A Milano Cortina lo spirito olimpico cede il passo al consumismo sfrenato, alla fomo e all'opportunismo commerciale. Per i Giochi sono stati reclutati circa 18.000 volontari. Uomini e donne che hanno offerto il loro contributo alle Olimpiadi. In cambio? Nulla, solo la possibilità di vivere da dentro un evento epocale. Oltre a kit e materiale tecnico per affrontare il freddo dei Giochi e per uniformare i volontari. Peccato che per qualche furbetto questa è diventata subito un'opportunità di business. Era già successo per le tute in dotazione ai tedofori, finite in vendita su Vinted per oltre 1.500 euro. Ora è il momento anche delle divise da volontari, che neanche il tempo di mettere piede sulla neve e sono già finite sulle piattaforme di reselling come eBay e Vinted appunto. Qui è entrata in gioco la mania dei collezionisti, la voglia di non perdersi oggetti tanto esclusivi e limitati. Allora i prezzi sono subito schizzati alle stelle in una triste caccia al cimelio. Dai capi tecnici firmati Solomon: giacche da sci proposte a 250 euro, scarponcini a 180 euro. Agli accessori con prezzi più "accessibili": scaldacollo e berretti viaggiano tra i 20 e i 40 euro. Ma il pezzo pregiato è senza dubbio l'orologio Swatch.
Omega è infatti official timekeeper dei Giochi di Milano Cortina, ma è anche parte del gruppo Swatch. Così la casa svizzera ne ha approfittato per lanciare due modelli esclusivi. Un cronografo in omaggio al mondo dello sport e un classico Gent, lo Swatch che è diventato icona a partire dal 1983. Ma anche un orologio esclusivo al polso dei volontari di Milano Cortina. Proprio questo ha mandato fuori di testa i collezionisti di orologi. Un pezzo unico, non in vendita e legato a un evento mondiale. L'orologio Swatch blu petrolio ha già raggiunto vette di quasi 600 euro, e su eBay è ora reperibile per circa 200 euro.
La Fondazione Milano Cortina è corsa ai ripari, inviando comunicazioni via mail per arginare il fenomeno: ”L'uniforme è un kit esclusivo riservato a chi partecipa ai Giochi e (...) non può essere venduta, anche parzialmente”. Un monito che non sembra però aver sortito l'effetto sperato, visto che gli shop online sono invasi da orologi, tute e cappellini. Sui gruppi Facebook dei volontari la questione ha già scatenato polemiche: “Cose già viste prendere divise e poi non presentarsi e addirittura vendere tutto. [...] Lo schifo c'è dappertutto purtroppo” ha commentato una volontaria. Beh magari i volontari che stanno vendendo i loro pezzi saranno più ricchi di qualche centinaio di euro, ma certo più poveri di quello che rende davvero speciale un'Olimpiade, anche per i non atleti. Lo spirito di unione, di appartenenza, la sensazione di avere il mondo riunito in qualcosa di grande, e questo non può finire all'asta su eBay.