La Ferrari lascia Melbourne con un mezzo sorriso. Non tanto per il risultato finale, con Leclerc terzo ed Hamilton subito alle sue spalle sotto la bandiera a scacchi, quanto per le conferme della SF-26: nonostante una Mercedes a tratti dominante la nuova vettura è nata bene, e il primo fine settimana della stagione l’ha confermato, con un Mondiale che si giocherà tutto sul piano degli sviluppi. E poi, al termine della gara importante è anche il non aver visto quel gap ampissimo che aveva caratterizzato invece le qualifiche, con Leclerc quarto ma staccato di ben otto decimi da George Russell.
Notizie positive, seppur ci sia ancora tanto lavoro da fare per giocarsela. A confermarlo è in primis il monegasco una volta arrivato nel paddock, nonostante dietro il sorriso apparente si nascondesse un bel po’ di delusione: “Non sono contento per niente”, ha esordito Charles ai microfoni di Sky Sport. “Ma il sorriso c’è comunque, è la prima gara di un anno che sarà molto lungo. Però, non sono contento per diverse ragioni. Secondo me abbiamo tante cose da ottimizzare dopo una gara così e questo è normale, lo è per tutti. Tutti abbiamo avuto problemi, anzi, noi eravamo forse nel lato buono”.
In particolare, questa nuova Formula 1 è sembrata assai caotica, aspetto che il pilota della Ferrari non ha mancato di sottolineare: “Abbiamo visto che il primo giro è stato un po’ un disastro perché dovevamo gestire tantissimi problemi. In questi momenti ci ritroviamo da soli, perché gli ingegneri non ci parlano visto che ovviamente sarebbe troppo difficile gestire i ragazzi in radio mentre noi battagliamo nel primo giro. Quindi ti ritrovi con tante cose da gestire, ma penso che abbiamo fatto un buon lavoro”.
A impensierire Charles, poi, è l’esecuzione complessiva della gara: “Non sono contento del passo, devo far meglio e oggi non ero al top. Sicuramente la strategia era un po’ difficile, ma non ho avuto un weekend costruttivo, di quelli in cui dalla FP1 alla FP3 si guida una macchina sempre più costante. Sono andato un po’ a destra e a sinistra con il setup e questo non va mai bene. Oggi non ero nella finestra giusta e ho fatto tanta fatica a finire questa gara al terzo posto. Penso che Lewis fosse un po’ più veloce di me verso la fine”.
L’aspetto positivo, però, è il passo in avanti fatto tra qualifiche e gara, con Mercedes meno lontana. La W17 è al momento la macchina da battere, ma Ferrari è partita col piede giusto: “Ieri gli otto decimi di ritardo mi facevano male, mentre oggi sembra che siamo molto più vicini in gara. Spero che sia questo il caso per il resto dell’anno e speriamo di togliere questo gap in qualifica”.
Sul finale, c’è anche spazio per una riflessione in merito alla partenza, che l’ha visto passare dalla quarta alla prima posizione in una manciata di secondi. Eppure, qualche problema di troppo c’è stato: “Tutti abbiamo avuto tanti problemi, e pure grossi”, racconta Leclerc. “Le batterie dei Mercedes, avendo parlato con loro, erano a zero. La nostra era un pochino sopra lo zero, ma non tanto. Mi sono accorto che c’era un problema all’inizio del giro, quindi ho provato a gestire nel migliore dei modi questa situazione. Penso siamo stati i migliori in una situazione che è stata complessa per tutti. Per il resto la battaglia con George è stata bella. Sono stato contento di trovarmi in prima posizione, fino a che è stato il caso”.
Qualche rimpianto, ma dopo un 2025 disastroso essere scontenti per un terzo posto, con tanto di battaglia nella prima parte di gara, è un buon segnale per il resto della stagione. Mercedes è lontana, ma non imprendibile.
Dello stesso avviso è un Hamilton che, sceso dalla SF-26, sorride e suona la carica: “Quello che abbiamo raccolto oggi non è esattamente quello che volevamo, però io mi sono sentito alla grande fin dall’inizio e verso la fine stavo riprendendo Charles”, ha raccontato sempre a Sky Sport. “Mi sarebbero bastati un paio di giri in più per riuscire a superarlo, per cui ci sono tantissimi aspetti positivi da registrare. Allo stesso tempo abbiamo però tanto lavoro da fare per prendere la Mercedes, ma non è impossibile, quindi devo ringraziare la gente che ha lavorato in fabbrica”. Sarà una stagione lunga, piena di incognite, e seppur non sia attualmente la migliore, questa Ferrari può stupire.