Sulle narrazioni intorno alle indagini per il delitto di Garlasco, settembre non è troppo diverso da maggio. A pochi giorni dalla data del 28 settembre in cui, in un modo o nell’altro, si dovrà arrivare a una svolta, indiscrezioni, bufale e mezze vecchie certezze rispolverate e vendute per nuove non si contano più. In primo luogo, la ventilata indiscrezione lanciata da ADNKronos secondo cui la Procura Generale di Milano non intenderebbe promuovere d'ufficio la richiesta di revisione della condanna a carico di Alberto Stasi si rivela, allo stato degli atti, una voce priva di riscontri e di consistenza processuale. La Procura Generale interviene in autonomia soltanto di fronte a un quadro probatorio del tutto sovvertito e incontrovertibile, elemento finora non emerso. Ci sta, quindi, che la PG attenda la fisiologica evoluzione dei distinti filoni d'indagine: dalle decisioni dell'autorità giudiziaria sui vari Clean agli approfondimenti sull'eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio, fino all'iniziativa formale che la difesa di Stasi deciderà o meno di intraprendere. Fino a quella data, o comunque fino al 28 settembre, qualsiasi fuga di notizie non ufficiale rischia solo di compromettere la linearità dell'azione istituzionale, senza incidere sul merito delle posizioni di Stasi o di Sempio.
Parallelamente, oggi s’è fatto un gran parlare anche consulenza psichiatrico-forense affidata dalla Procura di Pavia al professor Roberto Catanesi, incaricato di definire il profilo personologico di Andrea Sempio. L'accertamento, come noto, ha incontrato un limite metodologico significativo: Sempio, esercitando una facoltà difensiva, ha rifiutato il colloquio clinico diretto previsto per il 4 settembre. Il consulente ha dovuto conseguentemente elaborare il materiale documentale raccolto dagli inquirenti, comprensivo di diari, annotazioni, intercettazioni e oltre tremila interventi pubblicati su forum online tra il 2009 e il 2016 aventi a oggetto relazioni interpersonali e fantasie private. Trattandosi di un'analisi priva di riscontro clinico diretto, la Procura – secondo quanto riferito questa mattina da Emanuele Canta a Mattino5 - pare orientata a non depositare la relazione nell'imminenza dello spirare del termine del 415-bis, rinviandone il completamento e l'eventuale produzione a una fase successiva, quale l'udienza preliminare, senza richiedere proroghe alle indagini preliminari in chiusura.
Se le dinamiche sulla revisione e sui limiti della perizia Catanesi rappresentano passaggi tecnici da contestualizzare con rigore, però, la vera roba calda di cui far parlare ha comunque provato a fornirla l'avvocato Massimo Lovati. Durante l’ennesima ospitata TV, l’istrionico avvocato, in relazione ai decessi registrati in Lomellina e ritenuti sospetti, ha parlato di “sussistenza di un legame diretto tra il delitto di Garlasco e una catena di morti rubricate come suicidi”. Insomma, secondo lui l'omicidio di Chiara Poggi si inserirebbe in un contesto complesso in cui un esecutore avrebbe successivamente eliminato i soggetti venuti a conoscenza di elementi determinanti sulla vicenda.
Intanto, proprio in relazione a uno di questi suicidi, l'avvocato Fabrizio Gallo, per conto dei familiari di Ferri, ha nominato quale consulente di parte il biologo e genetista forense Giorgio Puleri per eseguire accertamenti tecnici irripetibili presso l'Ufficio Corpi di Reato. Le verifiche non si concentreranno soltanto sulla lama del coltello rinvenuto e poi repertato, ma sul manico dell'arma, sul fodero e su diversi fazzoletti intrisi di sangue. Per Gallo risulta decisamente strano che una persona che voleva suicidarsi abbia poi tentato di tamponare il sangue e da qui la richiesta di isolare profili genetici appartenenti a terzi per verificare la sussistenza di un'ipotesi omicidiaria collegata al contesto d'indagine complessivo.