Di EstaThè si parlerà ancora. Così come, inevitabilmente, si parlerà a lungo anche delle quattro nuove consulenze che saranno depositate entro agosto e con cui la Procura della Repubblica di Pavia intende blindare l’indagine su Andrea Sempio prima della richiesta di rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi. Intanto, però, è di passato che si continua a discutere. Per capire le dinamiche. I rapporti. Gli eventuali legami. E, eventualmente, provare a dare una spiegazione a quel gran marasma di confusione e sciatteria (o peggio?) che sono state le indagini del 2007. A rompere definitivamente gli indugi, ancora una volta, è stato Luigi Grimaldi. L’ex autore de Le Iene e profondissimo conoscitore di ogni singola riga di ogni minimo carteggio che riguarda il delitto di Garlasco, ha tirato fuori alcune SIT che in realtà si conoscevano da tempo. Ma su cui in pochi avevano voluto andare mai davvero a fondo.
L’articolo affidato a Grimaldipress e intitolato “Cassese e i Sempio: i legami che scottano” prende direttamente di petto le criticità e i presunti conflitti d'interesse emersi sulla figura del capitano dei Carabinieri, Gennaro Cassese, nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco. Grimaldi ricorda prima di tutto come Cassese risulti indagato dalla Procura di Pavia per false dichiarazioni rese ai PM in relazione al verbale di Andrea Sempio del 2008 e agli ormai famosi “non ricordo” che portarono il pm Civardi persino a chiedergli se per caso soffrisse di una qualche patologia. E poi ci sono gli atti giudiziari, che documentano una frequentazione amicale tra l'ufficiale e la famiglia Sempio-Adami. Nel 2011, Silvia Sempio (zia di Andrea), fu interrogata due volte da Cassese in merito ad apparati GPS trovati sull'auto del marito Amilcare Adami; la donna chiarì che la segnalazione fu sollecitata dallo stesso capitano, presente a bordo e risentito per il dispositivo rilevato dopo aver supposto che qualcuno stesse controllando proprio lui. Nonostante il coinvolgimento diretto e personale, Cassese redasse i verbali senza astenersi, violando secondo Grimaldi i principi di terzietà e imparzialità.
La ricostruzione dell’ex autore de Le Iene sottolinea anche anomalie nella gestione dei reperti informatici: il 13 agosto 2007, il computer fisso di Chiara Poggi non figurava tra i reperti sequestrati. Sebbene la rottura dei sigilli dell'abitazione sia avvenuta alle 13 del 14 agosto, un documento firmato da Cassese e dal colonnello Sangiuliano ne attestava la custodia a Vigevano già dalle ore 12, in assenza di un regolare verbale di sequestro. Nei 16 giorni antecedenti la consegna al RIS, inoltre, il computer risulta essere stato acceso e consultato per ore senza alcuna relazione di servizio. Analogamente, sulla chiavetta USB di Chiara — rimasta teoricamente sotto sequestro nella villetta fino al 2008 — il 14 agosto 2007 vennero alterati ben 925 file.
Intanto, sempre sul fronte degli elementi nuovi che stanno emergendo, il canale Bugalalla Crime ha messo fine, con date e riferimenti, alle polemiche sull’intercettazione pubblicata di recente tra Andrea Sempio e l’avvocato Massimo Lovati. E’ vero, infatti, che le intercettazioni tra cliente e legale non possono essere utilizzate, ma al momento di quella conversazione in auto (in cui Sempio racconta di non frequentare Vigevano e non conoscerne le strade), Lovati non era (ancora) formalmente l’avvocato dell’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Quella conversazione, quindi, si trova tra gli atti dell’indagine proprio per questa ragione, come la stessa Bugalalla ha spiegato nel video che pubblichiamo qui sotto.