La notizia più importante e pure più significativa è una: Jorge Martìn è ufficialmente guarito e potrà partire per Buriram, dove il 21 e 22 febbraio si svolgeranno gli ultimi test della MotoGP prima del via del Mondiale 2026. La notizia “nascosta”, invece, è un’altra: per Jorge Martìn il verbo “guarire” dovrà adesso lasciare inevitabilmente spazio al verbo “dimostrare”. Sì, ok, ha già dimostrato tanto nel 2024, vincendo da pilota privato un titolo mondiale, ma poi il 2025 è stato quello che è stato. Per le mille sfortune e i guai fisici, ma pure per tutto quello che è successo al di là degli infortuni, tra mosse a sorpresa, “tentativi di fuga”, voci di mercato, interventi chirurgici comunicati in ritardo e, ora, pure la bomba di un possibile passaggio in Yamaha nel 2027. E l’Aprilia? Lì, come chi l’ha aspettato sempre senza essere mai un’opportunità veramente. A meno che Jorge Martìn, appunto, non dimostri il contrario già dal minuto zero a Buriram, quando non ci saranno più giustificazioni legittime. E nemmeno scuse di sorta.
“Oggi Jorge Martín – hanno fatto sapere con un breve comunicato proprio da Aprilia - si è sottoposto a una visita di controllo alla mano sinistra e alla clavicola destra, presso l’Hospital Ruber Internacional di Madrid. L’esito della visita è stato positivo e il pilota spagnolo ha ricevuto l’autorizzazione a viaggiare a Buriram, in Thailandia, settimana prossima, per prendere parte ai test ufficiali della MotoGP. Il pilota spagnolo dovrà comunque essere valutato dalla delegazione medica del Motomondiale per ricevere l’idoneità fisica per partecipare ai test”. Insomma, è guarito e adesso, pur con tutta la calma del mondo e la prudenza possibile, è arrivato il momento di dimostrare di essere ancora Jorge Martìn. Di essere ancora un professionista. Di essere ancora animato dalla voglia di vincere a prescindere da tutto il resto. Anche perché, come ha dimostrato Marco Bezzecchi già nel 2025 e in questo piccolissimo anticipo del 2026, la moto c’è.
Non si tratta, sia inteso, di “dimostrare” solo all’Aprilia, che lo ha aspettato e coccolato anche quando le reazioni potevano essere differenti, ma prima di tutti a se stesso. E un po’ anche a tutti quegli appassionati che l’anno scorso si sono trovati davanti a una pagina di mercato che ha indignato più che appassionare. Per come era nata, per come era stata costruita e pure per come era stata scritta dallo stesso Martìn e dal suo manager, Albert Valera, fino all’intervento di Carmelo Ezpeleta che mise fine a tutto, narrazioni funzionali comprese.
E poi, inutile negarlo, ci sarà da “dimostrare” anche a Yamaha. Sembra, infatti, che l’ex campione del mondo, proprio attraverso il suo manager, possa aver già trovato un accordo con la casa di Iwata, anche se non è chiaro se per sostituire Fabio Quartararo nel team ufficiale o per ritrovare Paolo Campinoti e gli uomini di Pramac nella squadra satellite con cui è diventato campione del mondo ai tempi di Ducati. Si parla di un ingaggio faraonico (circa sei milioni di Euro) per un pilota che è stato praticamente fermo un anno intero, ma è chiaro che firme definitive non ci sono. E che, semmai, c’è un preaccordo il cui futuro dipenderà dai risultati.