Rimonta, sorpassi e un podio che si aggiunge a quelli di una carriera infinita. Il 2026 di Valentino Rossi inizia confermando la tradizione di Bathurst, terzo al traguardo dopo 12 ore piene di colpi di scena: l’equipaggio numero #46 scatta dalla settima posizione in griglia di partenza, ma alla bandiera a scacchi piazza la BMW M4 GT3 sul podio grazie a una gara senza errori e dalla strategia azzeccata, peraltro rimanendo fuori dai casini che come sempre hanno caratterizzato l’azione a Mount Panorama. La vittoria era vicina, con Rossi Marciello e Farfus finiti a una manciata di secondi dalla Mercedes vincitrice e dalla Porsche che si è infilata nel mezzo, ma la stagione inizia bene, col sorriso proprio come un anno fa.
Secondo nel 2025, terzo stavolta: tra Rossi e Bathurst c’è un feeling speciale, peraltro su una delle piste più complicate del panorama endurance tra sali e scendi, punti cechi e un format che vede le macchine scattare nel buio della notte, affrontare l’alba e concludere sotto la luce del sole. E finire la gara indenni non è affatto scontato, basti pensare che dopo soli tre giri l’azione è stata fermata perché un canguro ha centrato in pieno la Ford Mustang del tedesco Mies - coinvolgendo anche la BMW gemella della #46 e una Mercedes -, distruggendo totalmente l’anteriore della vettura. Il pilota ne è uscito fortunatamente illeso nonostante il volto insanguinato, ma lo spavento è stato grosso.
Quella di Rossi (e compagni) è stata invece una gara senza problemi, corsa alla perfezione, l’ennesima pagina di una carriera da leggenda. Una storia che non sembra conoscere la parola fine, come se ci fosse sempre un nuovo capitolo da scrivere, un’altra sfida da raccogliere o una pista da conquistare.
46 anni come il suo numero, la voglia di andare ancora velocissimo, di sfidare i migliori e una nuova stagione iniziata da protagonista, come al solito e in perfetto stile Rossi. In un modo o nell’altro, non smette mai di stupire. Che spettacolo, come direbbe lui.