Ad oggi sono venti mesi che il processo a Lorenzo Innocenti, l’assassino della sua compagna, Eleonora Guidi, è ancora sospeso. Secondo il gup di Firenze Alessandro Moneti, Innocenti è incapace di parteciparvi coscientemente. La famiglia di Eleonora, però, aspetta giustizia da quasi due anni e vive nella paura di incontrare Innocenti a Rufina, dove sarebbe stato avvistato da alcuni cittadini e dove vive suo figlio e che, dicono i diari clinici, Innocenti vorrebbe riprendere con sè. Proprio ieri, però, l’avvocatessa Solange Marchignoli, nell’interesse di un familiare di Eleonora, ha depositato un’istanza urgente al gup Moneti per richiedere una nuova valutazione della capacità dell’imputato di stare in giudizio e, separatamente, una revisione delle misure per proteggere i familiari e soprattutto il figlio della vittima, dato che Innocenti, secondo Marchignoli, seppur in libertà vigilata, si aggira per la città dove la madre ha una casa al mare, a Viareggio, oltre che a Rufina, dove Eleonora è stata uccisa davanti a suo figlio. Ma perché questo assassino si trova ancora in questo limbo giuridico?
Tutto inizia la mattina presto del 8 febbraio 2025, a Rufina, in provincia di Firenze. Eleonora Guidi, 34 anni, sta preparando il caffè nella casa in cui vive con il figlio piccolo di un anno e mezzo quando Lorenzo Innocenti, architetto, senza un movente conclamato, la massacra con 24 coltellate alla schiena, al petto e al collo. Eleonora muore dopo le prime 3 coltellate. Innocenti, dopo aver infierito con furia ceca sul corpo della compagna, tenta la fuga prima per le scale dove incontra il padre, poi torna in casa e precipita dal terrazzo al secondo piano. Il suo cranio si sfonda sopra la nuca e Innocenti entra in coma. Tra parentesi, nella scorsa puntata di Filorosso, l'avvocatessa Solange Marchignoli, richiamando alcune perizie fotografiche, ha messo in dubbio che Innocenti abbia tentato il suicidio, sostenendo invece l'ipotesi che stesse cercando di fuggire calandosi di schiena dal terrazzo e che sia precipitato durante il tentativo. Circostanza non verificata, ma che l'avvocata Marchignoli ci tiene a sottolineare. Ad ogni modo Innocenti in coma ci rimane per settimane, poi si risveglia e inizia la sua riabilitazione neurologica. Già nel marzo 2025, secondo l’avvocatessa Esther Lettieri, aveva recuperato le funzioni vitali. Il 13 agosto 2025 si presenta sulle sue gambe davanti al gip Agnese Di Girolamo, dichiarando di non ricordare alcun dettaglio dell’omicidio. Una perizia collegiale, discussa nel marzo dell’anno seguente, individua deficit neurologici e cognitivi che impedirebbero a Innocenti di affrontare il processo. Il gup Alessandro Moneti dispone allora la sospensione del procedimento. A fine maggio dispone per lui la libertà vigilata, misura di sicurezza non detentiva accompagnata dall’obbligo di seguire un percorso terapeutico, ritenendo persistente, seppur attenuata, la pericolosità sociale di Innocenti, contrariamente alle conclusioni del collegio peritale. Le cure, nel frattempo, proseguono anche in day hospital, con rientro serale dai genitori. Dall’8 febbraio 2025 viene ricoverato all’ospedale Careggi di Firenze, poi passa al centro Don Gnocchi e, dal 13 agosto 2025, al reparto psichiatrico dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, che lascia a fine maggio 2026. Da giugno 2026 prosegue il percorso al polo riabilitativo Don Gnocchi di La Spezia, dove, entro settembre 2026, i medici dispongono la fine della degenza notturna. Ma può un uomo soggetto a libertà vigilata e ritenuto socialmente pericoloso essere dimesso da una struttura sanitaria con questa semplicità? Soprattutto qualora, come sostenuto dall’avvocatessa Marchignoli, le sue condizioni neurologiche siano migliorate? Forse è arrivato il momento di rivalutare la sua capacità di affrontare il processo, si legge nell’atto che abbiamo avuto modo di visionare, oltre che ridefinire il perimetro della libertà vigilata di Innocenti, che a quanto pare avrebbe anche raggiunto Rufina. Su questo punto, ad ogni modo, ci torniamo dopo.
Il documento firmato dall’avvocato Marchignoli richiama una precedente istanza presentata dalla legale Esther Lettieri per altre persone offese e mette al centro alcuni filmati risalenti al 21 e 24 agosto e al 14 settembre 2026, mostrati l’8 ottobre da Ignoto X. Nelle immagini del 21 agosto, quando apparentemente non si accorge della telecamera, Innocenti cammina con agilità, corre per ripararsi dalla pioggia e usa uno smartphone. Negli altri video, girati invece con telecamere visibili, mostra marcate difficoltà motorie e appare disorientato. Queste incongruenze la famiglia di Eleonora vorrebbe venissero chiarite con urgenza davanti a un giudice. Certamente i traumi cerebrali non si possono diagnosticare da un filmato, ma è comunque materiale che va analizzato insieme alla documentazione clinica aggiornata, alla quale, secondo Marchignoli, la difesa delle persone offese non ha potuto avere accesso. Perché? Ma perché il processo è sospeso. Dunque l’urgenza dell’istanza presentata da Marchignoli.
Una situazione paradossale ai limiti del tragicomico, considerando che anche i diari clinici e infermieristici compilati dagli operatori sanitari della struttura in cui Innocenti era ricoverato il 25 agosto 2025 raccontano di quest’uomo mentre cammina nel corridoio, fa esercizi, chiede di salire le scale per allenarsi e organizza l’arrivo di una parrucchiera, precisando persino l’orario del pasto. Altro che carcere duro. Il 26 agosto chiede ancora ginnastica e un puzzle dalla zia. Il 29 agosto scende al bar con i genitori, mangia con altri degenti, utilizza un tablet, che restituisce con il caricabatterie. L’annotazione si conclude descrivendo l’interazione “con gli operatori senza difficoltà”. Il 28 ottobre 2025, ancora, Innocenti trascorre parte del pomeriggio a giocare a carte con altri pazienti e poi a scacchi al computer con un compagno di stanza. Ci sono anche richieste di libri in francese e inglese. Ora, lungi da noi dedurre da una partita a scacchi che una persona comprenda le accuse, segua un dibattimento e collabori efficacemente con il proprio avvocato. Per carità. Ma è irragionevole chiedere ai periti di valutare attenzione, memoria, pianificazione e capacità relazionali alla luce di queste attività? Per niente. Furono proprio gli esperti a scrivere che la condizione di Innocenti “potrebbe risultare temporanea e suscettibile di miglioramento”. Il miglioramento, dunque, era già previsto dalla perizia che ha fermato il processo. Oltre tutto Marchignoli scrive che nell’agosto 2026 Innocenti avrebbe trascorso un periodo nella casa estiva della madre a Viareggio e successivamente avrebbe frequentato la struttura riabilitativa con accessi settimanali di durata limitata. La cosa più grave di tutta questa storia, però, è quanto riportato nell’istanza. Diversi cittadini avrebbero segnalato la presenza di Innocenti a Rufina, dove Eleonora è stata uccisa e dove vive il bambino. Le segnalazioni, sostiene l’atto, sarebbero arrivate al sindaco, ai carabinieri e alla famiglia Guidi. Tutte circostanze che Marchignoli chiede di accertare urgentemente.
L’8 ottobre 2025, nel diario del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, la dottoressa Carolina Lo Sauro annota qualcosa di ulteriormente inquietante. Innocenti dichiara di essere “quotidianamente assillato” da pensieri sulla compagna e sul figlio. “Voglio stare con mio figlio ma gli altri me lo impediscono”. In questo colloquio Innocenti torna ripetutamente sul bambino, ricorda episodi di vita quotidiana e manifesta la volontà di “riprenderlo con sé”. Cosa impossibile ai sensi di un provvedimento del Tribunale civile che vieta al padre qualunque contatto con il figlio, anche indiretto. Il bambino è affidato alle cure della famiglia materna che, giustamente, si dice terrorizzata. Se davvero Innocenti può raggiungere Rufina senza specifici limiti territoriali, osserva Marchignoli, il divieto civile potrebbe non bastare a impedire anche gli incontri casuali e, dato che il giudice ne ha riconosciuto una pericolosità sociale seppur attenuata, sarebbe opportuno prendere urgentemente dei provvedimenti. Anche se una nuova perizia confermasse l’incapacità processuale, non verrebbe meno il dovere di valutare i rischi attuali. Per questo Marchignoli chiede al gup un aggiornamento dell’accertamento specialistico ai sensi degli articoli 70 e 71 del codice di procedura penale, una verifica delle esigenze cautelari, l’eventuale modifica delle prescrizioni della libertà vigilata e misure urgenti per il bambino. Sarà il giudice a decidere quali provvedimenti siano possibili e necessari, ma pare evidente che questa situazione stia raggiungendo vertici del paradosso che probabilmente non hanno precedenti nella storia della giustizia italiana. Forse solo nella peggiore delle commedie.