Con la moto è il fenomeno tra i fenomeni, ma di talento Marc Marquez ne ha tanto – tanto davvero – anche quando si tratta di provocare, giocare ai mentalismi o lasciar intendere. Ecco perché quell’aria un po’ dimessa vista in Malesia e rivista pure in Thailandia, durante i test della MotoGP, è passata quasi inosservata ai più. Così come sono state bollate come “normale amministrazione” le cadute rimediate da un pilota che in carriera è sempre caduto molto, ma che ultimamente sembrava aver superato anche questo limite. Nei test ha comunque fatto il suo: è stato lì, ha strappato tempi più che buoni, ha fatto registrare passi gara da primi della classe e ha chiaramente annunciato che al decimo titolo ci crede davvero. Così come – visto che a breve sarà ufficializzato il suo rinnovo con Ducati – ha fatto capire al mondo che non intende smettere adesso. Eppure in quello sguardo visto a Sepang e a Buriram c’era un retrogusto diverso dal solito. Qualcosa che, insomma, porta a chiedersi se Marc anche questa volta stia giocando a nascondersi e a tenere basse le aspettative o se, forse, c’è anche altro.
Di sicuro, come su MOW abbiamo già raccontato, l’infortunio rimediato nel finale della scorsa stagione dopo l’incidente con Marco Bezzecchi è qualcosa che lo ha toccato profondamente. Marc, per dirla con termini semplici, non pensava di potersi fare così male. Ed è come se avesse dovuto rendersi conto, ancora una volta, di quanto il suo corpo sia fragile dopo tutto il calvario che ha dovuto attraversare. Non significa, sia inteso, che correrà con il braccino o che non vedremo il solito Marc tutto muscoli, istinto e nervi in pista, ma che a 33 anni appena compiuti forse è scattato un click ulteriore. Come una inevitabile necessità di cominciare a farsi qualche domanda oltre a rinnovare le motivazioni dopo aver vinto tutto e aver dimostrato tutto quello che c’era da dimostrare. Compreso il non avere avversari davvero in grado di impensierirlo.
“Tutti gli errori o le cadute di questo fine settimana – ha detto dopo il test a Buriram – hanno avuto come causa un calo di concentrazione. Non sono stato bene e quando non stai bene non sei lucido”. Ha minimizzato, riconducendo tutto a un fastidio allo stomaco che lo ha condizionato, ribadendo di aver comunque avuto ottime indicazioni dalla Ducati Desmosedici GP: “Sono tranquillo. A livello di aerodinamica abbiamo scelto il pacchetto, sul time attack siamo competitivi e anche sul passo gara. Sono molto contento perché il feeling con la moto è stato buono per tutta la mattina e ho guidato bene. Abbiamo lavorato davvero bene, siamo riusciti a completare tutto il programma, provando le nuove parti, e sono soddisfatto della base della moto per la stagione. A livello di scelte, tutti i piloti Ducati sono andati nella stessa direzione sul pacchetto tecnico e questo è un bene”.
Dice, quindi, di non essere preoccupato, ma poi torna sulla questione concentrazione quasi a ricordare a se stesso di essere sempre il suo primo avversario. “Quando manca la concentrazione – aggiunge – si va oltre il limite, ma il problema è che ho quell'istinto di essere veloce e, quando sono completamente concentrato, riesco a controllarlo. Altrimenti, la velocità non è qualcosa di controllabile”. Forse per lui è solo un modo per “tenersi sveglio”, per bluffare un po’ come ha sempre fatto in ogni vigilia. Oppure c’è qualcosa che non dice fino in fondo?