Elly Schlein si rende conto che dovrà rivaleggiare per la leadership del centrosinistra non tanto con Giuseppe Conte – un po’ monotone e scialbe le sue battaglie contro la guerra in Ucraina – bensì con un meteorite destinato a spazzare via parecchi dinosauri? Be’, non ci vuole molto a comprendere che il progresso, quello vero, parte dal basso e non si può calare dall’alto. Alessandro Onorato, l’assessore romano fondatore del Partito dei Sindaci, l’intuizione giusta sembra averla avuta. Con Ismaele La Vardera e la sua Controcorrente dentro il Progetto Civico, il ponte tra il campo progressista e i pentastellati – quelli di Grillo e Dibba, per intenderci: dividi et impera – diventa possibile. Anzi, necessario. Solo ora, forse, il campo largo può restringersi, con buona pace di Schlein e del nuovo corso del Pd, per un motivo molto semplice. Ci voleva un politico fuori categoria, un fuoriclasse vero. Qualcosa che a sinistra, finora, è mancato come l’aria. Perché questo, nel bene e nel male, è Ismaele La Vardera. Ma chi è, davvero, costui? Esiste una pagina Wikipedia su di lui ancora da compilare. Confidiamo che presto si riempirà delle sue gesta. Future e passate, che già non sono poche. Forse, però, la domanda giusta non è tanto chi sia, quanto piuttosto “che cosa” sia Ismaele La Vardera. Quale ritratto politico emerge da quel ragazzino di Villabate che, partito da Telejato – l’emittente del mitologico Pino Maniaci – oggi siede all’Assemblea Regionale Siciliana con tanto di scorta e un ruolo nella Commissione Antimafia? Elly Schlein, Giuseppe Conte: iniziate a fare i vostri calcoli. Perché stavolta dovrete misurarvi con un “incursore” che non si chiama Roberto Vannacci. Ma partiamo dal principio.
C’è un curriculum di Ismaele La Vardera sul sito del Ministero dell’Interno. Risale a quando aveva ventotto anni. Titolo: “Ismaele La Vardera: chi sono”. Con tanto di ciuffo e occhiali, ormai marchio di fabbrica. Un ciuffo biondo un po’ alla Johnny Bravo, ma gli occhiali sono da vista. Quelli dello studentello modello che nel 2007 scrive per il giornalino della scuola ed è rappresentante d’istituto al liceo Danilo Dolci. È da lì che parte la sua storia. Nei due anni successivi diventa consigliere della Consulta giovanile di Palermo e presidente della commissione giornalistica della Consulta studentesca provinciale. Nel 2012 si diploma al liceo socio-pedagogico e ottiene la benedizione dell’allora presidente della Camera Gianfranco Fini per il suo impegno nel sociale. Il 31 ottobre viene nominato consulente del sindaco di Villabate per il dialogo interreligioso e le politiche giovanili. Non gli basta. Si candida alle amministrative e raccoglie 127 voti, chiudendo quindicesimo tra gli aspiranti primi cittadini. Nel 2014 diventa portavoce del sindaco di Campofelice di Roccella e inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, oltre a fare l’inviato per Telejato. È qui che, ad appena ventun anni, firma l’inchiesta sul sorteggio pilotato nella sua Villabate, costringendo sindaco e giunta alle dimissioni e attirando l’attenzione de Le Iene, che gli dedicano un servizio su Italia 1. Quell’inchiesta gli spalanca le porte di Mediaset: prima Open Space, poi Le Iene, dove rimane finché, su proposta di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, si candida a sindaco di Palermo. Ottiene 17.290 voti, pari al 6,16 per cento. Nel frattempo filma tutta la campagna elettorale con una telecamera nascosta. Ne uscirà Il Sindaco: Italian Politics for Dummies, film la cui esistenza viene svelata con una pseudo-scazzottata insieme a Francesco Benigno, l’attore di Mery per sempre di Marco Risi, anche lui candidato con La Vardera. La pellicola esce nel novembre del 2018 e provoca un autentico terremoto politico, con tanto di minacce di querela da parte di Salvini - un brutto colpo dopo l'Ape Tour, evidentemente - e Meloni. Nello stesso anno, durante una partita del Palermo, viene preso di mira da cori e striscioni degli ultras. D’altronde lo aveva promesso: “Sarò lo sconzajoco”, il guastafeste. E pensare che Ignazio La Russa lo aveva definito “il nostro Dybala”. Un paragone che, col senno di poi, è stato un clamoroso autogol.
Conclusa quell’esperienza, torna a Le Iene, dove realizza inchieste sulla mafia e lavora anche come inviato di guerra in Ucraina. Poi, nel 2022, decide di rientrare definitivamente in politica. Si candida all’Assemblea Regionale Siciliana e raccoglie 6.733 preferenze personali, venendo eletto nel collegio di Palermo con la lista Sud chiama Nord di Cateno De Luca. L’elezione gli vale anche la vicepresidenza della Commissione regionale Antimafia. Ed è qui che iniziano a vedersene delle belle. Perché La Vardera continua a fare quello che ha sempre fatto, ovvero denunciare, solo che adesso lo fa dall’interno del sistema. Porta all’attenzione della stampa nazionale le storture della politica siciliana, spesso ignorate, tra casi di corruzione e presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione pubblica. Nel 2023 raccoglie, ad esempio, la testimonianza di un uomo che racconta di aver frequentato le ville di Matteo Messina Denaro in occasione di festini hard e di avervi visto partecipare anche un politico nazionale. E poi arriva il vero salto. Nell'ottobre del 2024 rompe con Cateno De Luca, lascia Sud chiama Nord e passa al gruppo Misto per iniziare quella che lui stesso definisce la sua "traversata nel deserto", da cui nasce Controcorrente. Da quel momento La Vardera smette definitivamente i panni del semplice oppositore e si trasforma in una macchina da guerra politico-mediatica. Porta alla luce il caso dei finanziamenti regionali riconducibili al deputato di Fratelli d'Italia Carlo Auteri, pubblica l'audio delle presunte minacce ricevute nei bagni dell'Ars e contribuisce a una vicenda che porterà all'autosospensione del meloniano dal partito. Nel frattempo, a luglio dell'anno scorso La Vardera e Matteo Hallissey di +Europa organizzano il primo blitz sulla spiaggia di Mondello. Piantano un ombrellone per protestare contro la gestione della concessione della Mondello Italo Belga, denunciando i tornelli, le recinzioni e la scarsa disponibilità di spiaggia libera portando la Regione Sicilia a emettere una circolare che metteva fine al monopolio della spiaggia pubblica dopo ben 116 anni. Qualche mese dopo accende i riflettori sulle accuse di due ex collaboratrici rivolte al deputato Calogero Pisano, tra stipendi non corrisposti e presunte molestie, dando vita a un altro caso nazionale. Ma il colpo da ex Iena arriva nel 2026, quando riesce addirittura a far stanziare un milione di euro a favore di Comuni inesistenti per dimostrare, secondo la sua denuncia, tutte le falle della famigerata “legge mancia” siciliana. Poco dopo arriva perfino una sorta di battesimo politico definitivo: Giorgia Meloni gli scrive su WhatsApp definendo “vergognoso” il suo modo di fare politica dopo una sua denuncia sui ristori per il ciclone Harry. Lui pubblica tutto. Nel frattempo lancia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana, mentre Alessandro Onorato lo porta dentro il Progetto Civico, il cosiddetto Partito dei Sindaci, in un'operazione che riceve anche il benestare del Movimento 5 Stelle. Il sondaggio Swg, pubblicato su La Sicilia a fine luglio 2026. Descrive Ismaele La Vardera come il leader politico siciliano con il più alto indice di fiducia, davanti a tutti gli altri esponenti regionali, compresi Renato Schifani, Cateno De Luca, Pd e M5S. La sua lista Controcorrente varrebbe il 14,5%, un risultato che la collocherebbe davanti sia al Pd sia al M5S in Sicilia portandolo ad un testa a testa addirittura con tutto il centrodestra di Schifani. E qui torniamo al punto di partenza. Cosa è, e cosa sarà, quella singolare creatura politica che porta il nome di Ismaele La Vardera?