Andrea Iannone torna a casa, nel paddock che l’ha visto arrivare quando era ancora un ragazzino a caccia dei propri sogni. Lo fa preparandosi a salire in sella all’Harley-Davidson Bagger, nuova avventura della propria carriera dopo aver chiuso il capitolo Superbike, che l’aveva visto tornare alle corse dopo il lungo stop causa doping. Lo incontriamo alla vigilia del fine settimana del Mugello, seconda tappa del campionato ma prima per l’italiano: scenderà in pista con una moto del Niti Racing, team indonesiano con il quale disputerà il resto della stagione del nuovissimo campionato entrato nell’universo MotoGP.
È sorridente, pronto rimettersi in gioco. “Non siamo andati ad Austin per poi venire direttamente in Italia; volevamo saltare una gara proprio per questo motivo”, scherza quando lo incontriamo al media scrum. Ci strappa una risata, poi riprende il discorso: “In ogni caso, mi sento assolutamente all’altezza. Ho vissuto gli ultimi due anni nel Campionato mondiale di Superbike, ma quando mi trovo in questo paddock è diverso: è come se tutti fossero mio padre, i miei fratelli, mia sorella. È come essere a casa ed è una sensazione bellissima. Sono davvero felice di essere qui”.
A questo punto, qualcuno gli chiede se, nonostante sia felice per essere tornato nel “suo”paddock, un po’ di delusione legata al percorso fatto in Superbike sia rimasta, non essendo riuscito a ottenere una sella in un team ufficiale. “Bisogna fare una distinzione”, ci spiega con tono pacato. “La Superbike è un grandissimo campionato, composto da veri professionisti. Non mi ha deluso affatto. Semplicemente, nel momento in cui non sono riuscito a ottenere ciò che desideravo e mi aspettavo, ho ritenuto inutile continuare in una situazione che era, per certi aspetti, al limite, soprattutto per una persona che non si accontenta a livello di risultati. Però, ripeto, non mi ha deluso: è un campionato che stimo e rispetto molto. Anche le persone con cui ho avuto il piacere di lavorare in questi due anni sono grandissimi professionisti e splendide persone”.
Ora, la concentrazione è tutta sulla nuova avventura. La prima sfida sarà comprendere al meglio l’Harley, moto completamente diversa da quelle guidate in carriera: “È bellissima, molto divertente e particolare, ma ha un’agilità davvero ottima”, afferma. “Il peso è importante, dato che parliamo di 280 kg. Prima di salirci pensavo fosse molto dura e rigida nei cambi di direzione. Invece, alla fine, ho superato tutti i miei preconcetti. La moto è divertente e valida”.
Un attimo dopo conferma che insieme a Niti correrà tutta la stagione, non singoli appuntamenti. L’obiettivo è dare tutto, come sempre, e a chi gli chiede se possa vincere subito, però, l’italiano risponde scherzando: “Non lo so, non mettetemi pressione! Sono qui soprattutto per divertirmi”, racconta. Poi aggiunge: “Certo, è una gara e voglio vincere, ma non si può dire. Rispetto tutti i piloti che gareggiano con me e, se mi chiedete cosa voglio, la risposta è che punto a vincere come tutti, ma non è mai facile. Soprattutto se si considera che ho guidato questa moto per appena 20 o 30 giri in tutta la mia vita. Voglio fare del mio meglio che, logicamente, coincide con la vittoria”.
È un Iannone rilassato oltre che davvero felice, sportivamente e non. E lui non lo nasconde: “Lo sono perché questo campionato mi interessa molto; penso che ci sia un grande percorso davanti a noi e che potremo fare qualcosa di bello. Ma sono felice della mia vita a prescindere. Non ho rimpianti: nei momenti difficili ho imparato tanto e sono diventato una persona migliore sotto molti aspetti. Per me è importante tutto ciò che questi ultimi cinque o sei anni mi hanno insegnato giorno dopo giorno, e in questo momento mi sento davvero sereno”.
Un attimo dopo, invece, parlando della sua vita, si definisce un fuoco, sempre in cerca della prossima avventura. “Ho diversi progetti per il futuro. Sono come un fuoco, non riesco mai a stare fermo sulla sedia. Ho un costante bisogno di fare, fare e fare. E mi do da fare”. Un futuro in cui le corse la faranno ancora da padrone, per molto tempo: “Io sono pronto ad abbracciare ciò che la vita mi riserva. In questo momento sono qui per correre in questo campionato con questa moto: me la godrò e farò del mio meglio, esattamente come negli anni in cui correvo in MotoGP con la Ducati ufficiale. Per me le corse sono una cosa seria e mi piace farle: vivo di questo, la mia passione più grande sono i motori e le moto”, continua a raccontarci.
“È ovvio che, finché potrò, cercherò di salire su una sella e gareggiare, perché mi rende felice e migliora la qualità della mia vita. Non lo faccio perché sono obbligato. Voglio correre e ritengo che questo campionato sia molto interessante, soprattutto per il potenziale sviluppo futuro. Siamo qui, ce la godiamo e quello che verrà, verrà”. E poi, non manca nemmeno un passaggio sulla MotoGP: “Se mi chiedete se sono ancora in grado di guidarla, sono assolutamente certo di saperlo fare”, ci risponde.
Il presente, però, porta il nome del Mugello, un circuito legato a tanti dei suoi ricordi: “Mi riempie il cuore, sono felicissimo di poter rivivere queste emozioni che sono state tra le più belle della mia vita”, afferma ricordando l’affetto ricevuto nei weekend trascorsi sul tracciato toscano. “Il tempo e la distanza dalle cose fanno bene, aiutano ad apprezzarle e a viverle in modo diverso, persino nei momenti difficili. Se dovesse riaccadere tutto ciò mi farà enormemente piacere; se ci sono persone che vengono fin qui per sostenermi, le ringrazio fin da ora. Spero di incontrarle e di fare una foto insieme”.
Per smorzare il romanticismo, gli chiediamo cosa pensi della nuova Ferrari Luce, vero hot topic del momento anche qui al Mugello. Lui ci risponde sarcasticamente: “Meglio averla a casa la luce, non nel garage”. E infine, con un tono decisamente diverso, c’è anche spazio per un pensiero su Belen dopo i fatti successi a Milano nei giorni scorsi: “La sento spesso e penso che stia molto bene”.