In Cina, più precisamente a Shanghai, Kimi Antonelli ha scritto un pezzo di storia della Formula 1. Lo ha fatto artigliando la pole position, la sua prima nel circus, diventando il più giovane pilota della storia a farlo, a 19 anni. Un fenomeno, non ci sono altre parole per descriverlo. E no, se state pensando che sia stata solo fortuna visti i problemi alla Mercedes di George Russell, che scatterà comunque 2°, vi sbagliate di grosso.
Perché la verità è che, quando la W17 dell’inglese si è fermata lungo la pista prima di rientrare ai box, tutta la pressione era su Kimi: guida la macchina più veloce, veniva dall’errore della Sprint Race e non poteva sbagliare ora che il compagno, fin qui dominatore, era parzialmente fuori dai giochi.
Un compito non facile, specie per un ragazzo che non ha nemmeno vent’anni, costantemente sotto esame e con i riflettori puntati su di sé da praticamente tutta la vita. Bello essere Kimi Antonelli, ma questi momenti sono tosti, più di quanto si possa immaginare. E lui, quando l’occasione si è presentata non l’ha sprecata, facendo la storia. Un risultato storico anche per l’Italia che torna in pole position a 17 anni dall’ultima volta, quando Giancarlo Fisichella batté tutti nel sabato di Spa del 2009.
Un sogno, che per certi versi non potrà nemmeno godersi a pieno: lo si è visto quando è arrivato in parco chiuso e ha accennato solo una piccola esultanza, consapevole che domani sarà probabilmente l’occasione più grande della sua carriera finora e non dovrà essere sprecata. Ad aspettarlo c’era papà Marco, che nei weekend di gara gli fa da ombra, oltre a Lewis Hamilton che si avvicina subito e lo abbraccia, sorridendo.
Proprio Sir Lewis, che ne ha sempre riconosciuto il talento e che domani scatterà dalla casella alle spalle della Mercedes numero #12, dalla terza posizione. Una giornata di emozioni uniche, come raccontato poi a Sky Sport qualche minuto dopo, sottolineando però anche le difficoltà che momenti del genere portano con sé: “È stata una sessione pulita, non ho fatto errori e sono riuscito a migliorare ogni volta che andavo in pista”, ha spiegato.
“Ho fatto un po’ fatica con il bilanciamento e avevo un sacco di sottosterzo sin dal Q2, tanto che ho anche chiesto al team se ci fosse qualcosa di rotto nella macchina. Avevo parecchio sottosterzo, sicuramente a causa del vento”. Sul giro in Q3, invece, afferma: “Non è stato facile, però sono riuscito a mettere insieme il giro e domani partirò primo, quindi sono molto contento. Me la godrò un pochino, ma non troppo, la concentrazione è già a domani. È bello far la pole oggi, ma bisogna concludere bene. Sono consapevole dell'opportunità che c’è domani e sarebbe veramente bello riuscire a riportare l’Italia sul gradino più alto del podio. Farò del mio meglio”.
L’obiettivo è chiaro e per raggiungerlo servirà non commettere sbavature, le stesse che invece hanno segnato la sua Sprint Race: “La partenza è stata un punto debole, ma stamattina ho visto cosa è andato storto. Cercherò di non complicare troppo le cose facendo la procedura per bene, scaldare bene la gomma è una cosa molto importante visto il freddo che c’è qui. Mi piace rendermi la vita difficile, però sono contento di come sono riuscito a gestire la sessione run dopo run, quindi no, adesso testa a domani”.
A 19 anni si è preso la Formula 1, consapevole che il 2026 può essere anche il suo di anno. È temuto più di quanto si possa immaginare, basta vedere il modo in cui a caldo George Russell lo guardava una volta sceso dalla sua W17, deluso per i problemi e, molto probabilmente, per essere stato battuto. Dietro i sorrisi lo considera una minaccia, non c’è più dubbio. Questa, però, è un’altra storia.