Classe 2005, quinto nel Mondiale con 17 punti in due gare, al volante di una Haas. Dietro soltanto ai due piloti Ferrari e ai due Mercedes. Alla sua seconda stagione in Formula 1, Oliver Bearman sta facendo cose spettacolari: 7° in Australia, 8° nella Sprint in Cina, 5° nel GP il giorno dopo. Una progressione costante, per un ragazzo che gara dopo gara sembra impressionare sempre di più.
Il tutto dopo un 2025 che l’ha visto confermare quei lampi fatti vedere alla sua prima in Formula 1, a Jeddah, nel 2024. Sì perché, quand’era ancora un pilota di F2, ecco che arriva la chiamata inaspettata, all’ultimo secondo: Carlos Sainz fuori per appendicite in Arabia Saudita, con Bearman chiamato a sostituirlo al volante della Ferrari in quanto parte della Driver Academy, senza nemmeno scendere in pista il venerdì.
L’esordio dei sogni, sì, ma anche il più pericoloso che potesse esistere: fare la prima in gara vestiti di rosso non è cosa semplice, specie su un circuito ostico come Jeddah, ma Ollie se l’è cavata piuttosto bene: 7° sotto la bandiera a scacchi, dimostrando di essere velocissimo e, soprattutto, di saper reggere la pressione.
Poi è arrivato l'accordo con Haas, sempre nell'orbita della Ferrari Driver Academy, e una stagione d’esordio nel 2025 in cui non ci ha messo troppo per asfaltare Esteban Ocon, il suo compagno di box. Pilota esperto, veloce, con anni di Formula 1 alle spalle e una reputazione solida, capace di rendere la vita difficile persino a uno come Alonso. Bearman, però, lo ha battuto subito e quest’anno sta continuando esattamente da dove aveva lasciato.
L’inizio di mondiale, complice una Haas super in forma, è stato dei migliori, e tutto questo apre una domanda tanto semplice quanto non banale: cosa succederà a Maranello in futuro visto che Bearman è a tutti gli effetti un pilota della Scuderia? Gli scenari sono tutto fuorché scontati.
Hamilton è legato alla Ferrari e, qualora le prestazioni dovessero confermarsi quelle di quest’avvio di mondiale, ci resterà almeno per un altro anno. Leclerc, invece, già in Australia ha detto di star discutendo con la Scuderia per il suo futuro: il contratto che lega il monegasco al Cavallino non scadrà nel breve termine, ma la volontà - e in questo caso varrebbe lo stesso discorso fatto per Sir Lewis - sarebbe quella di proseguire e, seppur scherzando, Charles ha addirittura menzionato la possibilità di un contratto a vita.
In questo quadro, Bearman aspetta. E, almeno per ora, lo fa nel modo giusto: lavorando, correndo veloce e collezionando punti su punti su una macchina che non è certo la migliore del lotto. Il sogno, però, è uno e si chiama Ferrari, e a ribadirlo è stato lui stesso nel corso di una lunga intervista al podcast High Performance alla vigilia della stagione: “Prima di tutto mi hanno dato fiducia affidandomi la loro macchina. Hanno creduto in me molto presto: ero in Formula 4 quando mi hanno preso. Hanno investito molto su di me. Il mio sogno è rimettere la tuta rossa e guidare una macchina rossa un giorno”.
Ollie ci crede, così come a Maranello hanno creduto in lui. Ma prima, però, c’è da rimanere concentrati sul 2026: “Penso anche che sia una grande opportunità con la Haas, con i nuovi regolamenti. Credo che possiamo fare molto. Quindi, prima di tutto c’è questo”. Bisogna continuare a martellare, proprio come fatto fin qui, poi sarà il turno dei sogni.
Sullo sfondo potrebbe esserci un percorso alla George Russell: prima tre anni in un team più piccolo, poi il grande salto. Intanto, però, è quinto nel Mondiale, alla sua seconda stagione, con una Haas. Ma soprattutto, ha saputo impressionare tutti quanti a suon di prestazioni capolavoro. Il futuro della Ferrari, quindi, potrebbe già avere un nome e un volto, quello di un ragazzo che il Cavallino lo ama. Potrebbe volerci un po’ di tempo per rivederlo in rosso, ma la scommessa fatta al tempo sull’inglese sembra si stia rivelando azzeccata. E specie se dovesse continuare così, blindarlo diventerà una priorità assoluta: perché le chiamate degli altri team non tarderanno ad arrivare.