Tutti contro tutti, con tante incognite a cui solo la pista potrà dare risposte. È così che la Formula 1 arriva a Melbourne, teatro della prima gara stagionale. Dopo i test si inizia a fare sul serio, in attesa delle prime verità di questo 2026: l’unica certezza? È che il disastro di Aston Martin diventa sempre più assurdo. Tra Barcellona e Bahrain la AMR26, che tanto aveva colpito per le sue soluzioni estreme, ha passato più tempo ferma ai box che in pista, spegnendo di colpo ogni speranza con cui la squadra guidata da Adrian Newey approcciava il nuovo anno.
Negli ultimi giorni si è parlato di un possibile ritiro anticipato, con il team in pista solo perché obbligato dal regolamento: uno scenario assurdo, ma quantomai realistico. E a certificarlo è proprio Newey: “La vibrazione che si propaga al telaio causa alcuni problemi di affidabilità”, ha spiegato il team principal ai media presenti in circuito. “Ma il problema molto più rilevante è che la vibrazione viene trasmessa alle dita del pilota. Fernando ritiene di non poter inanellare più di 25 giri prima di rischiare di incorrere in danni permanenti ai nervi delle mani. Lance pensa di non poterne cogliere più di 15 prima che succeda. Quindi, credo che non abbia senso non essere onesti sulle nostre aspettative”.
La situazione è drammatica, visto che non si parla solo di prestazioni ma anche di salute dei piloti. In tal senso, però, una prima risposta è arrivata immediatamente proprio da Alonso: “Voglio essere chiaro, non è un qualcosa di doloroso”, ha affermato ai media. “Non è difficile controllare l’auto. L’adrenalina è semplicemente molto più forte di qualsiasi dolore. Se fossimo in lotta per la vittoria, potremmo stare tre o quattro ore in macchina”. Parole in perfetto stile Fernando, forse pronunciate per smorzare l’allarmismo intorno la squadra, ma i problemi restano un dato di fatto: “Sicuramente sono qualcosa di insolito e non dovrebbero esserci, non sappiamo nemmeno quali sarebbero le conseguenze se continuassi a guidare così per mesi, quindi bisogna trovare una soluzione”.
Alla vigilia del 2026 nessuno avrebbe mai immaginato una cosa del genere, soprattutto visto il dream team formato a Silverstone per tentare una volta per tutte di vincere. Magari avverrà, ma ci vorrà tempo. Chi invece ha fretta di farlo è la Ferrari, ormai lontana da un titolo dal 2008. Di anni ne sono passati troppi, ma la rivoluzione regolamentare offre un’opportunità grossa.
Finora tutto è andato secondo i piani, con la SF-26 che ha persino stupito, ma dopo le batoste degli ultimi anni il mood è chiaro e a spiegarlo meglio di chiunque altro è Charles Leclerc: “Sono abbastanza neutrale per questa stagione. Sono con la squadra da molti anni e so cosa significa…”, ha ammesso il monegasco. “Guidare per la Ferrari è davvero speciale, ma comporta anche molta pressione e a volte aspettative che non rispecchiano la realtà. Affronterò la situazione un giorno alla volta. Cercherò di fare del mio meglio e spero che questo significhi che domenica potremo festeggiare la prima vittoria della stagione. Ma se così non fosse, andremo avanti e cercheremo di migliorare”.
Evita di accendere speranze, anche perché parlare di valori in campo è ancora impossibile. Mercedes sin qui è sembrata nascondersi, McLaren ha mostrato qualche lampo nonostante alcuni problemi da risolvere. Poi c’è Red Bull, incognita soprattutto lato power unit: già vederli macinare chilometri su chilometri ai test è stato un mezzo miracolo, ma in più occasioni sono sembrati anche veloci.
E proprio su di loro a puntare i riflettori in Australia ci ha pensato invece George Russell: “Penso che Red Bull sia sembrata sospettosamente lenta nel secondo test”, ha dichiarato ai media presenti in circuito “Nel primo test li avevamo considerati probabilmente i più veloci e, in base ai nostri numeri, nel secondo sono andati sette decimi più lenti rispetto a loro stessi. Al contrario, noi e la Ferrari siamo andati un paio di decimi più veloci con alcuni nuovi aggiornamenti alla vettura. Quindi, faccio fatica a capire come abbiano potuto perdere sette decimi in una settimana”.
Sposta l’attenzione sui rivali, ma quando si parla della sua Mercedes sorride: “A dire il vero, mi aspetto che saremo molto forti. Ed è per questo che siamo tutti molto curiosi di vedere come andrà a finire”. Non si è ancora scesi in pista, ma la battaglia è già iniziata. Dopo mesi di attesa manca poco per capire chi finora ha soltanto mentito.