Marc Marquez davanti e Pedro Acosta lì a mordergli il collo e ricordargli che l’anno prossimo le armi saranno identiche. Se le danno e alla fine si abbracciano. Nel mezzo, tra il darsele e l’abbraccio, la decisione della race direction, che ha penalizzato con un posizione da restituire l’ultimo duello consumato tra i due poco prima che iniziasse l’ultimo giro. Risultato? Marc cede la posizione, Pedro Acosta passa e vince la prima Sprint della stagione 2026. Una stagione che già al suo primo atto conferma quanto si sospettava: la MotoGP sarà sempre più simile alla Formula1. Un duello così, infatti, in altri tempi non sarebbe stato mai punito. Perché Marc non ha toccato Pedro. E neanche a Acosta – c’è da dirlo – sarà piaciuto vincere così.
“Non mi piace parlare da vincitore – ha detto senza nessun giro di parole – ha dovuto lasciarmi passare lui. Ma abbiamo una possibilità anche domani perchè la moto funziona bene. Abbiamo lavorato tantissimo. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato, anche il mio management e tutti coloro che mi hanno aiutato. Ottimo modo per iniziare la stagione. Domani cercheremo di ottenere un'altra vittoria in modo migliore”. “Decide la direzione gara – ha invece detto Marc Marquez, paradossalmente meno seccato di quanto invece è sembrato Pedro Acosta – io seguo le regole. Quando ho visto cadere Bezzecchi ho rallentato la gara e ho cercato di controllare e, ogni volta che Pedro si avvicinava, lo sorpassavo la curva successiva. Purtroppo ho ricevuto la penalità. Sono comunque 9 punti, una buona gara. Dopo l'infortunio non è male".
C’è toccato partire dalla fine per raccontare la decisione che ha deciso tutto. Ma è stata comunque una Sprint piena di emozioni. A cominciare dal mezzo crash subito dopo la partenza tra Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio. E proseguendo con l’erroraccio di Marco Bezzecchi, che s’è ritrovato a terra quando era in testa a cercare di scrollarsi Marc Marquez dalle spalle, spinto dalla consapevolezza che lui e la sua Aprilia, dopo il venerdì di prove e la pole della mattina, sarebbero stati la coppia da battere. Mani nei capelli nel box di Noale, ma indicazioni ottime e sorrisi che comunque non sono poi mancate quando, dopo la bandiera a scacchi, è stato il tempo di un primissimo bilancio. Perché sul podio, alle spalle di Alex Marquez, c’è l’RS-GP di Raul Fernandez.
“Siamo riusciti a fare un bel lavoro – ha detto Raul Fernandez per commentare la sua terza piazza e la strepitosa Aprilia che s’è ritrovato tra le mani - Ho gestito perché ho visto il distacco da Martin. Mi sono anche divertito a vedere la bagarre tra Pedro e Marc: quando mi sono avvicinato a loro ho pensato che domani possiamo trovare qualcosa sul rettilineo perchè soprattutto nel primo e secondo settore perdiamo qualcosa. Sono molto contento, è anche la prima volta che comincio la stagione facendo punti al primo GP”. Festa in casa Aprilia anche per Ai Ogura, quarto, e Jorge Martìn, che ha chiuso quointo (ma sotto investigazione per pressione gomme) al suo ritorno in sella dopo il terribile 2025 di cui è stato sfortunatissimo protagonista.
Completano il resto della top 10 la KTM di Brad Binder, la Honda di Joan Mir, la Ducati di Fabio Di Giannantonio (che ha avuto la gara letteralmente rovinata da Alex Marquez), la Ducati di Pecco Bagnaia (bravo a risalire dalla tredicesima posizione, ma sicuramente tutt’altro che contento) e la Honda di Luca Marini. Per quanto riguarda, invece, gli altri italiani, Franco Morbidelli è quattordicesimo e Enea Bastianini è diciassettesimo, mentre Michele Pirro chiude ultimo alle spalle di un Toprak Razgatlioglu che, nonostante una caduta, è comunque risalito in sella per passare sotto la sua prima bandiera a scacchi della MotoGP.