AGGIORNAMENTO 15:20
Il Team LCR ci fa sapere che Johann Zarco non è in condizioni critiche.
Incidente violentissimo e pauroso al dodicesimo giro del GP della Catalogna. Pedro Acosta è in prima posizione, Alex Marquez lo insegue braccato a sua volta da Raul Fernandez. Siamo sul rettilineo posteriore che porta alla curva 10 quando Acosta ha un problema alla sua KTM, l’effetto è quello di un motore esploso: la moto perde quindi potenza in maniera improvvisa, lui alza una mano ma il tempo non c’è, Alex che gli è a mezzo metro fa l’impossibile per evitarlo ma non ci riesce. La sua moto prende il volo, lui scivola violentemente contro le barriere laterali del circuito. Quando l’anteriore della sua Ducati si spezza, la ruota finisce addosso a Fabio Di Giannantonio, che finisce coinvolto nell’incidente.
È una scena brutta, violenta, spaventosa. Pedro Acosta torna al box per primo, poi Di Giannantonio fa lo stesso con una contusione alla mano sinistra. Nessuno sa nulla di Alex Marquez. Quando la regia comincia a mandare i replay capiamo che è vivo. Più o meno allo stesso tempo la direzione gara annuncia che “tutti i piloti sono consci”.
Viene annunciata una nuova partenza, tredici giri. Griglia come da undicesimo giro, a cui non potranno prendere parte Enea Bastianini e lo stesso Alex Marquez, che nel frattempo come riportato da Giovanni Zamagni per Sky viene portato via in ambulanza. I piloti si posizionano in griglia senza neanche sapere come stia Alex Marquez e con le immagini dell’incidente in testa.
I piloti ripartono. Johann Zarco perde il controllo della sua Honda nella staccata di curva 1, finisce contro la moto di Pecco Bagnaia che a sua volta sbatte contro Luca Marini. Johann è in una lavatrice nella ghiaia con le gambe incastrate nella Ducati di Bagnaia, inutile dire che la concentrazione dei piloti non poteva essere la stessa. Altra bandiera rossa, altra ripartenza. Johann Zarco deve ancora arrivare al centro medico, mentre Bagnaia e Marini riescono a ripartire. Ancora una volta come se niente fosse. Tante volte si è parlato di situazioni come questa, con le gare che cominciano (o ripartono) senza grossi proclami mentre chi le gare deve farle non sa nulla dei propri colleghi: lo spettacolo deve andare avanti.