Lewis Hamilton a Melbourne non ha perso tempo per ribadire cosa pensa della nuova Formula 1. E lo ha fatto senza mezzi termini, dopo una qualifica in cui è parso evidente quanto la guida di queste nuove vetture sia alquanto singolare: si spinge, sì, ma si decelera come non mai per gestire la parte elettrica e per far sì di non arrivare a chiudere il giro con metà della potenza. Un qualcosa che in gara si è sempre visto, soprattutto legato alla gestione del carburante, ma mai in qualifica, che ha sempre e solo significato una cosa sola: spingere al massimo, senza compromessi. Il giro secco è il giro secco, quello in cui si dà più del 100% per trovare quel centesimo in più, per fare la differenza sugli avversari.
(L'onboard non è quello del giro di qualifica, ma è comunque utile a capire come il lift and coast e il super clipping influenzino la guida di queste vetture. Basta ascoltare il suono del motore)
In questa Formula 1, però, andare a tutta non è consentito. È un paradosso che, una volta sceso dalla SF-26, Hamilton non ha mancato di sottolineare: “La macchina è davvero bella da guidare. È solo la potenza”, ha spiegato ai media presenti in Australia, come riportato da Motorsport.com.
“La potenza è buona quando ce l’hai, è solo che non arriva quando serve e non dà nessuna sensazione… iniziamo il giro a mezzo gas passando dall’ultima curva e per un terzo o un quarto del rettilineo, poi vai a pieno gas. È completamente l’opposto di ciò che rappresenta la Formula 1: tutto giù, attacco totale. Invece alziamo il piede, facciamo lift and coast e cose del genere. Quell’aspetto non è molto buono”.
La gestione eccessiva è uno dei due temi che hanno scandito il primo sabato del 2026. L’altro, invece, è lo strapotere mostrato dalla Mercedes che, una volta smesso di nascondersi, in pista le ha suonate a tutti quanti: distacchi imbarazzanti, basti pensare che Hadjar e Leclerc, rispettivamente terzo e quarto, pagano dalla W17 di Russell ben otto decimi.
Una velocità che ha scosso il paddock, oltre che lasciato Hamilton senza parole: “Non capisco esattamente. Nei test non hanno mostrato di poter alzare il livello e ora hanno questa potenza extra da qualche parte e dobbiamo capire da dove venga”, ha affermato prima di lanciare un attacco pesantissimo, che punta dritto al tanto discusso motore della W17. “Spero non sia questa storia del rapporto di compressione, spero sia solo pura potenza e che dobbiamo semplicemente fare un lavoro migliore. Ma se è davvero il rapporto di compressione, allora sarò deluso che la FIA abbia permesso che fosse così, che non sia conforme al regolamento. E spingerò la mia squadra a fare la stessa cosa così possiamo avere più potenza”.
Poi, sempre sulla questione, ha aggiunto una frase che non lascia spazio a interpretazioni: “Se Mercedes ha qualche mese di vantaggio [in termini di prestazioni, ndr], allora la stagione è finita. Beh, non finita, ma in sette gare, in pochi mesi, perdi un sacco di punti se sei indietro di un secondo in qualifica, quindi... sì”.
Il 2026 è appena iniziato e gli attacchi non sono mancati. D’altronde, qualora Mercedes dovesse confermare la propria velocità su circuiti dalle caratteristiche differenti, che almeno sulla carta dovrebbero favorire monoposto come la SF-26 o la RB22 richiedendo una gestione minore dell’elettrico, sarebbe un disastro per la Formula 1 intera. E lo spettro di un dominio incontrastato diventerebbe sempre più un qualcosa di concreto.