Primo, secondo e terzo. Oscar Piastri comanda in casa al termine del venerdì, seguito da Kimi Antonelli e George Russell: è il primo squillo stagionale dei motorizzati Mercedes, che si lasciano alle spalle le due Ferrari di Hamilton e Leclerc, oltre alla Red Bull di Max Verstappen. Si accendono, dopo la doppietta rossa che aveva aperto la prima giornata di prove del 2026, lasciando intendere che pian piano il livello comincia ad alzarsi. Eppure, il vero dato che impressiona non è tanto il tempo messo a segno sul giro secco, quanto il passo delle due W17. Antonelli e Russell hanno migliorato costantemente, senza intoppi, come confermato indirettamente anche da Piastri al termine della sessione: “Non ho visto qual è la situazione sul passo gara, ma non sono sicuro sia buono come alcuni dei nostri rivali”, afferma a Sky Sports. “L’obiettivo principale ora è costruire una certa continuità”.
Il riferimento è chiaro: Mercedes conferma i pronostici, anche se in vetta c’è una McLaren. E oltretutto, se per il team di Brackley i due piloti sono attaccati, come anche per Ferrari, lo stesso non vale per i papaya: dopo i problemi patiti in Fp1 Lando Norris è solo settimo, ma soprattutto a un secondo di distacco dal compagno di squadra. Il fine settimana del campione del mondo in carica non è iniziato nel migliore dei modi, ma guardando Piastri la sensazione è che un’uscita dopo l’altra McLaren stia mettendo insieme i pezzi, seppur ancora staccata da Mercedes, che almeno all’apparenza sembra non voler prendersi i riflettori.
È una strategia che si è già vista in Bahrain, dopo che a Barcellona la W17 aveva lasciato tutti a bocca aperta: pochi lampi, un lavoro sornione e anche qualche problema di affidabilità, forse l’unico vero grattacapo per la squadra, il tutto mentre Toto Wolff e i due piloti indicavano costantemente i propri rivali come favoriti. Ai test ci hanno provato in tutti i modi a nascondersi, così come in quest’avvio di fine settimana: eppure, la velocità è venuta fuori ed è evidente.
Pare chiaro nonostante anche stavolta, in occasione della conferenza stampa dei team principal, Wolff abbia provato a spostare l’attenzione parlando di difficoltà e fiducia mancante: “In circa 15 anni non sono mai stato fiducioso. Anche quando abbiamo iniziato la stagione magnificamente, non sono mai stato abbastanza sicuro da dire che saremo i più veloci o che saremo sul podio alla fine del weekend. Non è diverso quest’anno. Non lo dirò perché semplicemente non lo sappiamo. Abbiamo avuto una FP1 impegnativa, ma non fuori dall’ordinario, quindi dobbiamo procedere un passo alla volta, con calma, e poi sperare di essere abbastanza veloci da lottare per un podio o una vittoria domenica. Ma non è scontato”.
Come detto, a “preoccupare” è soprattutto l’affidabilità, ma non solo del nuovo e tanto discusso motore: “È sempre un problema, soprattutto con le nuove auto e i nuovi propulsori. Si dice sempre: ‘Per arrivare primi, prima devi arrivare’, e immagino che questo sarà il motto per questi primi due Gran Premi, per capire dove sono i nostri limiti e le nostre preoccupazioni in termini di affidabilità su un componente o su qualsiasi parte della vettura. Non sono particolarmente preoccupato per un problema di affidabilità legato al motore, ma per il concetto generale della vettura”.
Tutti inconvenienti che possono essere superati, ma guai a parlare di una Mercedes favorita:“Sono problemi risolvibili, soprattutto a livello di software. Detto questo, ho sempre affermato che Red Bull e Ferrari sono molto veloci, e la gente continua a esaltarci: è lusinghiero, ma non sono sicuro che sia la realtà al 100%”. Il gioco continua, ma la pista parla chiaro e ha risposto a Toto senza mezzi termini. Attualmente, Mercedes è davanti, poi Ferrari, McLaren e Red Bull. Tutto può cambiare e non è detto che sarà un dominio delle Frecce d’Argento, ma il passo mostrato - seppur a sprazzi - non mente. Agli altri il compito di lavorare per migliorare.