Mentre Mercedes completa un altro 1-2, con Russell primo e Antonelli secondo al termine delle qualifiche Sprint di Shanghai, Hamilton (4°) batte Leclerc (6°) a otto gare dall’ultima volta, Singapore 2025. Un segnale positivo dopo una prima stagione disastrosa, passata quasi sempre a inseguire il compagno di squadra. È la conferma di un feeling migliore con la vettura di quest’anno rispetto a quelle dello scorso ciclo tecnico, profondamente diverse e che tanto lo hanno messo in difficoltà, non soltanto nel 2025. Ma prima di affermare con certezza che l’inglese sia rinato, nonostante un piglio diverso e un sorriso quasi sempre raggiante sin da Barcellona, serve aspettare.
Per capire il perché, basta tornare al 2025. Primo anno in Ferrari, dopo una prima gara complicata a Melbourne. La SF-25 nel venerdì cinese vola, e davanti c’è proprio Hamilton: pole Sprint per chiudere la giornata, successo con distacco nella Sprint del sabato con Leclerc ancora lontano. Shanghai è la sua pista, quella in cui nessuno ha mai fatto meglio di lui: 6 vittorie, di cui la maggior parte dominate, 6 pole position, 9 podi e 4 giri veloci, per quanto questi ultimi possano contare. Più che un tracciato, quello cinese sembra il suo giardino di casa.
Sir Lewis su questa pista ha sempre volato, e anche quest’anno ha confermato - almeno fin qui - il trend. Al contrario, Shanghai è il tracciato che Leclerc meno digerisce di tutto il calendario: gli piace, ma c’è sempre un qualcosa che non funziona. E ironicamente l’aveva anticipato in uno dei post pubblicati sul proprio account Instagram al termine del primo GP stagionale: “I primi giri sono stati divertenti, ci riproveremo di nuovo settimana prossima sul circuito per me più complicato della stagione. Ci vediamo presto Cina”.
Ecco, quindi, perché tocca aspettare prima di affermare che Hamilton sia tornato il Sir Lewis leone, quel pilota capace di essere veloce e fare la differenza quasi ovunque. È diverso nell’atteggiamento e su questo non c’è dubbio, ma in Cina sarebbe capace di stare davanti persino con un carrello della spesa.
L’unica certezza in questa prima giornata in pista l’ha offerta invece la Mercedes, come se ce ne fosse ancora bisogno in questo avvio di 2026. Russell rifila due decimi e mezzo ad Antonelli, che finisce alle sue spalle nonostante un giro non perfetto e completa la prima fila, ma questa W17 fa paura e non è solo questione di motore.
Certo, nei primi 7 ce ne sono 5 di power unit nate a Brixworth, ma è anche vero che sia McLaren con Norris e Piastri che Alpine con Gasly sono staccatissime dalle due Frecce d’Argento. Il motorone fa la sua parte, ma è il pacchetto nella sua interezza a fare la differenza e il distacco di 6 decimi sulla coppia Norris-Hamilton, 3° e 4°, fa impressione.
Una monoposto nata per dominare, mentre alle sue spalle Ferrari insegue e McLaren cerca di avvicinarsi dopo un primo fine settimana complicatissimo. È solo venerdì, ma il copione in vista del sabato e della domenica sembra già scritto. L’unica vera incognita? La partenza e quel possibile 1-2 Ferrari dopo la prima curva. E chissà che poi, in attesa di confermarsi altrove, possa essere l’occasione giusta per Hamilton.