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Mammamia come duettano Marco Bezzecchi e questa Aprilia: a Buriram l’altro festival della canzone italiana. Male Ducati: giù dal podio dopo 89 GP

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

1 marzo 2026

Mammamia come duettano Marco Bezzecchi e questa Aprilia: a Buriram l’altro festival della canzone italiana. Male Ducati: giù dal podio dopo 89 GP
Pedro Acosta è leader della classifica generale dopo il primo fine settimana della MotoGP 2026. ieri ha vinto la Sprint e oggi ha dovuto piegarsi solo allo strapotere di Marco Bezzecchi e di una Aprilia che fa paura (4 RS-GP nelle prime 5 posizioni). Male, malissimo, la Ducati: con Marc Marquez sfortunato (gomma bucata) ma comunque meno brillante rispetto a ieri e Pecco Bagnaia mai davvero in gara. La prima Desmosedici solo sesta dopo 89 GP in cui il marchio di Borgo Panigale è sempre stato sul podio

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Un acuto e poi l’assolo senza mezza stonatura. Marco Bezzecchi e Aprilia l’hanno costruita così: da predestinati che hanno rispettato il pronostico, conquistando la prima vittoria di stagione già alla prima di stagione. Portandosi a casa da Buriram pure un po’ d’amarezza per quell’errore nella Sprint di ieri che non ha permesso di mettere le mani su tutto il malloppo a disposizione. “Ieri – ha detto il Bez - ho commesso un piccolo errore che ha avuto una grossa conseguenza. Oggi dovevamo reagire. Il mio passo era buono con le medie, abbiamo lavorato molto bene per tutto il weekend per cui sapevo di essere veloce. Ho provato a fare una buona partenza e la moto era perfetta". Ma sia inteso: in Aprilia godono tutti come matti, perché quattro RS-GP nelle prime cinque posizioni sono roba che nemmeno il più ambizioso dei sognatori si sarebbe permesso di sognare.

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In Aprilia non l’hanno sognato. Ma l’hanno fatto. Con un Bezzecchi che vola, con un Fernandez che sembra la bella copia del pilota che è sempre stato, con un Jorge Martìn che ha una fame bestiale e con un Ai Ogura che, zitto zitto e senza farsi vedere troppo, è sempre lì. Ma, soprattutto, con una moto che adesso fa veramente paura, tra accorgimenti aerodinamici presi in prestito dalla Formula1 del 2010, un anteriore granitico che permette di disegnare linee che “accorciano le curve” e un motore che sembra non finire mai. “Ho capito presto che Marco sarebbe andato via – ha scherzato Raul Fernandez – ma per me è una bella sorpresa essere terzo nel mondiale. La spalla? Il problema è che mi sono fatto male in Portogallo e non ho fatto in tempo a operarmi prima della stagione, nelle curve a destra sono un po’ in difficoltà. La stabilità che hai con questa moto in staccata è incredibile. Il sorpasso su Marquez? Io non ho mai girato con Valentino e vedere anche Marc, come Vale, lì è stato incredibile. Sono quasi stato in dubbio sul sorpassarlo: ho provato a essere pulito e fare il mio passo".

Se in Aprilia godono, comunque, a casa da leader del mondiale ci torna Pedro Acosta. Ha vinto, ieri, la Sprint approfittando anche di una penalità esagerata per Marc Marqeuz, ma oggi ha gestito da campione. Prima bagarrando coi mostri sacri sulle moto che vanno veramente senza chiedere troppo alla sua KTM. E, poi, buttando l’anima un po’ più in là, fino al secondo gradino del podio nonostante un mezzo che – almeno a giudicare dai risultati di tutti gli altri di KTM – ha ancora tanto margine da recuperare. “Sono stato più contento oggi di questo secondo posto che della vittoria di ieri – ha detto il 37 al parco chiuso - Anche la battaglia all'inizio è stata più bella di quelle di ieri. Vedremo in Brasile se potremo fare meglio: la moto è migliorata tanto, la KTM ha fatto tanto per darmi un click. Vero che Marco e l'Aprilia sono più forti di noi e che arriveranno delle situazioni più difficili per noi, ma vedremo. Primo nel mondiale? Boh, il campionato è lunghissimo”.

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E Ducati? Male. Decisamente male: per la prima volta giù dal podio dopo 89 GP consecutivi in cui il marchio di Borgo Panigale è stato la costante del podio. Marc Marquez – che comunque stava facendo una gran fatica alla prese con Acosta e Jorge Martìn – ha dovuto arrendersi alla sfortuna, ritrovandosi con il posteriore bucato (e consumatissimo) nonostante una guida visibilmente pulita e meno aggressiva del solito proprio per non chiedere troppo alla gomme. Pecco Bagnaia, invece, è partito dalla tredicesima casella, ha rimontato più o meno fino alle settima posizione, ma sul finale non ne aveva più e s’è ritrovato passato anche da Franco Morbidelli sul traguardo, chiudendo nono. Il nome del marchio ha provato a tenerlo alto Fabio Di Giannantonio, comunque solido, sesto e prima Ducati di giornata.

Per tutti ha parlato Davide Tardozzi: “Direi che abbiamo bisogno di recuperare in fretta, ma è solo la prima. Marquez? Toccando il cordolo la gomma si è forata, gli pneumatici sono arrivati a fine gara con molta usura. C'era poco battistrada e un piccolo punto sul cordolo l'ha bucata. Intanto complimenti a Marco Bezzecchi che a parte l'errore di ieri ha dominato questo weekend”. Per quanto riguarda gli altri marchi, da segnalare la gran crescita di Honda, con Joan Mir in lotta per la top five fino a pochissimi giri dalla fine quando un guasto ha messo fine alla sua gara, e con Luca Marini che ha chiuso decimo oltre ai punti conquistati da Zarco, undicesimo, e Moreira, tredicesimo. Male, malissimo, invece, la Yamaha, sempre più in difficoltà con tutti e quattro i suoi piloti.

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La classifica del GP di Thailandia 2026

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