“Oggi abbiamo preso quattro schiaffi”. Davide Tardozzi si tiene lontano dalla ricerca di assoluzioni e, da ex pilota, prende in considerazione solo ciò che nelle corse conta davvero: i numeri. Numeri che dicono che la Ducati, per la prima volta dopo 89 GP, è giù dal podio, con il primo dei suoi piloti, Fabio Di Giannantonio, che è solo sesto. Ma Davide Tardozzi è uno che mastica pane e corse di motociclette da troppo tempo per non sapere che non è certo questo il tempo dei bilanci. “Arriveranno piste che diranno quali saranno i reali valori – continua - a parte il Brasile, che è nuova, io credo che Austin, Qatar e Jerez restituiranno una misura più reale”. Insomma, in Ducati nessuno si strappa i capelli, nessuno fa drammi dopo questo primo fine settimana e nessuno, contestualmente, ha intenzione di ignorare il segnale che comunque è arrivato: non ci si più permettere di gestire il vantaggio tecnico”.
“Non bisogna tenere più niente nei cassetti e tirare fuori tutto quello che c'è – avverte Tardozzi – Gigi Dall’Igna lo sa molto bene e il nostro dovere è quello mettere i piloti Ducati nella condizione di giocarsi il podio. Qui qualcosa è cambiato rispetto a domenica scorsa, quando abbiamo fatto molto bene nei test, per cui le performance di tutte le Ducati hanno patito: c'è una componente pista che ha influito sulle nostre, dovremo capire e valute bene anche per il futuro”. Insomma, l’out di Marc Marquez, che si è ritrovato con la gomma a terra e il cerchio piegato, non è certo ciò che preoccupa nel box del Team Lenovo al di là del rammarico per un episodio sfortunato e comunque da chiarire. L’ha lasciato intendere anche lo stesso Marc Marquez ai microfoni di Sky, lasciandosi scappare una frase che dice più di troppi altri commenti: “il mio obiettivo era finire la gara quando sono uscito, ma comunque un secondo posto era possibile”. Il problema alla gomma è stato solo l’ultimo – quello decisivo – di una serie che non gli stava permettendo di guidare come sa fare e, a quanto pare, neanche di ambire veramente alla vittoria.
“E’ andata bene che non sono voltato – ha detto un Marc Marquez che, ironia della sorte, ‘è ritrovato con la gomma bucata anche sullo scooter che l’ha riportato al box dopo il ritiro – eravamo alla curva 4 e sarebbe stato pericoloso. Non so dire se si è rotto prima il cerchio o si sia bucata prima la gomma, io ho sentito tutto insieme, quando ho toccato il cordolo. Oggi abbiamo sofferto, ma alla fine della gara mi sentivo pronto per arrivare a giocarmela fino al secondo posto. La mia sensazione è che in un weekend dove io non mi sono trovato bene non ero lontano". Ammette senza problemi, quindi, di non essersi trovato benissimo, ma guarda l’aspetto positivo: essere lì anche quando le sensazioni non sono delle migliori. Non può essere un fine settimana del tutto particolare a Buriram a confermare o meno se nel box ci sarà da preoccuparsi, anzi.
E’ in qualche modo la stessa cosa che riesce a dire anche Pecco Bagnaia, che – sempre ai microfoni di Sky – ostenta ottimismo.. "Sono stato l'ultimo della Ducati, quindi sono stato quello che ha performato peggio – ammetta - Ho cercato di controllare dall'inizio e non ho praticamente spinto per cercare di avere gomma alla fine. Ma gli ultimi giri li ho comunque fatti sgommando anche in quinta. Marc avrebbe fatto podio: stava spingendo oltre ed è successo quello che è successo. Se ai test mi avessero chiesto qual era il nostro obiettivo avrei detto top 3, quindi dobbiamo capire. L'unica cosa diversa rispetto ai test è la gomma Pirelli in pista dopo Moto2 e Moto3, ma non può essere una scusante. E’ stata una gara un po ' a sé, difficile pensare che il livello della Ducati sia questo. Io ci credo, alla prossima gara in Brasile, su un nuovo circuito, sono convinto che la Ducati tornerà dove deve stare".