La Ferrari a Shanghai non ha vinto, ma ha impartito una lezione al resto della griglia: in pista i compagni di squadra possono ancora darsele di santa ragione senza né compromettere il risultato né essere richiamati all’ordine dopo il primo mezzo tentativo di attacco. È ciò che è successo tra Hamilton e Leclerc, terzo e quarto al traguardo, per gran parte della gara in lotta tra loro a suon di sorpassi e contro-sorpassi anche in punti della pista poco indicati. Azioni da cuore in gola per il muretto della Scuderia che, però, non ha mai interferito. Liberi di correre, ma ricordando che la Ferrari viene prima di tutto come direbbe Enzo Ferrari.
Ne è uscita una battaglia vera, una di quelle che ti tiene incollato alla televisione col fiato sospeso e ti fa viaggiare con l’immaginazione cercando di capire dove avverrà la prossima mossa. Bellissimo così, e a confermarlo sono stati sia Leclerc che Hamilton appena scesi dalle rispettive SF-26, accennando pure un mezzo sorriso nonostante il dominio in pista della Mercedes e di Kimi Antonelli: “Mi sono davvero divertito. Non so se il team direbbe la stessa cosa”, ha scherzato Charles nel dopogara a Sky Sport.
“Con queste vetture correre è davvero piacevole”, ha poi proseguito prima di fare un punto su quanto successo in pista, quarto e ancora giù dal podio a Shanghai: “Alla fine Lewis è stato semplicemente più forte questo weekend. Sono felice per il suo podio. Ovviamente da parte mia c’è un po’ di delusione per averlo perso, ma so di aver dato tutto”.
Tornato poi a parlare della battaglia, Charles non ha mancato di sottolineare la correttezza dimostrata da Sir Lewis: “È stata una lotta dura ma corretta. Lewis è uno di quei piloti di cui ti puoi fidare quando corri ruota a ruota. Ci sono anche tante tattiche dall’interno dell’abitacolo: decidere chi prova l’attacco nell’ultima curva, quanto frenare tardi, come usare e gestire l’energia. Tutto questo rende la sfida davvero bella”.
Il nuovo corso della F1 ha fatto discutere, e probabilmente lo farà ancora, ma adesso tornare completamente indietro è impossibile e, quindi, ai piloti non resta che adattarsi e trarre il massimo dalle vetture. E, nonostante in alcune occasioni l’azione in pista sia sembrata una finzione, Leclerc chiarisce: “Quando qualcuno sbaglia completamente la gestione dell’energia e scarica la batteria, allora sì, il sorpasso sembra artificiale perché la differenza di velocità è enorme. Ma stiamo tutti imparando dove rischiare e dove no, e questo crea battaglie molto interessanti”.
L’incognita, dopo Shanghai, è soltanto una: riuscirà la Ferrari a riprendere una sin qui straripante Mercedes? La W17 in pista ha cambiato passo dal sabato di Melbourne, lasciando agli avversari solo le briciole. Eppure, la Scuderia ha risposto sempre presente, lottando ogni qual volta ce ne fosse l’occasione. E per il monegasco le speranze non sono terminate, anzi: “Adesso la situazione è più in linea con quello che ci aspettavamo, ma con vetture che lottano così tanto tra loro, la situazione può diventare interessante. Ci sono alcune cose in arrivo, sviluppi importanti. Quanto potranno ridurre il gap con Mercedes? Non lo so ancora”.
Di certo, però, è una squadra diversa rispetto a quella vista in pista negli ultimi anni, soprattutto in termini di aggressività. La Cina, poi, ha premiato ancora Hamilton che, dopo la vittoria della Sprint Race conquistata nel 2025, stavolta si prende il primo podio con la Scuderia.
Arrivato in paddock sorride, ma soprattutto ci tiene a complimentarsi ancora con Kimi dopo l’abbraccio in parco chiuso: “Con Leclerc è stata una battaglia grandiosa”, ha raccontato a Sky Sport, “ma voglio fare le congratulazioni a Kimi che ha fatto un lavoro eccezionale. Per me è un privilegio da veterano essere sul podio insieme a lui. È in un team fantastico ed è bellissimo vedere da così vicino e dal vivo la sua prima vittoria”.
Poi, sulla lotta in pista concorda col compagno: “Ci siamo dati battaglia, ma è la natura delle corse. Ringrazio tantissimo tutti in Ferrari per il lavoro svolto in fabbrica che ci ha permesso di lottare per queste posizioni”. Vederli lottare è stato grandioso, così come lo è stato vedere l’affetto sincero di Sir Lewis verso Kimi. Nonostante manchi ancora una volta la vittoria, è stato un fine settimana che ha lasciato il segno. In pista e non.