George Russell primo, Kimi Antonelli secondo: Mercedes conferma i pronostici e domina a Melbourne, seppur dopo una prima parte di gara combattutissima con la Ferrari di Charles Leclerc, che finisce sul podio e precede Lewis Hamilton. La vera notizia, però, è un’altra: questa Formula 1 sembra un gioco e i primi 13 giri ne sono la perfetta dimostrazione. Sarà bella per Drive To Survive, questo di sicuro, ma la verità è che almeno per ora è tutto si riduce alla gestione dell’elettrico. Sorpassi tanti, ma innaturali, soprattutto se a metà rettilineo le vetture terminano la potenza elettrica e rimangono piantate, con i piloti sverniciati dai propri avversari. E la battaglia iniziale tra Russell e Leclerc ne è la fotografia perfetta, tant’è che qualche giro dopo lo stesso Charles si è aperto via radio e ha definito il tutto “come una partita di Mario Kart”, con questi strappi di potenza che a volte danno e a volte tolgono.
Divertente? Sì, ma anche no. Il tutto dopo le polemiche alzatesi al termine delle qualifiche di ieri, con i piloti costretti ad alzare il piede persino durante i propri giri veloci. Altro che staccate al limite, questa è l’antitesi di una Formula 1 che da sempre ha significato la ricerca massima delle prestazioni. I nuovi motori saranno anche super efficienti dal punto di vista ingegneristico, ma se tutti i piloti in griglia li criticano - persino Russell ha ammesso che c’è qualcosa da rivedere nonostante la vittoria e il dominio della sua Mercedes - qualche problema c’è, impossibile negarlo. E adesso, dopo questo primo fine settimana, le parole di Verstappen prima ed Hamilton poi sembrano quanto mai profetiche.
È una Formula 1 super cervellotica, con sempre la sensazione di non star capendo a pieno cosa stia succedendo in pista tra super clipping, overtake mode, boost e via dicendo. Qualche miglioramento arriverà con lo svilupparsi della stagione e delle vetture stesse, ma servono risposte concrete e anche in fretta, perché così non va seppur in pista ne succedano di ogni.
Quanto al quadro dei valori, invece, da Melbourne arrivano conferme: Mercedes domina, con Ferrari alle sue spalle. La W17 ha margine sugli altri e il secondo stint dopo il pit stop lo ha evidenziato, l’unica capace di andare velocissimo nonostante il degrado gomma e il graining, ma la SF-26 sembra meno lontana rispetto agli otto decimi incassati in qualifica.
Sarà tutta una questione di sviluppi, mai così cruciali in una singola stagione. E poi c’è la questione partenze, tanto discusse negli ultimi giorni: pronti via Leclerc ed Hamilton sono scattati a fionda, bruciando gli avversari e confermando i pronostici, mentre i motorizzati Mercedes — ad eccezione di Lando Norris, quinto al traguardo — hanno fatto molta più fatica.
Le incognite sono tante, così come le negatività e i piloti non hanno mancato di sottolinearle. Le sorprese invece? Vedere un Hamilton finalmente sorridente nonostante dichiari di aver ancora tanto lavoro da fare, la rimonta di Verstappen dopo essere scattato dalla 20esima casella, l’esordio a fuoco di Lindblad, che alla fine è ottavo alle spalle di un ottimo Bearman, e i primi punti di Audi, con Bortoleto nono sotto la bandiera a scacchi.
Adesso tocca alla Cina, ma considerato quanto visto oggi — e soprattutto il lunghissimo rettilineo di Shanghai, ancor più esteso di quelli dell’Albert Park —, concedeteci un po’ di sana paura. Altro che meravigliosa nuova era…