I Giovani Democratici sono diventati i Giovani Comunisti. Breve recap di questo spettacolo di bassissimo livello. Al Circolo Arci di Villa Fastiggi, la storica sezione del Partito Comunista nel quartiere di Pesaro non a caso chiamato “Piccola Russia”, e già questo dovrebbe bastare a farli vergognare un po’, i Giovani democratici fanno festa. Alcuni meno giovani però decidono di cantare una canzonetta: “Torneremo dai padroni e gli taglierem la testa, comunismo e libertà”.
Forse non hanno capito dove sono? È una festa della sezione dei giovani del Partito Democratico, un partito che nasce come riformista e come alternativa (alternativa!) alla sinistra comunista. E invece no, perché quando un deputato di Fratelli d’Italia fa notare giustamente che schifezza sia la canzone in una festa dei giovani democratici, non del Partito comunista, risponde Riccardo Bernardi, già giovanissimo consigliere del Pd, sostenendo che quella canzone abbia fatto la storia “del nostro partito”.
E allora capisci che siamo in piena dissociazione cognitiva, perché il Pd non è l’erede del ’68, dei comunisti o del Pci. Il Pd è altro e fa specie che un consigliere del Partito Democratico non lo sappia. Com’è possibile che un rappresentante dei Giovani democratici non lo capisca?
Che poi, per carità, non c’è da stupirsi considerando che poche settimane fa i Giovani Democratici hanno festeggiato il centenario della nascita di un criminale e dittatore come Fidel Castro. I Giovani democratici sono gli stessi che nel 2025 a Napoli chiudendo un evento con il gesto del pugno chiuso. In effetti non c’è da stupirsi, se si considera che la segretaria nazionale Virginia Libero, nel suo primo discorso dal palco ha avuto un lapsus e invece di Partito Democratico era lì lì per dire “Partito Comunista”.
Il punto è che quattro coglioni che fanno il saluto romano durante delle ricorrenze sono un problema di ordine pubblico, di tenuta della democrazia, ma la giovanile del secondo partito italiano che in varie occasioni ufficiali e non si esprime come un movimento comunista e di fatto sembra costituire un’infiltrazione estremista in un partito istituzionale e riformista va bene a tutti.