Da Mara Venier questa domenica abbiamo visto un siparietto che lascia l’amaro in bocca.
Uno di quei momenti televisivi che non fanno ridere ma mettono solo a disagio.
Al centro lo scontro tra Teo Mammucari e Peppe Iodice, arrivato in studio per presentare il suo primo film in uscita il 19 marzo. Doveva essere promozione ma è diventato attrito. E probabilmente verrà ricordato più per questo che per altro.
Mammucari prova a fare quello che ha sempre fatto: gestire, pungere, spostare il ritmo, cercare la battuta anche quando non serve. È il suo linguaggio, costruito negli anni. Ma è proprio lì che qualcosa si inceppa.
Perché si crea un corto circuito tra due modi di stare in televisione che provano a parlarsi senza riuscirci davvero. E questa volta non lo capiscono solo loro. Non lo capisce neanche il pubblico.
Da un lato abbiamo Teo Mammucari che sfotte l’ospite, dicendo a Mara Venier di sbrigarsi che hanno ospiti più importanti, dall’altro lato abbiamo Peppe Iodice che sorride, quasi incredulo di quello che sta succedendo.
Mammucari mi è sembrato la caricatura di Brenda Lodigiani, quella davanti al campanello nel GialappaShow che decide chi può entrare e chi no, sminuendo gli ospiti e chiedendo ai “Gialappi” perché non sia stato invitato Gianni Sperti invece dell’ospite di turno. Con una differenza sostanziale: Brenda fa ridere davvero e gli ospiti sanno di essere dentro uno sketch.
Non è neppure la prima volta che Teo Mammucari costruisce tensione in studio. Negli anni le punzecchiature con colleghi e ospiti sono diventate quasi una cifra del personaggio televisivo. A Tu sì que vales, per esempio, gli scambi al vetriolo con Mara Venier finirono con la conduttrice che lo mandò platealmente a quel paese e lasciò lo studio, senza dimenticare gli attriti con Selvaggia Lucarelli o Francesca Fagnani o gli episodi che coinvolsero Flavia Vento. Che paradossalmente ne escono tutte più simpatiche di lui.
Ma perché ha ancora un ruolo d’importanza nel 2026?
Il suo modo di condurre è provocatorio: punzecchia, interrompe, spinge gli ospiti a reagire. Questo può risultare antipatico a qualcuno, ma in televisione il conflitto genera attenzione. E l’attenzione è la moneta principale dello spettacolo.
In TV la regola è brutale: se un personaggio continua a portare audience o attenzione mediatica, viene utilizzato. Anche le polemiche spesso fanno parte del gioco ma abbiamo bisogno ancora di questa televisione? Di questa aggressività?
O forse abbiamo semplicemente bisogno di ridere e passare qualche ora senza pensieri, invece di farci inglobare in una tossicità televisiva che ormai sembra stanca quanto i suoi meccanismi.
18 marzo 2026
Teo Mammucari e il siparietto a “Domenica In” che ha fatto arrabbiare Mara Venier. Mammucari cerca la battuta anche quando non serve e il risultato è un disagio
Il suo modo provocatorio di condurre può risultare antipatico a qualcuno, ma in televisione il conflitto genera attenzione. E l’attenzione è la moneta principale dello spettacolo.
In TV la regola è brutale: se un personaggio continua a portare audience o attenzione mediatica, viene utilizzato. Anche le polemiche spesso fanno parte del gioco ma abbiamo bisogno ancora di questa televisione? Di questa aggressività?
In TV la regola è brutale: se un personaggio continua a portare audience o attenzione mediatica, viene utilizzato. Anche le polemiche spesso fanno parte del gioco ma abbiamo bisogno ancora di questa televisione? Di questa aggressività?
di Sara Murgia
foto di
Ansa
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