Siamo volati ad Agrigento per seguire l’attesissima due giorni di Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera che si è federato da poco con il Progetto Civico di Alessandro Onorato e che proprio ad Agrigento ha voluto trasformare gli Stati generali in una sorta di laboratorio politico per il centrosinistra siciliano. Un appuntamento importante, con esponenti politici nazionali e regionali e con l’obiettivo dichiarato di costruire un’alternativa al centrodestra di Renato Schifani e dove La Vardera punta a fare la rivoluzione a Palazzo d’Orleans. Alla fine della due giorni, ieri sera, all’Hotel Kaos, il caos c’è stato davvero. La Vardera, che già in passato ha preso fermamente le distanze da politici di dubbia onestà, ne avrebbe fatto volentieri a meno proprio nel giorno della festa del suo movimento a cui è seguita un’amara e pesante discussione tra La Vardera e il sindaco di Agrigento Michele Sodano.
E sì, perché all’Hotel Kaos, alla fine dell’evento, verso le nove di sera è arrivato anche Nicola Barraco de Le Iene. E non certo in guisa d’ospite e amico, ma di inviato per il programma per cui lavora, ovvero quella trasmissione da cui lo stesso La Vardera è partito come giornalista d’assalto per poi trasformarsi in politico dalla schiena dritta. E la schiena dritta l’ha mantenuta davvero. Le domande di Barraco erano dirette soprattutto al sindaco di Agrigento Michele Sodano, alle prese con un caso abbastanza indifendibile. Il suo vice, Giovanni Crosta, esponente di Controcorrente è da qualche giorno al centro delle polemiche per un immobile di famiglia a Zingarello, ereditato dal padre. Immobile, secondo quanto scoperto da Report Sicilia, abusivo. Il caso non si può ignorare, purtroppo, dato cha Vardera ha costruito una parte importante della sua credibilità politica proprio sulle battaglie contro l’abusivismo edilizio e sulla richiesta di trasparenza e responsabilità a chi ricopre incarichi pubblici. Ritrovarsi uno dei suoi uomini di fiducia ad Agrigento, Crosta, oggi vicesindaco e titolare di un pacchetto di deleghe importanti (affari legali e generali, trasparenza e anticorruzione, polizia municipale e sicurezza stradale, patrimonio e tributi, oltre a personale, protezione civile e rapporti con il Consiglio comunale) in questa situazione non è, diciamo, una piacevole sorpresa. E ad Agrigento bisogna essere sopra ad ogni sospetto, immacolati, dicono i cittadini, perché è pieno di franchi tiratori che aspettano solo il momento giusto per distruggerti.
Però il punto è che un vicesindaco che ha tra le proprie deleghe la Polizia municipale, la trasparenza, l’anticorruzione e il patrimonio, può restare al suo posto dopo una simile rivelazione? Inevitabile che il caso scoppiasse agli Stati generali di Controcorrente, venuto fuori “ad orologeria” e a ridosso di un evento partecipatissimo e di grande successo. Dopo il blitz delle Iene è seguito un battibecco amaro tra La Vardera e Sodano sulla gestione di questa spinosa questione. “Cosa credi, di essere nella Dc di Cuffaro? Ti è presa la poltronite. Ho sbagliato a credere in te”, ha detto La Vardera a Sodano. Una frase abbastanza pesante, perché se La Vardera davanti al caso Crosta e ai giornalisti, che già precedentemente nei vari punti stampa della due giorni hanno domandato chiarimenti, ha scelto una linea di forte presa di distanza – come già più volte aveva fatto in passato – e ha annunciato verifiche interne al movimento e accertamenti formali, dall’altra il sindaco Sodano ha però anche rivendicato, di fronte alle telecamere, la necessità di attendere gli atti prima di assumere decisioni definitive. A queste parole La Vardera è andato su tutte le furie. Sodano, del resto, si trova in una posizione tutt’altro che semplice. Dopo la lunga battaglia politica che lo ha portato a scalzare il centrodestra dalla guida della città, si ritrova oggi a dover prendere provvedimenti severissimi per uno degli uomini più importanti della sua nuova amministrazione e uno dei volti di Controcorrente ad Agrigento. Un vero e proprio banco di prova per quella promessa di discontinuità sulla quale La Vardera e Sodano hanno costruito la propria sfida politica. Insomma, un finale amaro per un evento che, per due giorni di pieno weekend, ha richiamato nella Sala Concordia dell’Hotel Kaos un pubblico numeroso e un parterre di ospiti di rilievo, da Giorgio Mulè ai collegamenti con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, passando naturalmente per Alessandro Onorato, padrone di casa insieme a La Vardera, candidato sindaco alla presidenza della regione Sicilia.
Ma cosa c’è, concretamente, dietro il caso Crosta? Se fosse confermato quanto documentato da Report Sicilia, il vicesindaco sarebbe comproprietario di un immobile ereditato dal padre in contrada Zingarello, all’interno di un’area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta. Secondo la ricostruzione della testata, soltanto una parte limitata della costruzione risulterebbe sanata, mentre la porzione largamente prevalente dell’immobile sarebbe abusiva e non sanabile. Una vicenda che, naturalmente, dovrà essere verificata attraverso le carte e gli atti amministrativi, ma che politicamente assume un peso particolare proprio per il ruolo ricoperto da Crosta. Lo scontro dell’ex Iena con Lillo Pisano è l’esempio più clamoroso delle battaglie di La Vardera sul tema delle case abusive. Qui il deputato di Fratelli d’Italia rispose alle contestazioni spiegando di aver ereditato quella casa, proprio come Crosta. Due pesi e due misure? Non per La Vardera, che ieri sera, però era in rotta proprio con Sodano. Troveranno il modo di riappacificarsi sulla vicenda? E che fine farà Crosta? Certamente saranno le carte a dirlo, ma per La Vardera, da ex Iena, ritrovarsi dall’altra parte della barricata, incalzato proprio dagli stessi colleghi de Le Iene con i quali è cresciuto professionalmente, dev’essere stato decisamente un duro colpo.