“Nel 2027 potrei essere in vacanza”. Marc Marquez ha deciso di togliersi (per finta) i panni del pilota cannibale per rimettere quelli (mai davvero dismessi), decisamente più inquietanti e lucidi, del re assoluto della paraculaggine e della provocazione. Sta pensando di smettere? Neanche un po’ e la sua firma sul rinnovo del contratto con Ducati è praticamente una formalità da ufficializzare e basta. Però lasciar credere che nel 2027 potrebbe non esserci gli ha fatto sicuramente comodo. Dove? Davanti alla telecamera per il video ufficiale diffuso dai canali MotoGP, in cui il pilota di Cervera ha dovuto abbozzare la sua griglia della MotoGP 2027 e pure sbilanciarsi su quali potranno essere i protagonisti della prossima era delle corse.
Attenzione, però, perché il nove volte campione del mondo non fa previsioni vere. Semmai gioca e manda messaggi a chi potrebbe saperli interpretare. Solito sorriso da satiro ghignante e via così: "ho troppe informazioni per sbagliare". Ogni pedina mossa sulla lavagna magnetica risponde a una logica di potere, o comunque di affermazione della supremazia, ben precisa. La prima picconata, però, Marc la tira con studiata eleganza di facciata a se stesso, non inserendosi in quella griglia: "forse sarò in vacanza, non si sa mai". Quanto a tutti gli altri, le previsioni di Marquez sono a tutti gli effetti un trattato di diplomazia e guerriglia psicologica. Per la Ducati ufficiale, il campione sceglie subito – anzi, subitissimo - il sangue del suo sangue. E a fianco gli mette prima Jorge Martìn, salvo spostarlo subito dopo per Pedro Acosta, rispostato a sua volta per rimetterci Pecco Bagnaia. “Con Pecco Bagnaia – dice (forse più a Ducati che al pubblico a cui è destinato il video) - vedo bene mio fratello Alex Marquez".
La visione di Marc si fa poi spietata quando decide di spedire i due talenti più cristallini del vivaio spagnolo nel deserto tecnico della Honda, sentenziando che "saranno Jorge Martín e Pedro Acosta a formare il Dream Team della HRC", con LCR che nel 2027 conterà ancora su Johann Zarco e Diogo Moreira. E l’altra giapponese? Per Yamaha, Marquez non ci pensa neanche troppo: Joan Mir, che cambierà aria, e Toprak Razgatlioglu “promosso ufficiale”, mentre i nomi di Pramac sono quelli di Jack Miller e Alex Rins. Su Aprilia, invece, Marquez gioca la mossa a sorpresa, piazzando Fabio Quartararo sulla RS-GP, “lui vorrà un telaio molto forte”, insieme, ovviamente, a un confermatissimo Marco Bezzecchi (che ha anche già firmato per il rinnovo), mentre per il team Trackhouse tutto invariato con Ai Ogura e Raul Fernandez. Maverick Vinales e “mister KTM, Brad Binder”, sono gli uomini del 93 per KTM, con Enea Bastianini confermato in Tech3 e affiancato dal rookie Daniel Holgado: “Quiles ancora no per la MotoGP”.
Chi resta? I due team satellite di Ducati, con Marc Marquez che non ha dubbi per quanto riguarda Gresini, “lo spirito di Nadia Padovani è sui giovani”, piazzando quindi David Alonso insieme a un confermatissimo Fermin Aldeguer. Rivoluzione – sempre secondo le Marquez previsioni –per il Team VR46: “Per Luca Marini è casa sua – dice – e poi Celestino Vietti”. Qualcuno è rimasto fuori? Sì e anche qualcuno di illustre (Franco Morbidelli, Fabio Di Giannantonio Nicolò Bulega), ma con Marc Marquez che prima di tutti ha fatto fuori se stesso nessuno si offenderà per un gioco social che forse non è affatto stato un gioco.