“Storica prima pole position in Formula 1 per Andrea Kimi Antonelli. Il giovane pilota bolognese, prodotto del vivaio ACI Sport e portacolori del team Mercedes AMG Petronas, ha ottenuto il miglior tempo nelle Qualifiche del Formula 1 Heineken Chinese Grand Prix 2026, con 1'32"064, precedendo il compagno di squadra George Russell di poco più di due decimi”.
È così che sul sito di ACI Sport, Federazione Italiana, viene data la notizia della pole position di Kimi Antonelli in Cina. Tutto giustissimo, ma un errore, grave, è soltanto qualche centimetro più in là, sulla destra. C’è una foto di un pilota che esulta con il pollice in alto, con i guanti celesti e con il casco con base bianca e dettagli in blu: non si tratta di Kimi, bensì di George Russell, che così aveva esultato al termine della Sprint Qualifying di ieri mattina.
Ora, che fosse l’inglese lo si può dedurre immediatamente proprio da questi due dettagli: i guanti color celeste, che da sempre lo rappresentano, e il casco senza bandiera italiana, elemento invece imprescindibile delle livree portate in pista dal giovane bolognese.
Se si segue con attenzione la Formula 1 — come dovrebbe fare chi lavora in Federazione, considerando che abbiamo un pilota italiano a rappresentarci e che potrebbe addirittura giocarsi il Mondiale nel 2026 — diventa difficile capire come si possa scambiare i due caschi. È una figuraccia che una Federazione non può permettersi, perché chi ha scritto o caricato quel comunicato rappresenta una nazione intera.
Tutto questo dopo che, già qualche mese fa, la Federazione era finita al centro delle polemiche per un altro episodio. Il giovanissimo e talentuoso Mattia Colnaghi, di madre Argentina ma cresciuto in Brianza e di fatto italianissimo, ha infatti deciso di correre sotto bandiera argentina invece che italiana. Una scelta maturata dopo la mancanza di supporto da parte dell’ACI (?), nonostante in appena due anni abbia conquistato due campionati da rookie di categoria.
La “colpa”, forse, sarebbe quella di aver scelto di correre in F4 e in Eurocup-3, campionati spagnoli, invece che in F4 italiane e FRECA, serie promosse da ACI Sport. Un percorso che lo ha portato a essere selezionato dal Red Bull Junior Team alla vigilia del 2026, diventando l’unico italiano presente nel programma giovani più prestigioso del panorama delle formule propedeutiche, con l’argentina che adesso quasi lo venera.
Una figuraccia dopo l’altra, insomma. Qualcuno ora si giustificherà dicendo che quella fatta su Kimi è stata una svista, un errore, magari perché si è corso in piena notte e il caffè in ufficio era finito? Oh, abbiamo lavorato tutti in piena notte, ma nessuno ha scambiato i due piloti. Lo ha fatto solo la nostra Federazione, che intanto ci rappresenta nel mondo. Benissimo così, no?