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Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

1 marzo 2026

Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…
Archiviare alla voce “sf*ga” (se si considera che Marc Marquez s’è trovato a fare i conti con una foratura pure sullo scooter che lo ha riaccompagnato al box dopo il ritiro dal GP di Thailandia), ma senza ignorare le sensazioni. Che, come ammesso da Marc Marquez, non sono state buone. Nessuno fa drammi e, anzi, si guarda il buono (persino Pecco Bagnaia l’ha ribadito), ma Davide Tardozzi è stato chiaro: “non è più tempo di tenere niente nel cassetto”

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

“Oggi abbiamo preso quattro schiaffi”. Davide Tardozzi si tiene lontano dalla ricerca di assoluzioni e, da ex pilota, prende in considerazione solo ciò che nelle corse conta davvero: i numeri. Numeri che dicono che la Ducati, per la prima volta dopo 89 GP, è giù dal podio, con il primo dei suoi piloti, Fabio Di Giannantonio, che è solo sesto. Ma Davide Tardozzi è uno che mastica pane e corse di motociclette da troppo tempo per non sapere che non è certo questo il tempo dei bilanci. “Arriveranno piste che diranno quali saranno i reali valori – continua - a parte il Brasile, che è nuova, io credo che Austin, Qatar e Jerez restituiranno una misura più reale”. Insomma, in Ducati nessuno si strappa i capelli, nessuno fa drammi dopo questo primo fine settimana e nessuno, contestualmente, ha intenzione di ignorare il segnale che comunque è arrivato: non ci si più permettere di gestire il vantaggio tecnico”.

“Non bisogna tenere più niente nei cassetti e tirare fuori tutto quello che c'è – avverte Tardozzi – Gigi Dall’Igna lo sa molto bene e il nostro dovere è quello mettere i piloti Ducati nella condizione di giocarsi il podio. Qui qualcosa è cambiato rispetto a domenica scorsa, quando abbiamo fatto molto bene nei test, per cui le performance di tutte le Ducati hanno patito: c'è una componente pista che ha influito sulle nostre, dovremo capire e valute bene anche per il futuro”. Insomma, l’out di Marc Marquez, che si è ritrovato con la gomma a terra e il cerchio piegato, non è certo ciò che preoccupa nel box del Team Lenovo al di là del rammarico per un episodio sfortunato e comunque da chiarire. L’ha lasciato intendere anche lo stesso Marc Marquez ai microfoni di Sky, lasciandosi scappare una frase che dice più di troppi altri commenti: “il mio obiettivo era finire la gara quando sono uscito, ma comunque un secondo posto era possibile”. Il problema alla gomma è stato solo l’ultimo – quello decisivo – di una serie che non gli stava permettendo di guidare come sa fare e, a quanto pare, neanche di ambire veramente alla vittoria.

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“E’ andata bene che non sono voltato – ha detto un Marc Marquez che, ironia della sorte, ‘è ritrovato con la gomma bucata anche sullo scooter che l’ha riportato al box dopo il ritiro – eravamo alla curva 4 e sarebbe stato pericoloso. Non so dire se si è rotto prima il cerchio o si sia bucata prima la gomma, io ho sentito tutto insieme, quando ho toccato il cordolo. Oggi abbiamo sofferto, ma alla fine della gara mi sentivo pronto per arrivare a giocarmela fino al secondo posto. La mia sensazione è che in un weekend dove io non mi sono trovato bene non ero lontano". Ammette senza problemi, quindi, di non essersi trovato benissimo, ma guarda l’aspetto positivo: essere lì anche quando le sensazioni non sono delle migliori. Non può essere un fine settimana del tutto particolare a Buriram a confermare o meno se nel box ci sarà da preoccuparsi, anzi.

E’ in qualche modo la stessa cosa che riesce a dire anche Pecco Bagnaia, che – sempre ai microfoni di Sky – ostenta ottimismo.. "Sono stato l'ultimo della Ducati, quindi sono stato quello che ha performato peggio – ammetta - Ho cercato di controllare dall'inizio e non ho praticamente spinto per cercare di avere gomma alla fine. Ma gli ultimi giri li ho comunque fatti sgommando anche in quinta. Marc avrebbe fatto podio: stava spingendo oltre ed è successo quello che è successo. Se ai test mi avessero chiesto qual era il nostro obiettivo avrei detto top 3, quindi dobbiamo capire. L'unica cosa diversa rispetto ai test è la gomma Pirelli in pista dopo Moto2 e Moto3, ma non può essere una scusante. E’ stata una gara un po ' a sé, difficile pensare che il livello della Ducati sia questo. Io ci credo, alla prossima gara in Brasile, su un nuovo circuito, sono convinto che la Ducati tornerà dove deve stare".

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