriore e posteriore e al menisco mediale. Ha anche subito una piccola lacerazione del perone nella zona della caviglia”, si legge nel comunicato pubblicato dal Team LCR nella nottata di ieri. “Zarco rimarrà sotto osservazione per la notte e lunedì si recherà in Francia per consultare gli specialisti e valutare le prossime tappe del suo recupero”.
La terza gara produce poi una pioggia di penalizzazioni a causa della pressione irregolare degli pneumatici per molti piloti. Finiscono sotto investigazione Toprak Razgatlioglu, Raul Fernandez, Alex Rins, Jack Miller, Joan Mir e Pecco Bagnaia. A tutti, tranne a quest’ultimo, vengono comminati 16 secondi di penalità. Bangaia invece non viene toccato dalla cosa perché Ducati è riuscita a dimostrare il fatto che si trattasse di un problema al cerchio, non di pressione. Così Joan Mir, secondo in gara, scende dal podio lasciando il posto a Fermín Aldeguer, che a sua volta libera la terza piazza proprio al torinese.
Il lunedì dei test comincia quindi con poca azione in pista. È l’ultimo giorno di test con le MotoGP da un litro, Ducati schiera soltanto tre piloti (Bagnaia, Aldeguer e Morbidelli) perché oltre ai fratelli Marquez infortunati il VR46 Racing Team ha preferito lasciare che Fabio Di Giannantonio si concentrasse sul recupero fisico.
Sono da poco passate le 11:00 quando sulla pista di Barcellona compare l’ennesima bandiera rossa per una caduta di Jorge Martín tra curva cinque e curva sette. Apparentemente lo spagnolo non stava forzando e per il momento si parla di una contusione al gomito.