È sempre complicato capire i piloti, specialmente quelli intelligenti. Prendete Pecco Bagnaia per esempio: ha passato una settimana in Malesia con la faccia di chi ha sentito una barzelletta in chiesa, durante un funerale. Non può ridere della situazione buffa e disperata assieme, anche se vorrebbe farlo. Perché la moto sembra piacergli, anche se a dire la verità ai test di Sepang gli era piaciuta pure quella dello scorso anno e tenere a bada le aspettative è fondamentale.
Certo, la stagione parte in maniera diametralmente opposta rispetto al 2025: tutto da dimostrare, una squadra da convincere e, a quanto pare, l’ultima occasione per guidare una Ducati rossa, per altro la più bella che abbia mai avuto nel box. E allora perché ridere? È sempre complicato capire i piloti, specialmente quelli intelligenti. Se dovessimo tirare a indovinare però, questo Bagnaia sa perfettamente di avere una possibilità, per quanto piccola e lontana, di fare il capolavoro di una vita, di una carriera: tornare a vincere così, battendo questo Marc Marquez su questa Ducati. Ecco come ci ha raccontato il momento in una breve chiacchierata all’interno del Four Seasons di Kuala Lumpur.
Come ti è sembrato questo lancio della stagione?
“Sono due anni che lo facciamo: dall’anno scorso è cresciuto ancora e per me è un modo bello, divertente di iniziare una nuova stagione”.
Parliamo dei test: personalmente questa mi sembra la Ducati più bella che si sia mai vista in MotoGP. La verità però è che la moto bella è quella veloce, che vince. Sarà così?
“Sono d’accordo, anche per me è la più bella che ci sia. Di quelle che ho guidato io sicuramente a livello di grafiche e tutto quanto. Per il resto io mi ci sono trovato bene, anche se la Malesia è una pista in cui mi sono trovato bene sempre, in ogni situazione. Però il feeling che ho avuto è stato molto positivo. Buriram è una pista più complicata, più difficile per il mio stile di guida. Vedremo lì come andrà, però in generale sono soddisfatto”.
Ho avuto l’impressione che tu nel 2024 abbia imparato ad accontentarti. Nel 2025 invece la lezione è stata di prendere quello che arriva? Come la riassumeresti?
“Quella del 2025 è stata una stagione molto difficile sotto diversi punti di vista. Sicuramente all’inizio ho sbagliato molto a non essere contento di certi risultati che poi alla fine non arrivavano neanche più. Però molto in difficoltà in termini di guida, non riuscivo neanche più a sfruttare il mio stile di guida per andare veloce, dovevo cercare di adattarmi a una moto che mi ha messo molto in difficoltà ed è stato complicato accettare questa cosa qui. In ogni caso tutto serve, le difficoltà ti portano sempre a capire qualcosa e credo di… aver capito”.
Di fatto sei il secondo pilota più vincente in MotoGP, nonché l’unico al mondo ad aver vinto due titoli consecutivi su di una Ducati: ci pensi mai a queste cose per farti coraggio?
“No. Sono uno che tendenzialmente scredita un po’ quello che fa, è il mio modo per motivarmi a fare sempre di più. Mi piace così, sicuramente mi piacerebbe continuare a vincere. Quest’anno è partito bene come primo test, sarà importante cercare di andare avanti così”.
Come ti motivi?
“Ovviamente mi piacere vincere, come tutti i piloti che sono qui. Farcela non è scontato e per riuscirci bisogna dare il 100% in tutto quello che si fa. La mia motivazione è cercare di arrivare a fare sempre meglio”.
Puoi fare il comeback della vita. Può essere questa la tua motivazione?
“Sicuramente”.