La Mercedes è tornata quella del 2014-2020, una pessima notizia per tutti i suoi avversari. 1-2 in qualifica a Melbourne, con Russell in pole e Antonelli secondo nonostante una vettura senza nemmeno un setup ideale dopo l’incidente delle FP3, graziato dalla bandiera rossa causata dal botto di Max Verstappen in Q1. A far paura, però, non è la prima fila monopolizzata, ma i distacchi impressi al termine del Q3: quasi otto decimi su Hadjar, Leclerc e Piastri (rispettivamente terzo, quarto e quinto), un secondo su Norris e Hamilton, sesto e settimo. Dopo un inverno passato a nascondersi la Mercedes ha svelato le proprie carte, ma il vantaggio sugli avversari è molto più ampio dei tre o quattro decimi previsti.
La W17 vola e all’Albert Park è stata semplicemente imbattibile, e in un attimo ha riportato tutti quanti indietro nel tempo: era dalla stagione 2016 che non si registravano distacchi così ampi, con quella stessa generazione di vetture con cui la Stella aveva aperto un ciclo nel 2014 destinato ad andare avanti fino al 2020. Una differenza abissale, con la Formula 1 che già trema al sol pensiero di rivivere un’annata come quelle.
Anche perché, se è vero che per Red Bull mancava Verstappen, mentre Ferrari e McLaren non hanno ottimizzato il proprio pacchetto, ricucire un gap di 8 decimi non sarà per niente facile. I rivali miglioreranno, ma lo farà verosimilmente anche la stessa Mercedes, campanello d’allarme più grande per questo 2026.
Una pessima notizia per l’intera Formula 1, con il timore assoluto di vedere una squadra decisamente più avanti delle altre che è ora confermato, approfittando di una rivoluzione tecnica mai così impattante nella propria storia. Mercedes ha azzeccato tutto e l’Australia l’ha confermato, dopo che Wolff e relativi piloti avevano continuato a giocare per tutto il pre-stagione, parlando di avversari sempre più avanti, più competitivi, o focalizzando le proprie analisi esclusivamente sui problemi di gioventù accusati.
Forse, proprio quei problemi di gioventù rappresentano l’unica chance per Red Bull, Ferrari e McLaren di impensierire le Frecce d’Argento: nonostante la soddisfazione per la pole, Russell ha confermato di aver accusato un piccolo problema al termine delle FP3 che ha costretto i meccanici a dei cambi last minute prima del Q1, ma in generale, come visto anche nei test, più volte una W17 o un motorizzato Mercedes è rimasto fermo a causa di noie tecniche legate alla power unit.
Può succedere, soprattutto all’inizio di un nuovo ciclo tecnico. Ma vista la velocità impressionante mostrata, sembra essere una delle poche variabili in grado di evitare un 1-2 che pare già scritto. A meno che Ferrari non riesca a bruciare tutti allo spegnimento dei semafori, come fatto vedere finora, e che poi in gara i sorpassi si rivelino complicati, visti anche i parecchi dubbi emersi sul tema. Ma anche questo sarebbe un problema non da poco. Non proprio l’inizio ideale per questa rivoluzionaria Formula 1.