E’ il 12 febbraio del 2017 e sono, più o meno, le sedici del pomeriggio. Andrea Sempio è in macchina dalle parti di Lungavilla, lungo la Strada Provinciale 1. E’ intercettato e sembra parlare da solo di rap e freestyle. Poi si sentono dei rumori, parte musica jazz (perfetta per eludere le microspie) e inizia un dialogo. Non è più solo. Con lui c’è un uomo che sembra sapere molte cose su cimici, intercettazioni e indagini. L’audio è disturbatissimo, ma qualcosa si coglie. Chi è quell’uomo, invece, possiamo solo provare a immaginarlo (ma ricordandoci di Andreotti e della sua famosa frase sul “pensar male”). O, al limite, si può confrontare quella voce con quella di altre intercettazioni telefoniche di pochi giorni prima che sono già agli atti e farsi ognuno una propria idea. Non è, adesso, quello che conta. Anche perché gli inquirenti, sicuramente, un nome ce l’hanno già e forse questa intercettazione, la 141, è tra quelle su cui hanno lavorato anche i consulenti incaricati dalla difesa di Alberto Stasi per il nuovo materiale portato sul tavolo dei magistrati.
Il motivo? La 141 è una bomba per troppi motivi. Il primo è che è tra quelle bollate come “incomprensibili”, guarda caso proprio nella parte in cui in macchina con Andrea Sempio c’è qualcuno. Poi perché, se letta in maniera integrata con altre dei giorni precedenti, potrebbe raccontare tanto su ciò che è successo in quel 2017, con l’indagine archiviata in fretta dall’allora procuratore Venditti. E poi per i contenuti, che saranno anche disturbati, ma si sentono. La mano grossa, per capire di più e provare a ripulire quell’audio, ce l’ha data Andy Steel, ingegnere elettronico, di Tech & Beyond, che ha collaborato a sua volta con Rita di Crimini al Microscopio. Restauro acustico rigoroso, conservativo e analitico, senza AI, che restituisce senso a quello che sembrava soltanto un fruscio confuso. O che per un fruscio confuso era stato fatto passare. Ma andiamo per ordine.
Il reperto è un file .ogg, registrato alle 16:16 del 12 febbraio 2017. I metadati codificati dai sistemi in uso alle forze dell'ordine indicano le coordinate GPS esatte di un'auto in marcia nel Pavese, a Lungavilla, lungo la direttrice tra le provinciali SP 1 e SP 79. Nella prima parte del nastro si sente una sola voce — quella di Andrea Sempio — impegnata in un apparente monologo veniale: si parla di contest di rap freestyle, di rime, di giudizi sferzanti, ma pure di vecchi fatti di sangue. Poi, al minuto tre, il cambio. Un rumore meccanico, il clic di un supporto infilato nello stereo e le note di un brano jazz che allagano l'abitacolo, mescolandosi al suono del motore e al rotolamento degli pneumatici. Lì la trascrizione originale si era fermata. Ma Andy Steel no. C’ha spiegato del suo lavoro “condotto sul dominio delle frequenze con iZotope RX 12 Advanced e protetto da marca temporale e impronta digitale SHA-256 su formato WAV PCM a 16 bit. Nessun artefatto, nessuna pareidolia acustica, soltanto isolamento sottrattivo tra i 1.000 e i 4.500 Hz per far riemergere la voce umana”.
Il monologo iniziale era un monologo? Forse, ma quello che è certo è che nella seconda parte della 141 a bordo dell’auto di Sempio c'erano due persone. E chi di dovere, nel 2017, s’è guardato bene dal verbalizzarlo. La seconda voce, più debole ma distinta per dinamica e frequenza fondamentale, è riconducibile a un uomo di mezza età che è lì fisicamente e non in vivavoce. Probabilmente è stata quella stessa persona a suggerire il jazz come colonna sonora (il perché basta chiederlo a qualsiasi ingegnere del suono) prima di iniziare a parlare di verifiche imminenti, telefoni cellulari da gestire, documenti o "fogli" da far trattare e necessità di mantenere il riserbo. C'è un passaggio chiave: la parola "Binario!", pronunciata un istante prima che le ruote saltino metalliche sopra i binari del treno, offrendo la sponda acustica perfetta al tracciato GPS.
Sì, ok, sono parole isolate, frasi da collegare, ma che potrebbero avere un peso enorme per il quadro investigativo, soprattutto nell’ambito delle inchieste denominate Clean e portate avanti, per ora, anche dalla Procura di Brescia. Perché potrebbero spalancare a scenari di approfondimento visto che in quei due minuti circa registrati nell’auto di Sempio si ragiona su cosa gli organi di controllo o gli investigatori andrebbero a cercare ("Quando vanno a guardare, loro vanno a vedere proprio, qualunque cosa che hanno sentito?"), sulla gestione di informazioni riservate ("Se c'è qualcosa che non deve andare in giro, punto e basta") e sul senso di protezione o di rassicurazione legato al proprio stato giudiziario e alle “tutele” ("...ma sei anche incensurato, secondo te?").
Signori, non sappiamo più come dirlo: siamo oltre la morte di Chiara Poggi e la 141 (di cui torneremo prestissimo a parlare) racconta che resta ancora un gran pezzo di montagna dentro la nebbia della Lomellina.