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6 marzo 2026

“Buongiorno Italia!”: Carlo Vanzini dall’Australia ci strappa un sorriso, la Ferrari più di una speranza. E se questa è la nuova Formula 1…ci piace

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

6 marzo 2026

La nuova Formula 1 in Australia? Ci strappa un sorriso, proprio come il “Buongiorno, anzi buonanotte Italia” pronunciato da Carlo Vanzini per dare inizio al 2026, l’anno della rivoluzione. E dalla pista arrivano le prime vere risposte: Ferrari parte bene, Red Bull è già lì a giocarsela, altro che bibitari. McLaren fatica con l’affidabilità, per Mercedes inutile guardare la classifica

Foto di copertina: F1

“Buongiorno Italia!”: Carlo Vanzini dall’Australia ci strappa un sorriso, la Ferrari più di una speranza. E se questa è la nuova Formula 1…ci piace

“Buongiorno, anzi buonanotte Italia!”. È iniziato con queste parole il 2026 di Formula 1, rigorosamente pronunciate dal “capitano” Carlo Vanzini in cabina di commento. La migliore delle notizie ad aprire la stagione, dopo i problemi di salute e la battaglia contro un tumore portata avanti lo scorso anno e negli scorsi mesi. E sentirle non ha potuto che strappare un sorriso a chi stanotte, ore 2.30, era già incollato alla televisione per seguire tutto da vicino. Il circus è tornato, e l’azione in pista non è mancata. Pronti via, però, subito un colpo di scena: la McLaren di Oscar Piastri lentissima, con l’australiano che afferma di non avere più potenza per un attimo. L’allarme rientra in una manciata di secondi, ma le pessime notizie per i papaya continuano qualche minuto dopo con Lando Norris ko, costretto a seguire gli altri direttamente dall’hospitality. 

Oscar Piastri McLaren Melbourne
Oscar Piastri al volante della McLaren a Melbourne, 2026. McLaren

Non il migliore degli inizi, con i problemi di affidabilità subito al centro dell’attenzione. Chi invece in pista va, senza alcun problema, è la Ferrari: Leclerc ed Hamilton se le danno, con il monegasco davanti a tutti al termine della prima sessione di libere e con Sir Lewis alle sue spalle, seppur staccato di mezzo secondo.

I tempi contano poco, ma le sensazioni continuano ad essere positive: tutto è filato liscio, talmente tanto da concedere a Charles un ultimo time attack soltanto per il gusto di migliorare il proprio tempo, alzando notevolmente l’asticella rispetto agli altri. A colpire, comunque, è anche la reattività di Hamilton, sembrato a suo agio con questa SF-26 dopo le fatiche della scorsa stagione. 

E al termine della sessione, poi, il solito sprint alle prove di partenza come già fatto vedere in Bahrain: gli altri faticano, la Ferrari dopo lo stacco frizione ingrana una marcia dopo l’altra senza problemi, in maniera lineare e, soprattutto, veloce. La vettura sembra una fionda e forse sarà questo uno dei primi punti di forza in vista della gara. 

Charles Leclerc Ferrari Melbourne
Charles Leclerc a Melbourne, 2026. Scuderia Ferrari

Alle spalle dei due Ferrari, l’altra sorpresa di inizio giornata: i due Red Bull attaccati, con una vettura che continua a stupire il paddock intero. Quantomeno nelle prime gare la RB22 avrebbe dovuto faticare visto un motore tutto nuovo, il primo costruito in casa, ma alla fine Verstappen e Hadjar sono già lì, certificando il mezzo miracolo di un costruttore che non è più solo un… bibitaro. Sono arrivati in Formula 1 con questa etichetta poco più di vent’anni fa, ma la storia parla chiaro: prima la competitività, poi i titoli e adesso persino una macchina costruita a 360°, gli unici insieme a Ferrari a fare tutto in un’unica sede. Missione compiuta, al di là del risultato che in Australia arriverà. 

Guardando alla sola classifica, invece, più staccata è la Mercedes: Russell e Antonelli pagano un secondo e un decimo da Leclerc, ma i mini long run portati avanti da entrambi sono stati parecchio positivi. La W17 è più veloce di quanto a primo impatto possa sembrare, ma l’affidabilità resta un tema visti anche i problemi accusati da McLaren e Williams, entrambe motorizzate della Stella. Già ai test del Bahrain qualche campanello d’allarme era suonato, con alcune misure preventive prese per questa prima gara del 2026, come una potenza - si vocifera - non al 100%. 

Max Verstappen Isack Hadjar Red Bull
Max Verstappen e Isack Hadjar, Red Bull, 2026. F1

Di sicuro, però, è una nuova Formula 1 che inizia bene. Incubo Aston Martin a parte, nemmeno scesa in pista con Alonso, le macchine vanno, più di quanto ci si aspettasse: il tema centrale resta la gestione dell’elettrico con paroline magiche annesse, ma la pista ha fornito risposte diverse rispetto all’allarmismo e al panico che ha accompagnato il circus a questa prima uscita stagionale. E se lì davanti dovessero continuare a suonarsele a suon di giri veloci, va già bene così. Non saranno i motori migliori della storia, ma come al solito le squadre fanno miracoli. 

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