Ci siamo. Settembre è arrivato e, anche se potrebbe non esserci alcuna chiusura delle indagini, di sicuro ci sono le tanto annunciate novità sul lavoro che la Procura di Pavia (e a questo punto non solo) sta portando avanti sull’omicidio di Chiara Poggi. La notizia, che in verità era nell’aria da tempo, l’ha ufficialmente sganciata ieri Carmelo Schininà, nella prima puntata della nuova stagione di IgnotoX, spiegando che la difesa di Alberto Stasi ha presentato tre consulenze, oltre a una relazione su ulteriori indagini difensive. I soliti polemizza tori hanno bollato tutto come la solita bomba che bomba non è, ma è nel sottotesto delle notizie che, molto spesso, sta la sostanza di uno scenario nel momento stesso in cui quello scenario sta cambiando. Ragionamento contorto? Un po’, ma in studio a IgnotoX, ieri, c’era anche Pasquale Linarello, che ha detto molto anche attraverso i non detti. Il problema, semmai, è un altro: si è andati oltre con le interpretazioni. Il genetista, infatti, non ha mai sostenuto che è stato “trovato Ignoto2” e meno che mai che ha certezza che la Procura della Repubblica lo abbia cercato attraverso la consulenza affidata al professor Previderè. Linarello s’è semplicemente aperto a una considerazione – al massimo a una deduzione – e qualunque scarto in avanti, in questa fase, rischia d’essere solo pericoloso. Di contro è abbastanza chiaro, a questo punto, che “Ignoto2” sarà se non il tema almeno uno dei temi che terranno banco in questo settembre. E pure che l’eventuale necessità di approfondire potrebbe essere la ragione di una a questo punto probabile ulteriore proroga nelle indagini.
E’ un dato di fatto che con le tre consulenze depositate dalla difesa di Stasi e l’ulteriore lavoro di indagini difensive ci sarà materiale in più da studiare, non solo per chi “racconta Garlasco” ma anche e soprattutto che chi, in procura, sta lavorando ormai da anni al riparo da tutti quei gran chiacchiericci e tentativi di distrazione che gravitano intorno alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Le novità ci saranno e serve rispetto per i tempi e il lavoro. Anche quello di chi racconta Garlasco con rigore. Ecco perché anche isolare – come si sta facendo soprattutto sui social - la frase di Carmelo Schininà, “la Procura di Pavia, per ora, indaga solo Andrea Sempio”, è un voler mettere l’accento su un “per ora” che non necessariamente nasconde chissà quale segreto.
Fare attenzione a tutto è un conto, interpretare oltre la doverosa attenzione è un altro. Sul tavolo, ad oggi, c’è molto di nuovo e quel nuovo va studiato, in primis per capirne “la funzione” principale. Sappiamo, infatti, che si dovrà tornare a parlare anche dell’eventualità della revisione per Alberto Stasi e è più che ipotizzabile, quindi, che i nuovi lavori presentati dalla difesa servano in particolare a produrre quella prova che sarà fondamentale per veder accolta la richiesta. L’obiettivo, inutile negarlo, potrebbe essere quello di rendere prova l’ormai evidente certezza di tutti gli errori commessi nel 2007 (e anche delle mancanze nell’indagine del 2017), probabilmente mettendone in luce altri e facendo emergere le tante, troppe incongruenze, che continuano a venire fuori ogni giorno. Alcune anche con l’aiuto di chi un giorno ricorda tutto e l’altro non ricorda niente in base all’interlocutore di turno in merito ai fatti avvenuti proprio a ridosso dell’omicidio e nelle primissime ore dopo la richiesta di soccorso.
Il fatto che la stessa difesa di Stasi abbia parlato di “attività articolata” mette tutti davanti alla necessità di non andare troppo diretti con le ipotesi, ma di considerare un lavoro in ottica integrata e complessa, non necessariamente rispetto alla possibilità di nuovi indagati o a ulteriori indizi verso chi indagato lo è già, ma in funzione anche e soprattutto di ricostruzioni che potrebbero debellare definitivamente tutto ciò su cui s’è fondata la sentenza di condanna di Stasi pronunciata dalla Cassazione nel 2014. In estrema sintesi? “Ignoto2” sarà un perno, ma non certo il centro di tutto. Di sicuro, la possibilità che a Andrea Sempio sia rinnovato l’invito (già rifiutato) a farsi interrogare c’è e è concreta proprio alla luce anche delle nuove consulenze volute dalla stessa procura e che, a quanto ci risulta, sono già sul tavolo di Fabio Napoleone e Stefano Civardi (ad eccezione di quella del professor Catanesi, che è comunque in via di completamento). Non si può dimenticare anche che, come su MOW avevamo già raccontato in tempi non sospetti, c’è ulteriore materiale informatico (in particolare la memoria di un vecchio Iphone) su cui s’è lavorato in questi mesi.