Chi vuol intendere, intenda. Il Tg2 ha festeggiato 50 anni, e per l'occasione la redazione è stata ricevuta da Papa Leone XIV in udienza lunedì 16 marzo. Nel corso dell'incontro, il Pontefice ha parlato dell'importanza del giornalismo e dell'informazione nella società, soffermandosi in particolare sulle sfide della contemporaneità: che siano il passaggio da sistema analogico a quello digitale, in particolare con l'intelligenza artificiale, al rischio di trasformare l'informazione in propaganda. Senza dimenticare il racconto della guerra, che non deve sembrare un "videogame".
"Non c’è novità tecnologica - ha detto il Pontefice - che possa sostituire la creatività, il discernimento critico, la libertà di pensiero. E se la sfida del nostro tempo è quella dell’intelligenza artificiale, penso alla necessità di regolare la comunicazione secondo il paradigma umano e non secondo quello tecnologico". Cioè "saper distinguere tra i mezzi e i fini". Un invito insomma, a svolgere il proprio mestiere senza dimenticare l'umanità.
Ma è nei passaggi successivi che il messaggio del Papa è diventato un vero e proprio monito.
Ricordando i 50 anni di vita del telegiornale della seconda rete Rai infatti, il Papa ne ha ripercorso i tratti distintivi: laicità e pluralismo delle fonti informative, anche nella televisione di Stato. Laicità intesa come "rifiuto degli apriori ideologici e come sguardo aperto sulla realtà", in quanto solo rifiutando gli steccati ideologici si può avere il pluralismo che l'informazione deve garantire, anche se la tentazione di cercare, vedere e ascoltare solo ciò che conferma le proprie opinioni, è sempre molto forte.
Al Tg2 infatti, hanno convissuto anime diverse e proprio qui l'intervento di Papa Leone ha contrapposto questa diversità, specie quando animata da spirito di amicizia, agli slogan che ci impediscono di vedere e comprendere la complessità della realtà. A questo proposito, il monito finale è da intendere oltre le parole bonarie di Papa Leone XIV, cercando di andare oltre la superficie. Perché il Papa ha tenuto a sottolineare che l'informazione deve guardarsi dal rischio di diventare propaganda: lo ha fatto riguardo la guerra, che oggi sembra moltiplicarsi intorno a noi. È compito dei giornalisti, ha ricordato, verificare le notizie per non diventare megafono del potere: "Tocca a voi mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni; mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogame". Insomma, non sottraetevi al compito di informare e non cedete alla propaganda di chi, invece, queste guerre le giustifica; ricordate l'importanza del vostro lavoro, ha redarguito tra le righe -ma nemmeno troppo- Papa Leone XIV. Un invito, chissà quanto celato, a ribellarsi alle imposizioni della politica, alla convenienza, per tenere fede al lavoro di giornalisti.