“Il Dna della Formula 1 è quello di essere un campionato mondiale per piloti, non per ingegneri”: dopo Verstappen e Hamilton, anche Bernie Ecclestone ha tuonato contro la nuova era del circus, che continua a generare polemica specie tra i “puristi” dei motori. Al centro di tutto, ancora una volta la complessità delle power unit che spingeranno le monoposto: una natura che richiederà ai piloti tanta gestione, soprattutto della parte elettrica, mai così cruciale. E non a caso, Sir Lewis aveva detto che “servirebbe una laurea” per comprendere a pieno come guidare e come adattarsi a queste nuove vetture: cambierà tutto e sarà una sfida, ma sin qui i commenti negativi non sono mancati.
“La Formula 1 ora compete maggiormente con la Formula E”, ha poi aggiunto l’ex numero 1 del campionato, sempre nell’intervista rilasciata a sport.de. “Forse ai tifosi piace, ma non credo. Il rischio è che perderemo seguito. Spero sinceramente di sbagliarmi”. Parole che riprendono quelle durissime di Max pronunciate in Bahrain, subito dopo i primi giri al volante della RB22. L’olandese è stato il primo a criticare pubblicamente, e in maniera così forte, il nuovo corso della Formula 1, seguito subito dopo da Hamilton seppur in maniera leggermente più velata.
Ai piloti più esperti il nuovo ciclo non piace, e non è più solo un’ipotesi, ma la riflessione fatta da Ecclestone in merito al seguito della serie non è banale, anzi: se è vero che da un lato si riparte da zero, con la possibilità che ci siano più squadre a lottare per la vittoria, dall’altro la complessità del nuovo regolamento non è da sottovalutare, soprattutto per chi le gare le guarda da casa e non le vive dall’interno del paddock.
A cambiare non saranno solo le monoposto, ma anche il modo di comunicare l’azione in pista, specie nella prima fase del Mondiale: lo si è visto chiaramente durante i test, con l’argomento gestione dell’elettrico capace persino di far passare in secondo piano il tema gomme, da anni al centro del dibattito in Formula 1.
Per comprendere a pieno questa nuova era serve prima capire i tecnicismi, gli stessi che però il grande pubblico a cui negli ultimi anni si è mirato non conosce. E lo stesso Ecclestone, continuando la sua riflessione, l’ha sottolineato senza mezzi termini: “All’inizio della stagione tutti dovranno imparare di nuovo la Formula 1”.
Una missione non semplice, specie se a far fatica sono in primis i piloti. Il discorso, però, vale anche per loro, e se c’è uno che per Ecclestone parte svantaggiato, a sorpresa, è proprio Verstappen: “Le regole non favoriscono certo Max e il suo stile di guida. Si tratta di pensare meno a correre e più alle regole per i piloti, a quello che devono e non devono fare”.
Sarà un anno che inizierà tra una marea di incognite, tanto in pista quanto fuori. E le prime tre uscite tra Montmelò e Sakhir non hanno fatto altro che confermarlo: l’unica certezza è che da qui al finale di stagione tutto potrà cambiare, compreso lo stesso regolamento. Dopo le prime due gare si discuterà se modificare il rapporto di 50-50 tra parte termica e parte elettrica delle power unit, tornando a uno di 60-40 in favore del termico per evitare l’eccessiva (ma attualmente necessaria) gestione dell’elettrico. Tutti elementi che, al di là di quanto spettacolari potranno essere o non essere le gare, sottolineano come questo nuovo regolamento sia nato sbagliato, oltre che un po’ vecchio.