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“Sono andato forte e la GP26 è migliore. Il futuro? I sentimenti contano”: Alex Marquez a MOW su “quello che manca” (e pure sull’imbattibile Marc)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

9 febbraio 2026

“Sono andato forte e la GP26 è migliore. Il futuro? I sentimenti contano”: Alex Marquez a MOW su “quello che manca” (e pure sull’imbattibile Marc)
Un divano dopo una festa a Kuala Lumpur, Sepang, una GP26 che convince e una carriera sospesa tra numeri, sensazioni e cuore. Alex Márquez racconta a MOW perché andare fortissimo non basta mai, perché i test non sono il campionato, perché Gresini pesa eccome. E pure perché, davanti a Marc avversario prima ancora che fratello, la vera sfida resta sempre capire “cosa manca”

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Virgola ma. La chiacchierata sul divano di Kuala Lumpur con Alex Marquez volevamo quasi intitolarla così. Perché sintetizza tutto del pilota della Gresini Racing adesso che ha sentito il profumo che c’è quando si sta quasi sul tetto del mondo insieme a un fratello praticamente imbattibile e pure quando si finisce una tre giorni di test davanti a tutti. Sia sul time attack. Sia sul passo gara. Solo che i piloti – e certi piloti più di altri – avranno sempre più attenzione verso quello che manca piuttosto che verso tutto quello che si ha già. Che non significa, sia inteso, essere ingrati o non saper apprezzare, ma significa, piuttosto, essere consapevoli che potrà sempre esserci un margine per migliorare ancora. “Sì – dice Alex – a Sepang siamo andati forte. Ma è solo un test. Alla fine si vede come va davvero solo in campionato: siamo tutti a zero. È comunque meglio cominciare così, iniziare veloce e con sicurezza. Soprattutto con un buon feeling, ma dobbiamo ancora capire alcune piccole cose in Thailandia. Lì sicuramente tutti metteranno tutto quello che hanno in tasca, quindi vedremo esattamente dove siamo”.

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Eccoli, i “ma”, a proseguire ogni frase. Ogni affermazione. A mediare ogni presa di coscienza di quanto, effettivamente, l’inizio di questo 2026 sia stato più che buono. E pure di quanto la nuova moto sia migliore rispetto a quella guidata lo scorso anno e portata a un passo dal cielo. “Abbiamo migliorato un po’ – spiega - ma credo che tutti abbiano fatto dei passi avanti. Sarà interessante vedere dove siamo rispetto agli altri, anche osservando come hanno fatto le simulazioni di gara. Abbiamo mirato a migliorare alcune fasi, ma poi in gara, quando il grip cambia molto e cambia tutto, lì capiremo davvero come siamo messi”.

Meglio, piuttosto, lasciare stare numeri, dati e tempi e pensare pure all’altra cosa decisamente importante: il divertimento. Con Alex Marquez che non ci pensa nemmeno a mettere a confronto la grande festa voluta da Dorna a Kuala Lumpur con quelle, sicuramente più piccole, della Gresini Racing. “Ieri è stata una festa molto controllata – scherza - Non era una festa divertente: troppi giornalisti. E poi devi stare più serio, anche perché c’era Carmelo. Devi stare al tuo posto e non fare cose strane. Le feste belle sono quelle, diciamo, un po’ più riservate che facciamo con Gresini”. Quella stessa Gresini con cui, a fine anno, si potrebbe arrivare ai saluti. Non perché i rapporti si sono logorati, ma perché ogni pilota sogna una moto ufficiale.

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“Lo so che ho detto che in Thailandia dirò dove andrò l’anno prossimo – dice a proposito di mercato - Sì, lo so. Alla fine questo è il mio quarto anno con Gresini e è per questo che voglio decidere con calma, quando torno a casa, quando ho chiare tutte le opzioni sul tavolo. La parte sentimentale è importante: con Gresini abbiamo creato qualcosa di molto, molto importante. Però devo decidere bene: c’è il momento di rischiare o di fare un cambiamento, e ora c’è anche il nuovo regolamento. Vedremo. Alla fine sceglierò la proposta più solida o quella dove mi sentirò meglio e più aggressivo. Voglio capire tutto molto bene”. Non dice che andrà via. Non dice che resterà. Si limita a ammettere che sta valutando e che, quindi, le possibilità ci sono e sono anche più di una. “Con Marc ne ho già parlato – ammette – Anche l’anno scorso, quando per la prima volta ci siamo trovati in una situazione così particolare. Sappiamo entrambi cosa dobbiamo fare”.

Quello che invece Alex Marquez non riesce a sapere è altro: come si fa a battere Marc. “Siamo in tanti a non saperlo – scherza – forse io sono quello che sa meglio di altri quanto è difficile batterlo. Gli altri possono pensare che ci sia un modo, uno o un altro. Io invece so quanto è complicato, ma ci proverò come tutti anche se è molto difficile. È un pilota molto completo in tante fasi. L’abbiamo visto l’anno scorso: ha iniziato così e così, poi quando ha fatto quelle sette gare vincendo sprint, gara, sprint, gara, sprint, gara… lì ha detto ‘ciao’. E quando ti ritrovi a pensare al campionato, con 100 punti di distacco, capisci che è fatta”.

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