Certo che l’Italia è un Paese davvero strano. Qui, a quanto pare, dove i vari Vannacci e Tajani giocano a chi la spara più grossa sul gentil sesso, la mattina presto, mentre ti prepara il caffè, puoi ammazzare tua moglie senza motivo. La gonna corta, o l’assenza di una gonna qui c’entrano. Non lo sapevi? Devono essere ventiquattro coltellate alla schiena. Lo devi fare davanti a tuo figlio piccolo, mentre se ne sta seduto sul divano. Dopo, però, non ti dimenticare che ti devi lanciare dalla finestra e finire in coma. A quel punto, quando ti sarai ripreso, il tuo processo per omicidio resterà sospeso e in carcere non ci andrai, perché verrai ritenuto incapace di partecipare al procedimento. E, addirittura, potrai girare liberamente per Viareggio, dove sei uso andare al mare nonostante il gip ti abbia comunque definito una figura socialmente pericolosa (seppur in forma attenuata). Questo, perlomeno, è quanto succede all’assassino di Eleonora Guidi, Lorenzo Innocenti che l’8 febbraio del 2025 ha massacrato sua moglie con ben 24 coltellate senza un apparente movente davanti a suo figlio di appena un anno e mezzo, oggi affidato alla zia materna Elisabetta e al marito, mentre la famiglia sta ancora cercando di ottenerne l’affidamento definitivo. Ma tornando all’assassino, non vi era nessun sintomo che lasciasse presagire la tragedia e tantomeno quel salto nel vuoto dal secondo piano che confonde le carte della verità e del processo. Ora, a distanza di più di un anno da quando Innocenti si è risvegliato dal lungo sonno, il suo processo è ancora sospeso. La struttura che a La Spezia lo ha seguito nella parte finale della sua riabilitazione neurologica, non certo sociale – per quello ci vorrebbe il carcere, forse – ora lo ha dimesso e lui, a quanto pare, è tornato a vivere a Viareggio dove ha una casa al mare. Sì, avete capito bene. Un uomo che il gip Alessandro Moneti ha definito pericoloso e comunque soggetto a libertà vigilata è libero di vivere una vita del tutto normale. Presso la clinica di La Spezia, dove era ricoverato, si reca circa due o tre volte a settimana. Per il resto, si legge nella perizia della difesa depositata nell’ultimo incidente probatorio di febbraio, Innocenti gioca a scacchi, utilizza i social e, insomma, è libero. Vi pare normale? Ma soprattutto com’è possibile che se ne parli così poco?
I consulenti tecnici della famiglia di Eleonora Guidi, nel febbraio scorso, hanno depositato una relazione critica rispetto alle conclusioni del collegio nominato dal gip. Secondo i consulenti delle parti offese, non emergerebbero elementi tali da ritenere che Lorenzo Innocenti, al momento dell’omicidio, fosse incapace di intendere e di volere. Ma andiamo con ordine, perché questo documento è molto interessante e si articola in più passaggi. Anzitutto si parte dall’analisi del colloquio tra Innocenti e la dottoressa Lo Sauro presso l’Spdc dell’ospedale Santa Maria Annunziata del 13 settembre 2025. Qui si sostiene che, di fronte a un’anamnesi clinica precedente sostanzialmente “muta”, l’omicidio possa essere ricondotto non necessariamente a una patologia psichiatrica preesistente, ma eventualmente alle sue caratteristiche personologiche. L’assenza di ricordi dell’omicidio da parte di Innocenti, poi, potrebbe essere collegata all’amnesia post-traumatica conseguente alla caduta dalla finestra di casa dopo il delitto. “Superata la fase prossima al trauma e recuperata la coscienza”, però, “i processi di memoria riprendono regolarmente. L’amnesia post traumatica non è indice di perdita permanente delle funzioni di memoria”. Secondo questa ricostruzione, dunque, Innocenti potrebbe conservare o recuperare almeno parte dei ricordi relativi a quanto accaduto. Ma andiamo avanti. Innocenti non presenterebbe particolari problemi di deambulazione e sarebbe in grado di rispondere a domande su diversi argomenti legati al lavoro e alla propria vita. Utilizzerebbe inoltre il cellulare per mostrare fotografie mentre attende il proprio turno durante gli accertamenti. Alla domanda del professor Rolando Paterniti, perito nominato dal gip, se si ritenga o meno geloso, Innocenti risponde: “Cosa si intende per gelosia?”. Fra le numerose parole utilizzate durante l’esame, sottolineano i consulenti, questa sarebbe stata una delle poche, fra le centinaia, per le quali Innocenti avrebbe chiesto una spiegazione. Anche il suo sostenere di non sapere cosa fosse un processo giudiziario viene messo a confronto con quanto accaduto nell’udienza del 13 agosto 2025, quando Innocenti comparve davanti alla gip Agnese Di Girolamo e rispose alle sue domande, mentre il procedimento a suo carico era già stato sospeso da giugno proprio per la sua ritenuta incapacità di parteciparvi coscientemente. Infine, i consulenti della famiglia sottolineano come esista un’obiettività clinica non simulabile, legata alle conseguenze neurologiche del trauma, ma ritengono allo stesso tempo che il quadro neuropsichico e fisico di Innocenti possa risultare “compatibile anche con eventuale detenzione in carcere”. Il punto, dunque, non è negare l’esistenza delle lesioni provocate dalla caduta, ma contestare che queste siano necessariamente tali da impedirgli di comprendere il procedimento e parteciparvi consapevolmente. Le conclusioni dei consulenti delle parti offese, tuttavia, non sono state ritenute sufficienti dal gip Moneti per superare quelle del collegio da lui nominato sulla capacità processuale. Innocenti, quindi, allo stato attuale continua a essere considerato incapace di “partecipare coscientemente al processo” e il procedimento resta sospeso. Diverso il discorso sulla pericolosità sociale. I periti nominati dal gip l’avevano esclusa, ritenendo che i deficit neurologici e l’assenza di disturbi psichiatrici o comportamentali rendessero improbabile la reiterazione del reato. Moneti, pur prendendo atto di quelle conclusioni, ha disposto nei confronti di Innocenti la libertà vigilata, con l’obbligo di sottoporsi alle cure e di seguire il percorso neuroriabilitativo indicato dagli specialisti. Nel suo provvedimento il gip ha richiamato anche le modalità dell’omicidio, parlando di “esplosione di violenza incontenibile” e ricordando le ventiquattro coltellate inferte a Eleonora. Nel frattempo il quadro è ulteriormente cambiato.
Secondo quanto riferito dalla famiglia e dai suoi legali, la struttura sanitaria avrebbe ritenuto non più necessario il ricovero continuativo di Innocenti. Questo, però, non significa che il percorso terapeutico sia concluso. Innocenti risulta in libertà vigilata e il programma riabilitativo è proseguito anche in forma diurna, mentre vive a Viareggio. E, per carità, lungi da noi criticare una decisione del giudice per le indagini preliminari. Certo è che la situazione resta paradossale e merita di essere seguita passo dopo passo, per capire se tutto stia procedendo secondo le regole e se questo complicatissimo nodo processuale possa finalmente essere sciolto. La famiglia di Eleonora Guidi ha tutte le ragioni per essere indignata e soprattutto spaventata davanti a una vicenda in cui, a oltre un anno e mezzo dall’omicidio, il processo non è ancora potuto iniziare e l’uomo accusato di aver ucciso Eleonora con ventiquattro coltellate non è mai stato detenuto in carcere ed è oggi libero.