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18 marzo 2026

Niente Hollywood e niente Iannone? Già, eppure il campionato con le Harley in MotoGP, la Bagger World Cup, non è il disastro che sembra

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

18 marzo 2026

Non c’è Fabrizio Cecchini, non c’è Andrea Iannone, non c’è manco Keanu Reeves. La entry list della Bagger World Cup, ovvero il campionato mondiale con le Harley-Davidson che dal 2026 si intitolerà la quota freak del motomondiale lasciata libera dalla MotoE, sembra preannunciare un fiasco clamoroso. Eppure siamo pronti a scommettere sul contrario
Niente Hollywood e niente Iannone? Già, eppure il campionato con le Harley in MotoGP, la Bagger World Cup, non è il disastro che sembra

Quel lunedì mattina nel box c’era un mal di testa. Novembre 2024, Barcellona: Jorge Martín ha appena vinto il titolo mondiale con la Ducati del Team Pramac, è stato rimbalzato all’ingresso della discoteca e ha fatto serata con Pecco Bagnaia. Nel box 11, l’unico aperto, girano bevande isotoniche e pastiglie di ibuprofene. Di fronte noi però, ci sono tre moto assolutamente inedite ai nostri occhi. Sono le Harley-Davidson Bagger da corsa, tra gli altri a guidarle ci sono Marco Melandri e John Hopkins. Avanti veloce di circa 16 mesi, il tempo di stagionare una forma di parmigiano, e la MotoGP Sports Entertainment Group spedisce un comunicato con la entry list ufficiale della Bagger World Cup, che poi sarebbe il campionato mondiale di Harley-Davidson, sei tappe in giro per il mondo in concomitanza con la MotoGP.

Harley Davidson Bagger Test
Il test a Barcellona per le Harley-Davidson Bagger.

L’inizio, come ampiamente annunciato, è di quelli difficili: 9 piloti in griglia, quattro squadre. Roba che anche il punteggio di fine gara andrà ampiamente rivisto. Soprattutto però, non ce ne vorrà il buon Filippo Rovelli, appena confermato con il Team ParkingGo, mancano nomi importanti, che facciano restare la gente davanti alla televisione. Si era parlato di un coinvolgimento di Keanu Reeves, appassionatissimo di corse, qualcuno aveva addirittura paventato una presenza fissa di Carl Cox nel paddock. Non solo, perché Fabrizio Cecchini - che con Fausto Gresini battezzò l’avventura della squadra faentina nei primi Duemila - avrebbe dovuto prendere parte al campionato, per altro schierando Andrea Iannone. Invece nel comunicato leggiamo che “La Cecchini Racing è attualmente sin standby per via del fatto che il team non è riuscito a finalizzare le garanzie richieste per il Round 1”, che in breve significa che mancano i soldi.

Il che resta il grandissimo problema per buona parte dei team che invece avevano deciso di mettersi in gioco con la MotoE, categoria che garantiva costi decisamente più contenuti sia per la moto in sé che per la sua messa a punto e manutenzione. Queste Harley invece richiedono componentistica pregiatissima per essere trasformate in moto da corsa e, di conseguenza, anche il personale tecnico necessario a farle funzionare a dovere è di tutt’altro genere.

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Un post condiviso da Joe Rascal Racing (@joerascalracing)

Ti chiedi, a ragion veduta, come possa un campionato simile, con questi costi e queste premesse, durare più di un uomo onesto in Parlamento. Non solo: ti chiedi come abbiano fatto gli organizzatori a mettere insieme tutta questa roba senza rendersi conto di tutti i limiti del caso, dalla mancanza di fascino per questi pachidermi su ruote da parte pubblico fino ai costi altissimi. Domande più che lecite, eppure c’è anche altro. La risposta banale quanto inattaccabile è la stessa che chi guarda le corse può dare a chi invece non le ha mai viste: le hai mai sentite, queste bagger? Le hai mai viste entrare di traverso, lo sterzo chiuso e la gomma che fuma, per poi snocciolare quattro marce producendo un suono che ti entra nel petto? Quando succederà te lo godrai e - se ti piacciono le corse - difficilmente ti rimarrà indifferente, perché la verità è che queste gare con le Harley-Davidson non sono per niente male. Di quel lunedì a Barcellona ricordiamo il gran mal di testa, un piccolo buffet e questi siluri lunghi tre metri e larghi due tuonare sul rettilineo. Non solo nonostante tutto valse la pena svegliarsi, fu anche una bella emozione. Certo, prima che il campionato prenda il via ci vorrà tempo, pazienza e denaro: gli americani di dollari ne hanno, bisognerà capire come sono messi a calma. La loro sfida sarà riempire la griglia il prossimo anno, magari con qualche nome interessante, anche a costo di rimetterci. La vostra, invece, sarà provare a non sorridere quando vedrete passare queste bagger sul rettilineo del Mugello.

L'inaugurazione del campionato è prevista tra un paio di settimane, durante il GP delle Americhe ad Austin, in Texas. Niente di meglio a cui ambire. Seguiranno Mugello, Assen, Silverstone, Aragon e Austria.

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