Il mancato rinnovo di Marc Marquez con Ducati può sembrare una non notizia, eppure probabilmente stiamo vedendo il cambiamento più grande di questa MotoGP. Lo spagnolo, che con una Desmosedici ha ritrovato sé stesso, sta passando attraverso diverse fasi in termini di trattativa con Borgo Panigale. Se dopo il titolo si era parlato di poco più che una formalità per il rinnovo, il 19 dicembre a Bologna - quando Ducati ha festeggiato i successi 2025 - Marc aveva detto di non essere perfettamente sicuro di rinnovare, per essere precisi: “Da uno a 10 direi otto”.
Più avanti ancora, dalla presentazione a Madonna di Campiglio di metà gennaio, Marc si era invece progressivamente avvicinato all'annuncio, dicendo in varie occasioni di essere “sempre più vicino a chiudere l’accordo”. Inizialmente si era pensato che i ritardi fossero dovuti a un’offerta di Honda (che è stata elaborata, ricevuta e declinata) o al coinvolgimento di Red Bull come nuovo partner Ducati, cosa che probabilmente vedremo comunuqe, mentre in una seconda fase si era arrivati a liquidare la questione nei soliti "piccoli dettagli da sistemare", la prassi quando hai a che fare con l’uomo che muove il campionato.
Durante i test di Sepang è sembrato poi che mancasse soltanto l’annuncio, da aspettare fino al GP di Thailandia, dove però non solo non arriva nulla.
L’annuncio che non arriva
L’annuncio quindi non arriva, non si capisce bene il perché. Si comincia a parlare di una formula contrattuale diversa, un 1+1, quindi un contratto 2027 con opzione per il 2028. A fine weekend è lo stesso Marc Marquez a spiegare le cose: “Ora ho davanti due settimane di recupero, vediamo se riuscirò a fare un passo in avanti. Ducati e io siamo d'accordo sulla maggior parte delle cose, ma come ho detto ho chiesto di aspettare un po', perché ero infortunato quando abbiamo cominciato a parlare del futuro e prima di firmare il contratto vorrei cominciare a sentirmi bene”. L'attesa quindi non ha niente a che fare con il possibile ritorno di Marc alla Honda o con l'era 850 della MotoGP, per non parlare di questioni economiche. È una questione di approccio che, per altro, a Borgo Panigale non dà per nulla fastidio.
D’altronde Ducati si è già assicurata Pedro Acosta, ha Fermín Aldeguer pronto a entrare nel box e, più in generale, una bella fila di piloti pronti a salire in moto per due spicci. Sostituire Marc non è quindi un problema e non soltanto per via dei milioni d'ingaggio che si risparmierebbero: non averlo significa lasciarlo ad altri, il che smette di essere un problema nel momento in cui Marquez sceglie di ritirarsi. Perché la sensazione è che l'alternativa sia questa. O, comunque, tenersi una porta aperta per lasciare le corse.
Marc, dopo l’infortunio subito in Indonesia, quando è volato nella ghiaia dopo il contatto con Marco Bezzecchi, ha passato mesi complicati a casa: tanto recupero, lunghi cicli di fisioterapia, niente vacanze, problemi fisici. E, soprattutto, ha preso coscienza del fatto che cadute come quella - con conseguenze simili - possono capitare tutte le settimane, non serve essere in gara e neanche salire su di una MotoGP: ti può capitare in allenamento (come con l’ultimo episodio di diplopia) o addirittura in casa. Hai abusato del tuo corpo oltrepassandone i limiti a più riprese e fai il possibile affinché non accada più.
Verosimilmente vorrà provarci ancora una volta, prendersi il 10° titolo mondiale e poi andarsene così, imbattuto e imbattibile alla Casey Stoner dopo un ultimo giro di giostra, come avrebbe detto Tiziano Terzani. Un ultimo giro, però, che rischia di essere come l’ultimo affare di Carlito Brigante, freddato in una banchina di Grand Central nel capolavoro di Brian de Palma.
La notizia quindi non è che il contratto non arriva, perché probabilmente arriverà presto, la notizia è che Marc Marquez sta rischiando più di quanto sembri e che ora ha deciso di non mettere più la sua pelle sul tavolo delle trattative. Bisognerà vedere se basterà, se saprà fermarsi e se quel corpo martoriato gli darà ancora la possibilità di giocarsi il titolo, cosa che nonostante tutto sembra piuttosto probabile. Bisongerà vedere se saprà tenere a bada l'istinto. E se, alla fine, avrà ancora un po' di quella fortuna con cui si accmpagnano sempre i fuoriclasse.