“Oggi siamo stati fortunati. Considerando la caduta e quello che è successo ad Alex oggi qualcuno ci ha salvati. Ho mandato un messaggio a lui e alla sua famiglia, è stato un giorno molto intenso”. Pecco Bagnaia si presenta in sala stampa verso le 18:00, la penalizzazione di 16 secondi a Joan Mir per pressione della gomma irregolare lo ha portato al terzo gradino del podio. Lui, comunque, sembra non interessarsene molto. Si lascia andare su una sedia, parla lentamente, fa poche pause. “Mi aspettavo che alla seconda partenza sarebbero stati tutti un po’ più calmi e rivedendolo Zarco non ha fatto nulla di sbagliato”, dice a proposito dell’incidente che li ha coinvolti entrambi. “È stato strano, lui ha frenato e la moto non si è fermata. Io ho sbattuto fortissimo. Lui è rimasto attaccato alla mia moto, vedevo la sua gamba… e stava soffrendo moltissimo, questa cosa mi ha veramente colpito. Lì sono tornato nel box, ho preso la seconda moto e ho messo la gomma usata in qualifica davanti e una media dietro. Volevo solo non pensarci troppo. Dopo tre giri ho cominciato a sentirmi male, avevo dei giramenti di testa sulla moto. In frenata mi girava un po’ la testa e ho dovuto rallentare, magari non ero a posto per correre. È andata bene, fortunatamente non ho causato grossi problemi. Sono arrivato in fondo e quando sono tornato nel box non mi sentivo troppo bene. Non è importante, e… niente, voglio ringraziare il team per il lavoro che sta facendo. Un terzo posto non sento di meritarlo ma per il campionato va bene e la squadra lo merita per quello che sta facendo. Vorrei che questi risultati tornassero a essere la normalità”.
Di fatto forse non avrebbe dovuto correre e lui lo sa, cosa che in parte gli ha confermato anche la squadra di medici che l’ha visitato dopo la gara: “Ho fatto dei raggi al polso sinistro ed è tutto ok, anche se non mi sento bene. Il problema alla testa viene dalla cervicale, perché ho dato una brutta botta in testa e i muscoli del collo sono contratti. Ora ci vedo bene, mi sento solo un po’ rallentato… non mi sento troppo bene”.
A questo punto gli viene chiesto se si sente in qualche modo ostaggio di un sistema che obbliga i piloti a correre anche quando non ci sono le condizioni per farlo: “Noi siamo qua per correre in moto. E farlo al massimo, non siamo quelli che devono decidere ma quelli che possono influenzare le decisioni. E puoi farlo in Safety Commission ma bisogna provare a farlo tutti quanti. Secondo me ci sono state diverse situazioni contestabili e spero che la prossima volta ne parleremo. Nessuno ci obbliga, se tu non vuoi partire non parti. Ognuno è cosciente e prende le sue decisioni, chiaramente sei pagato un sacco di soldi, hai un sacco di sponsor… comunque non dico che tu sia obbligato ma è giusto, è il tuo lavoro. Anche se a casa ti succede qualcosa di brutto vai comunque in ufficio. In una situazione come questa la terza partenza è stata forzata, però fino a lì si parte. Forse servirebbe una regola per evitare di fare tre partenze se c’è una bandiera rossa dalla pista. È strano, perché sono stati due brutti impatti. Con Zarco ero lì… non è stato bello”.
Finito di parlare si alza, sorride e lascia la sala stampa con un saluto. A voler guardare al lato sportivo questo è stato un weekend importantissimo per Bagnaia, che chiude sul podio nonostante sia partito con una gomma usata davanti e una meno performante al posteriore, il tutto con dei brutti giramenti di testa.