Wanna Marchi e Stefania Nobile, insieme ad altri, hanno ricevuto il Premio Internazionale della Cultura (PIC) in Campidoglio, nella Sala della Promoteca (raccolta di busti vari ed eventuali di artisti, patrioti e scrittori), che spesso viene utilizzata come camera ardente prima dei funerali di persone illustri (amen e toccatina). Adesso, qui nessuno è moralista e l’essere state madre e figlia ospiti delle patrie galere non ci tange, molti illustri scrittori sono stati in carcere e allestire un Premio della Cultura in una sala solitamente utilizzata come camera ardente dà il senso della situazione culturale italiana. Anche se la sala ardente di cultura internazionalissima era stata affittata, bisogna presentare al Gabinetto del Sindaco (toc toc) o alla struttura competente (scusi, lei è competente?) 1) i dati del richiedente e 2) la descrizione dettagliata della serata.
Veniamo alla descrizione della serata. Essa si presentava al pubblico e alla stampa come: “La seconda edizione del P.I.C. – Premio Internazionale della Cultura, manifestazione ideata dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri insieme al presidente Silvestro Mucillo, assente all’appuntamento ma ricordato nel corso della serata” (presidente Mucillo, essere ricordato in una camera ardente… si tocchi). Continua: “La cultura è il cuore pulsante (e ardente nda.) di ogni società, il motore che alimenta la crescita, l’innovazione e il progresso. Con questa consapevolezza (la consapevolezza è importante nda.) nasce il Premio Internazionale della Cultura, un’iniziativa volta (si volti, nda.) a diffondere e valorizzare la cultura in tutte le sue forme (tutte tutte? Nda.). Ideato dal Presidente della Mucello Group, Silvestro Muccillo, e dall’Editore della Edizioni &100 Group, Alessandro Gian Maria Ferri, il premio si distingue per il suo impegno nel riconoscere e premiare figure di spicco del panorama culturale”. Di distinguersi, bisogna ammetterlo, si distingue. Ora, adesso, anche se in Gabinetto, il sindaco o la struttura competente, di fronte a una tale esplosione intrinseca di significato e significante, avrebbero quantomeno dovuto esclamare: “Minchia!” e informarsi sui promotori della serata e accorgersi facilmente che nel sito degli organizzatori è scritto a caratteri massimalisti “SI ORGANIZZANO EVENTI ISTITUZIONALI”.
Aveva già raccontato tutto Umberto Eco ne Il pendolo di Foucault, descrivendo la Manuzio, casa editrice per APS, Autori a Proprie Spese, che non solo pubblicava autori che garantissero l’acquisto di un numero di copie in maniera da avere ampio margine di guadagno (è l’autore, di solito, a comprarle, per darle a parenti, amici e soprattutto clienti, che restano a bocca aperta – restano a bocca aperta?), ma organizzava serate, premi, proclamazioni dove gli invitati erano altri autori a proprie spese. Oggi queste attività sono molto conosciute nel mondo delle imprese e hanno nomi come Vanity Award (servono alle persone o alle imprese per farsi pubblicità attraverso il premio, il luogo ardente e il comunicato stampa); Credibility Marketing (costruire autorevolezza agli occhi del pubblico, fesso chi ci credibility); Ego Stroking Marketing: pratica commerciale che sfrutta l’ego della persona che vuole sentirsi dire quello che vuole sentirsi dire (noios vulevam savuar). Wanna Marchi ha scritto un libro dal titolo: “La verità è che io cucino così” (non avendolo letto non si sa se è un libro di ricette – oggi si porta molto lo chef – o le strategie per cucinarsi i clienti) e Stefania Nobile per il libro “Vendere… cara la pelle” (sì, con i tre puntini nel titolo, e no, non facciamo battute sullo scioglipancia). Nella camera ardente di intelletto si è presentato il consigliere comunale Dario Nanni, eletto con Azione di Calenda, poi passato al Gruppo Misto e infine saltato in maggioranza con Gualtieri. Fanno sapere che il consigliere ha partecipato solo a titolo personale. Però poi dice che uno si butta a destra.